Facce de Zena 

Pietro Battara, dalla porta della Samp alla scuola dei portieri: martedì l’ultimo saluto

L’ex blucerchiato è morto a 90 anni nella sua abitazione nel Levante genovese. Per oltre un decennio fu protagonista tra i pali della Sampdoria, poi tornò nel club come preparatore. I funerali martedì alle 10 a Quinto

La Sampdoria è stata il filo che ha attraversato la carriera di Pietro Battara, per tutti Piero: prima il campo e le parate, poi il lavoro con i portieri che avrebbero raccolto il testimone. L’ex calciatore è morto oggi, a 90 anni, nella sua casa nel Levante genovese. La notizia lascia il ricordo di una figura legata a lungo ai colori blucerchiati, dentro e fuori dal terreno di gioco.

Nato a Torino nel 1936, Battara iniziò la carriera da professionista al Vicenza. Nel 1961 arrivò alla Sampdoria, dove rimase per undici stagioni, diventando uno dei volti della squadra negli anni Sessanta e nei primi anni Settanta. Difese la porta doriana in oltre duecento partite, molte delle quali in Serie A, e per anni mantenne il primato di presenze blucerchiate nella massima serie, poi superato da Gianluca Pagliuca. Nel campionato 1969-70 stabilì anche una lunga serie di imbattibilità, restando senza subire gol per 641 minuti.

Tra le partite che raccontano il suo temperamento c’è lo 0-0 con il Napoli del 7 febbraio 1971. Battara si fece male a un pollice durante il primo tempo, ma rimase in campo con il dito immobilizzato e contribuì a mantenere inviolata la porta. Quella prestazione, come altre al San Paolo, gli valse anche gli applausi del pubblico napoletano.

Nel 1972 lasciò Genova per il Bologna, dove chiuse la carriera da giocatore nel 1974 e conquistò la Coppa Italia. Ma il suo rapporto con il calcio non finì con l’ultima partita. Battara si dedicò alla preparazione dei portieri, una specialità che allora stava assumendo un ruolo sempre più definito, e tornò alla Sampdoria per seguire gli estremi difensori della squadra. Lavorò nel club anche nella stagione dello scudetto 1990-91 e accompagnò la crescita di generazioni di portieri, tra cui Gianluca Pagliuca e Walter Zenga.

La stessa società blucerchiata aveva raccontato questa sua «doppia vita» nel club: prima numero uno negli anni Sessanta e Settanta, poi preparatore nei decenni successivi.

L’ultimo saluto sarà martedì 29 settembre, alle 10, nella chiesa di San Pietro di Quinto. Dopo la cerimonia, il personale dell’Azienda Servizi Funebri del Comune di Genova accompagnerà il feretro al Cimitero Monumentale di Staglieno per la cremazione. Le ceneri saranno poi tumulate a Gavi, in provincia di Alessandria.


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