Ambiente regione 

Incendi boschivi, finisce l’allerta in Liguria: la Regione revoca i divieti

Dopo oltre due mesi termina lo stato di grave pericolosità su tutto il territorio regionale. Critiche dal Partito Animalista Italiano e dall’Osservatorio Savonese Animalista: «Siccità e rischio per gli ecosistemi non sono finiti»

La Regione Liguria ha decretato la cessazione dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale a partire da lunedì 21 settembre. La misura era in vigore dal 4 luglio, sulla base del decreto dirigenziale adottato ai sensi della legge regionale in materia di foreste e assetto idrogeologico.

Con la revoca vengono meno i divieti collegati allo stato di grave pericolosità, ma la Regione invita comunque la cittadinanza a mantenere la massima prudenza nello svolgimento di attività che possano provocare incendi e a rispettare le norme ancora in vigore.

«Da inizio anno sono bruciati circa 650 ettari», dichiara Giacomo Raul Giampedrone, assessore regionale alla Protezione civile, ringraziando vigili del fuoco, carabinieri forestali, volontari antincendio boschivo ed elicotteristi del servizio regionale antincendio. Secondo l’assessore, il coordinamento tra gli operatori ha consentito di limitare l’estensione delle aree percorse dal fuoco.

La decisione viene però contestata dal Partito Animalista Italiano e dall’Osservatorio Savonese Animalista, che giudicano discutibile la conclusione dell’allerta proprio il giorno dopo l’apertura della stagione venatoria. Le due organizzazioni sostengono che siccità e vulnerabilità della vegetazione non siano venute meno e chiedono alla Regione di rafforzare la tutela del territorio.

Secondo i P.A.I. e l’Osservatorio Savonese Animalista, gli incendi non rappresentano soltanto una minaccia per la vegetazione, ma compromettono il suolo e gli habitat, esponendo gli animali selvatici a ustioni, morte, fame e perdita delle aree di vita.

La polemica si intreccia con l’avvio della stagione venatoria, aperta per numerose specie, mentre la caccia al cinghiale a squadre è prevista dal primo ottobre al 31 gennaio 2027. Le associazioni contestano inoltre il piano di prelievo collegato alla peste suina africana, che per la Liguria indica un contingente complessivo di 14mila cinghiali attraverso diverse forme di caccia e controllo.

«Gli incendi non finiscono con un decreto e la siccità non scompare con un atto amministrativo», sostengono le associazioni, chiedendo alla Giunta regionale di spiegare perché, in un territorio segnato da incendi, stress ambientale e perdita di habitat, la priorità debba essere l’ampliamento delle attività venatorie invece del rafforzamento delle misure di protezione.


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