Fine vita, la proposta “Liberi Subito” arriva in aula in Liguria: l’Associazione Luca Coscioni seguirà il voto

In Consiglio regionale saranno presenti Jennifer Tocci, Marco Cappato e altri attivisti. L’associazione chiede ai consiglieri di approvare procedure certe e tempi definiti per la morte volontaria medicalmente assistita

L’Associazione Luca Coscioni sarà in Consiglio regionale durante la discussione della proposta di legge “Liberi Subito” sul fine vita. A seguire i lavori ci saranno Jennifer Tocci, Marco Cappato, Giulia Crivellini e altri militanti. L’associazione invita i consiglieri a valutare il provvedimento ascoltando le persone che affrontano condizioni di sofferenza, senza subordinare la decisione alle indicazioni dei partiti nazionali.

La proposta era stata depositata per la prima volta nel febbraio 2024 da un gruppo trasversale di consiglieri e consigliere. Le dimissioni dell’allora presidente della Regione Giovanni Toti e le successive elezioni avevano reso necessario ripresentarla nella nuova legislatura. Dopo le audizioni in seconda Commissione, dedicata a Salute e Sicurezza sociale, l’iter si era fermato. Secondo l’associazione, l’attivazione dell’articolo 32 da parte del consigliere Gianni Pastorino, primo firmatario, ha consentito di portare finalmente il testo all’esame dell’aula.

Nel 2026, riferisce l’Associazione Luca Coscioni, in Liguria si sono verificati i primi due casi di suicidio medicalmente assistito. Il primo riguarda Silvano V., 56 anni, affetto da sclerosi multipla progressiva; il secondo Stefano, nome di fantasia, 66 anni, rimasto paralizzato dopo un trauma cervicale. In entrambi i casi il percorso si sarebbe svolto nell’ambito del Servizio sanitario regionale, con farmaco e strumentazione forniti dal Servizio sanitario nazionale. L’associazione segnala tuttavia che si è arrivati alla conclusione dopo lunghe attese e diffide legali rivolte alle aziende sanitarie.
Nella dichiarazione firmata da Jennifer Tocci e Marco Cappato, l’associazione sostiene che “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma punta a rendere concretamente accessibile quello già riconosciuto, attraverso procedure definite per verificare i requisiti, tempi certi e maggiore uniformità tra le aziende sanitarie. Il testo, secondo i promotori, dovrebbe inoltre garantire trasparenza e responsabilità nella gestione delle richieste.
«Ci auguriamo che le Consigliere e i Consiglieri regionali decidano di dare precedenza all’ascolto delle persone che soffrono prima che alle direttive dei partiti nazionali», dichiarano Tocci e Cappato. L’associazione richiama inoltre le leggi approvate in Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto e auspica che anche la Liguria approvi una norma per evitare ritardi ingiustificati nell’accesso alla procedura.
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