Oggi a Genova 

Ratti, Genova cambia strategia, al via la task force tra tombini, aiuole e rifiuti

Da ottobre a marzo il Comune coordinerà interventi integrati nelle aree più critiche, a partire da via San Vincenzo, Mercato Orientale, piazzetta Brignole, via del Colle e via San Martino. Nel Centro Storico, da cui arriva circa il 45% delle segnalazioni, è previsto un presidio operativo continuativo

A Genova parte un piano straordinario contro la presenza dei ratti che affianca alla derattizzazione interventi su rifiuti, verde, pavimentazioni e accessi dalle reti sotterranee. La Task Force comunale lavorerà da ottobre 2026 a marzo 2027 con una regia condivisa tra Comune, Amiu, Aster e Cooperativa sociale Il Rastrello, per concentrarsi sui punti in cui le segnalazioni e le verifiche sul campo indicano criticità ricorrenti.

Le prime attività riguarderanno l’area di via San Vincenzo e del Mercato Orientale, piazzetta Brignole, via del Colle e via San Martino. La programmazione potrà poi estendersi ad altre zone cittadine, sulla base dei monitoraggi, delle richieste dei residenti e del contributo dei Municipi. L’iniziativa, voluta dalla sindaca Silvia Salis e dall’assessora all’Ambiente Silvia Pericu, sarà coordinata dalla Direzione Ambiente e dall’Ufficio Animali.

Nel Centro Storico, dove si concentra circa il 45% delle segnalazioni raccolte in città, è previsto un presidio specifico e continuativo. Le squadre monitoreranno le criticità, individueranno tane e piccoli varchi, ne cureranno la chiusura e controlleranno eventuali riaperture. La conformazione del quartiere, la densità abitativa e commerciale, le caratteristiche degli edifici storici e la rete di cunicoli e sottoservizi rendono più complessa sia la ricerca dei punti di accesso sia la rimozione delle condizioni che attirano i roditori.

L’approccio, chiamato gestione integrata degli infestanti, punta a intervenire sulle cause oltre che sugli animali. In base alle necessità di ciascun sito, il piano prevede la pulizia mirata delle aree, la sostituzione dei contenitori danneggiati, la manutenzione di aiuole e verde, la chiusura di tane e varchi e il ripristino delle pavimentazioni. Potranno essere installati anche dispositivi anti-ratto nei tombini, dopo una valutazione tecnica e una verifica della compatibilità con il funzionamento idraulico.

Amiu si occuperà degli aspetti legati alla pulizia urbana e alle postazioni di raccolta; Aster interverrà sulle proprie competenze in materia di verde, aiuole, pavimentazioni e sedimi. La Cooperativa Il Rastrello contribuirà con il monitoraggio, le valutazioni naturalistiche e gli interventi mirati di derattizzazione ed esclusione. Naturalisti esperti di fauna urbana effettueranno ricognizioni per capire quali condizioni favoriscono la presenza dei roditori e indicare le misure più adatte.

I dati comunali mostrano che circa l’80% delle segnalazioni dell’ultimo quinquennio riguarda aree vicine ai punti di raccolta dei rifiuti. Il dato, precisa l’amministrazione, non attribuisce responsabilità al servizio di raccolta, ma evidenzia il ruolo dei residui alimentari accessibili nel rendere un’area attrattiva per i roditori. In parallelo agli interventi tecnici è prevista una campagna di informazione, accompagnata da controlli mirati: ai cittadini e agli esercenti viene chiesto di rispettare modalità e orari di conferimento, usare correttamente i contenitori e non lasciare sacchetti o avanzi per strada.

La Task Force affiancherà l’attività ordinaria di “SfRatto 2.0”, la squadra che ogni quindici giorni interviene su problemi circoscritti per evitare che si formino nuove colonie. L’Ufficio Animali svolge inoltre circa 300 sopralluoghi l’anno con tecnici naturalisti, anche in risposta alle segnalazioni dei cittadini e dei Municipi. Queste verifiche riguardano, oltre ai ratti, anche blatte, zanzare, colombi e altri animali che possono creare criticità.

«Le esche da sole non bastano», ha spiegato Silvia Salis, illustrando la scelta di affiancare alla derattizzazione interventi sulle condizioni ambientali che favoriscono il ripresentarsi del problema. Silvia Pericu ha sottolineato che ridurre le fonti di cibo, i rifugi e gli accessi è essenziale per evitare che i ratti tornino nelle aree trattate.

La fase straordinaria si concluderà a fine marzo 2027, ma il Comune punta a mantenere il coordinamento anche in seguito, trasformando la collaborazione tra uffici, aziende, Municipi e soggetti tecnici in un modello permanente. È inoltre prevista l’introduzione progressiva di sistemi tecnologici per il monitoraggio, la cattura o l’allontanamento dei roditori, nei casi in cui le verifiche ne confermino l’efficacia e l’appropriatezza.


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