Cronaca 

Detenuto scende dalla copertura dopo due ore. Il Sappe chiede interventi urgenti a Marassi

Il detenuto chiedeva di essere trasferito in un istituto più vicino ai familiari. Gli agenti lo hanno convinto a scendere

Due ore di tensione nella Casa circondariale di Marassi, dove un detenuto è salito sulla copertura del passeggio della terza sezione per protestare e chiedere il trasferimento in un istituto penitenziario del Piemonte, così da poter essere più vicino ai propri familiari.

La protesta si è protratta a lungo e ha richiesto l’intervento del personale di Polizia penitenziaria, che ha gestito la situazione con prudenza e professionalità. Al termine delle operazioni il detenuto ha desistito ed è stato ricondotto all’interno dell’istituto. Non si sono registrati feriti né tra gli agenti né tra le persone detenute.

A riferire l’episodio è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria, che torna a sollecitare interventi sulle strutture e sulle condizioni operative del carcere.

«Ancora una volta gli uomini e le donne della Polizia penitenziaria hanno dimostrato equilibrio e capacità di affrontare una situazione potenzialmente molto pericolosa», sottolinea Donato Capece, segretario generale del sindacato. «Due ore con un detenuto sulla copertura di un passeggio significano massima attenzione, rischio e responsabilità. Fortunatamente, questa volta, non ci sono state conseguenze fisiche».

Per Capece, tuttavia, non è sufficiente sottolineare ogni volta la professionalità degli agenti quando un’emergenza si conclude senza feriti. L’obiettivo dovrebbe essere prevenire situazioni analoghe, verificando le condizioni delle coperture e dei cortili passeggio e individuando eventuali punti deboli della struttura.

«Se una persona detenuta riesce a raggiungere una zona non consentita, bisogna capire immediatamente quali condizioni lo abbiano reso possibile», aggiunge il segretario generale. «La sicurezza penitenziaria non può dipendere soltanto dalla capacità degli agenti di intervenire dopo che il problema si è già manifestato».

Sul caso intervengono anche Claudio Panetta e Angelo Mezzacapa, dirigenti regionali del Sindacato autonomo polizia penitenziaria. I due esprimono apprezzamento per il comportamento degli agenti di Marassi, chiamati a gestire una protesta imprevedibile e potenzialmente rischiosa.

«I colleghi hanno operato con grande professionalità, evitando che la situazione degenerasse», affermano Panetta e Mezzacapa. «È il lavoro quotidiano della Polizia penitenziaria, spesso svolto in contesti difficili e senza condizioni operative adeguate».

L’episodio, secondo i rappresentanti sindacali, riporta però al centro la sicurezza dei cortili passeggio e delle relative coperture. Il sindacato chiede una verifica complessiva delle strutture e valuta necessarie modifiche, protezioni o altri accorgimenti per impedire che le aree vengano utilizzate per raggiungere zone non autorizzate.

«Non possiamo aspettare che si verifichi qualcosa di irreparabile prima di intervenire», proseguono i sindacalisti. «Servono controlli puntuali e soluzioni concrete, non soltanto dichiarazioni di apprezzamento dopo ogni emergenza».

Il Sindacato autonomo polizia penitenziaria sollecita quindi l’Amministrazione penitenziaria a intervenire con urgenza sulle condizioni dei passeggi e delle coperture della Casa circondariale di Genova Marassi, attraverso una ricognizione delle criticità e l’adozione delle misure necessarie a tutelare sia il personale sia le persone detenute.

«Marassi è un istituto complesso, nel quale gli agenti affrontano ogni giorno situazioni di particolare difficoltà», concludono i dirigenti regionali. «Non servono soltanto parole: servono strumenti, organici adeguati e strutture sicure».

Donato Capece ribadisce infine la richiesta di interventi tempestivi: «Il personale continua a fare la propria parte, spesso andando oltre le proprie possibilità. Ora chiediamo all’Amministrazione di fare la sua. La sicurezza non si improvvisa e non si può aspettare un nuovo incidente per capire dove intervenire».


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