Barriere antirumore, Genova chiede tempi certi: Aspi deve rispondere alle segnalazioni entro ottobre

L’Osservatorio Ambiente e Salute ha fatto il punto sui cantieri in autostrada: restano da completare 2,2 chilometri di interventi strutturali. Le assessore Silvia Pericu e Cristina Lodi chiedono aggiornamenti tempestivi e solleciteranno alla Regione l’indagine epidemiologica promessa nel 2023

Cantieri notturni, progettazioni ancora in corso e pannelli rimossi da ripristinare: l’installazione delle barriere fonoassorbenti lungo le autostrade genovesi procede su più fronti, ma restano aperte le criticità segnalate dai residenti. È quanto emerso dalla riunione dell’Osservatorio Ambiente e Salute, che si è svolta oggi con la partecipazione del Comune, dei Municipi coinvolti, dei comitati, delle associazioni dei consumatori e dei rappresentanti di Autostrade per l’Italia (Aspi).


Al centro dell’incontro non c’è stato soltanto l’avanzamento delle opere. Il Comune ha chiesto ad Aspi di comunicare con maggiore tempestività i tempi e le fasi dei lavori, in modo che le informazioni possano arrivare ai cittadini attraverso l’Ufficio Acustica della Direzione Ambiente. La società si è impegnata a rispondere entro ottobre alle richieste ricevute, comprese quelle legate alle segnalazioni raccolte durante l’estate.

«I cronoprogrammi devono tradursi in risposte efficaci per i cittadini. Il lavoro di confronto è importante, ma altrettanto lo è dare informazioni chiare», ha dichiarato l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu. «Lo sforzo dell’Osservatorio è proprio quello di trasformare gli schemi di Aspi in informazioni comprensibili».
L’assessora al Sociale Cristina Lodi ha annunciato che il Comune solleciterà la Regione Liguria a realizzare l’indagine epidemiologica promessa nel 2023. Per Lodi, oltre alla posa dei pannelli, occorre approfondire gli effetti che l’esposizione al rumore può avere avuto sulla qualità della vita dei residenti e valutare le misure necessarie.
Il piano di risanamento acustico sulle tratte autostradali nel territorio comunale prevede interventi strutturali per 30,9 chilometri. Una prima fase, riferisce Aspi, è stata completata su 28,7 chilometri; restano quindi 2,2 chilometri, articolati in tre interventi principali. Sull’A10, nella zona di Pra’ e Palmaro, è in corso la sostituzione delle barriere integrate sul viadotto Palmaro, mentre è in fase autorizzativa il progetto per aggiungere protezioni antirumore a monte, a valle e sulla carreggiata sottostante.
Sull’A7, in direzione nord, è in fase di completamento la progettazione del “Macrointervento 10”, per installare nuove barriere tra Garbo e Rivarolo. È invece ancora in progettazione il “Macrointervento 13-14”, previsto nella zona di Bolzaneto. Nei tratti con due sole corsie e senza corsia di emergenza sono in corso valutazioni per adottare protezioni di cantiere mobili: l’obiettivo è concentrare i lavori nelle ore notturne e riaprire entrambe le corsie durante il giorno.
Un capitolo distinto riguarda la riqualificazione delle barriere integrate, per un’estensione complessiva di 14,6 chilometri. Su 11,7 chilometri i lavori risultano conclusi o in fase avanzata: sono stati completati 3,6 chilometri di sostituzioni e 6 chilometri di ripristini; su altri 0,3 chilometri sono in corso sostituzioni e su 1,8 chilometri interventi di ripristino. Per i restanti 2,9 chilometri sono in corso verifiche per stabilire se procedere con una sostituzione o con un ripristino.
A settembre, dopo gli interventi di manutenzione straordinaria del viadotto Marassi, sono stati rimontati i pannelli antirumore: secondo quanto riferito da Aspi, l’operazione ha consentito di ripristinare le condizioni acustiche di progetto per il quartiere di Quezzi. Sul viadotto Molinassi, a Sestri Ponente, le verifiche strutturali hanno invece permesso per ora un rialzo parziale delle pannellature, lungo 155 metri. Sono in corso ulteriori analisi per valutare il ripristino completo o l’adozione di soluzioni alternative.
La vicenda si lega al piano di adeguamento delle barriere avviato da Aspi nel 2020, d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le pannellature integrate erano state rimosse in via cautelativa per consentire la sostituzione dei dispositivi e adeguarli alle norme tecniche più recenti. Le caratteristiche dei viadotti, la conformazione del territorio e l’impatto dei cantieri sul traffico hanno reso complessa la programmazione, soprattutto sulle tratte prive di corsia di emergenza.
Nel 2023, approfondimenti tecnici hanno portato a una procedura per valutare il ripristino dei pannelli sui dispositivi esistenti, anziché sostituire ogni volta l’intera barriera. La procedura, asseverata dal Politecnico di Torino e dall’Università di Pavia e approvata dal Ministero, consente secondo il piano di intervenire più rapidamente, lavorando di notte e anche nei tratti a due corsie. Il programma indica tempi di esecuzione fino a venti volte inferiori rispetto alla sostituzione completa, con l’obiettivo di ridurre la durata dei cantieri e il disturbo per chi abita nelle vicinanze.
Il Comune ha ribadito che la collaborazione tra enti e territori deve accompagnarsi a comunicazioni puntuali, così che i residenti possano conoscere l’avanzamento dei lavori e ricevere risposte alle proprie segnalazioni. Il prossimo incontro dell’Osservatorio Ambiente e Salute è previsto a inizio gennaio.
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