Campasso, venti persone in attesa per una navetta da otto posti. Il Pd:«Servono soluzioni. Anche il commercio è in difficoltà»

I consiglieri municipali del Partito Democratico segnalano almeno venti persone in attesa di una navetta da otto posti e denunciano ricadute sulle attività commerciali del quartiere sia per i rifornimenti sia per le vendite in calo

Almeno venti persone in attesa in piazza Masnata alle 13.30 per salire su una navetta da otto posti. È la situazione segnalata da Amedeo Lucia e Fabrizio Maranini, consiglieri del Partito Democratico nel Municipio II Centro Ovest. Considerati i tempi del tragitto tra Masnata, Brin e Campasso e del ritorno, secondo i due esponenti l’attesa per molti utenti può arrivare a mezz’ora.

Tra le persone in coda ci sono studenti appena usciti da scuola e anziani, spesso costretti ad aspettare in piedi e senza un riparo adeguato. Per i consiglieri, i disagi non si concentrano più soltanto nelle ore di punta del mattino: anche la fascia tra le 13 e le 15, con il rientro degli studenti, presenta ormai criticità.

Lucia segnala inoltre le conseguenze della chiusura del passaggio sulle attività commerciali del Campasso. «C’è un panificio, un bar, un negozio di acque minerali e un negozio di attrezzature nautiche. I primi due stanno soffrendo perché, con il varco chiuso, le persone si fermano prima per prendere la navetta e non passano più davanti ai locali. Stanno registrando grosse perdite e, in particolare, il panificio ha prodotti da forno che rimangono invenduti», riferisce.
Per gli altri due esercizi, aggiunge il consigliere, il problema riguarda l’arrivo delle forniture: i mezzi non riescono a passare dal sottopasso di Brin. Lucia afferma di aver sottoposto la questione a Cociv e RFI durante le cabine di regia e di aver inviato anche un’e-mail con i contatti delle attività commerciali, senza che, a suo dire, siano seguiti interventi.
I consiglieri chiedono quale piano sia stato predisposto per garantire un servizio adeguato agli abitanti e alle attività della zona. Domandano inoltre perché, dopo il superamento della prova di allagamento del sottopasso di Brin il 9 giugno, non si sia proceduto durante l’estate alla chiusura del voltino predisponendo per tempo collegamenti sostitutivi. Chiedono anche quali impedimenti ostacolino l’aumento del numero o della capienza delle navette.
Tra le ipotesi da valutare indicano il servizio con pulmini sperimentato per gli studenti nel Levante, tra via Barabino e via Caprera. «Non parliamo di numeri astratti, ma di persone che ogni giorno devono tornare a casa», è la posizione dei consiglieri, che chiedono risposte e soluzioni per residenti, studenti, lavoratori, famiglie e commercianti del Campasso.
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