Campasso, il cantiere si ferma ma il quartiere resta sotto pressione: i residenti chiedono risposte

Nel fine settimana proseguono le ripercussioni sulla viabilità e resta la dipendenza dalle navette, giudicate insufficienti dagli abitanti. Al centro della richiesta, un piano per la quotidianità del quartiere e l’incontro atteso con COCIV e RFI

La domenica il cantiere è fermo, ma per chi vive al Campasso le limitazioni non si interrompono. La strada resta interessata dalle modifiche alla viabilità e, secondo i residenti, per uscire dal quartiere sono necessari percorsi più lunghi. Chi non dispone di un’auto deve affidarsi alle navette, un servizio che gli abitanti descrivono come insufficiente già durante la settimana.

È una situazione che, scrivono i residenti, diventa più difficile da sostenere con il passare del tempo. La loro contestazione non riguarda la necessità di programmare i lavori né la pretesa che il cantiere resti operativo sette giorni su sette. Il problema, spiegano, è che le conseguenze sulla vita del quartiere continuano anche nei giorni in cui non si lavora: gli abitanti devono comunque spostarsi, fare i conti con i percorsi modificati e organizzare la giornata tenendo conto dei collegamenti disponibili.

La giornata di sole ha riacceso anche una domanda sui tempi dell’opera: si possono sfruttare le giornate favorevoli per avanzare con i lavori o recuperare tempo? I residenti chiedono che questa possibilità venga valutata, proprio in considerazione dei disagi già in corso. Non si tratta, precisano, di pretendere turni continui, ma di ridurre per quanto possibile la durata delle limitazioni e di evitare che i tempi si allunghino.
«Il cantiere può fermarsi, i disagi no», è il senso della loro segnalazione. Gli abitanti temono che l’alternarsi di giornate di attività e di fermo possa tradursi in un’attesa più lunga, mentre il quartiere rimane condizionato dai lavori e con difficoltà negli spostamenti. Per questo chiedono che alla programmazione del cantiere si affianchi un piano per gestire la quotidianità di chi vive al Campasso.
I residenti affermano di essere ancora in attesa di risposte concrete e dell’incontro annunciato con COCIV e RFI. COCIV è il consorzio incaricato della realizzazione del Terzo Valico per conto di RFI.
La richiesta rivolta alle istituzioni e ai soggetti coinvolti è di chiarire come verranno affrontate le ricadute dei lavori sul quartiere, quali strumenti siano previsti per gli spostamenti e come si intenda contenere i disagi. Gli abitanti chiedono di essere aggiornati sugli sviluppi e che ogni margine disponibile venga usato per rispettare, o se possibile recuperare, i tempi dell’intervento. Il timore espresso è che il Campasso resti a lungo isolato mentre i lavori procedono senza continuità.
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