viabilità 

Campasso, sottovia verso la chiusura per quattro mesi: trenta giorni di stop anche ai pedoni

Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa riferisce che la fase più difficile dei lavori potrebbe iniziare intorno al 21 settembre. Per il primo mese saranno vietati sia il transito veicolare sia quello pedonale, poi lo stop alle auto proseguirà per altri novanta giorni. Accesso da Brin e navette potenziate

Quattro mesi di limitazioni al Campasso

La chiusura del sottovia del Campasso si prepara a modificare per diversi mesi la viabilità tra Sampierdarena, Certosa e la Valpolcevera. Secondo quanto riferisce il Comitato Liberi Cittadini di Certosa al termine della cabina di regia sui grandi cantieri, le limitazioni dovrebbero protrarsi complessivamente per quattro mesi.

Durante i primi trenta giorni il passaggio sarà vietato contemporaneamente alle automobili e ai pedoni. Nei novanta giorni successivi la chiusura dovrebbe invece riguardare soltanto il traffico veicolare, lasciando nuovamente accessibile l’attraversamento a piedi.

L’inizio di questa fase particolarmente delicata viene indicato, ancora in termini previsionali, intorno al 21 settembre. Prima dell’apertura del cantiere dovrà essere emanata un’ordinanza per disciplinare la nuova circolazione e informare residenti, commercianti e utenti della strada. La data, dunque, non può ancora essere considerata definitiva.

Tutto il traffico dirottato verso Brin

Con il sottovia del Campasso chiuso, l’accesso alla zona sarà deviato attraverso il sottopasso di Brin, destinato ad assorbire una parte consistente del traffico. Il servizio pubblico di navette dovrebbe essere rafforzato, come richiesto più volte dal Comitato, per limitare l’isolamento del quartiere e offrire un’alternativa soprattutto a chi abitualmente si sposta a piedi.

La sovrapposizione fra l’avvio dei lavori e la riapertura delle scuole preoccupa i residenti. Secondo il Comitato, gli adempimenti burocratici e le difficoltà dell’Azienda Mobilità e Trasporti avrebbero contribuito a far slittare il programma fino a settembre.

L’associazione chiede che durante la chiusura non venga ridotto il servizio della metropolitana, considerando il prevedibile aumento della pressione sull’area di Brin e la necessità di offrire collegamenti alternativi agli abitanti del Campasso.

Il Comitato: «Sui residenti ricadono tutti i disagi»

Il quadro è emerso durante la riunione della cabina di regia dedicata ai numerosi cantieri presenti fra Sampierdarena, Campasso, Certosa, Rivarolo e Fegino. Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa riconosce all’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante la disponibilità a convocare i rappresentanti dei residenti e a consentire loro di esporre osservazioni e richieste.

Il tono del resoconto rimane però molto critico. Il Comitato descrive un territorio sul quale finiscono per concentrarsi ritardi, rumori, polveri, passaggi di mezzi pesanti e modifiche della viabilità. Nei tavoli tecnici, sostiene l’associazione, l’urgenza di portare avanti opere finanziate a livello nazionale ed europeo rischia di prevalere sulle conseguenze quotidiane sopportate dalle persone che vivono vicino ai cantieri.

I rappresentanti dei residenti affermano di sentirsi schiacciati fra la necessità di completare le grandi opere e quella di ricordare che nei quartieri interessati vivono persone che devono andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola e affrontare ogni giorno gli effetti della sovrapposizione dei cantieri.

Metropolitana di Brin, possibili nuovi ritardi

Uno dei fronti più problematici riguarda la metropolitana a Brin. La consegna dei piloni, degli impalcati e degli altri materiali necessari a collegare l’ex tronchino della metropolitana con il soppalco ferroviario potrebbe subire un ritardo. Il programma comprende anche lavorazioni dal lato di via San Bartolomeo.

Fine settembre e ottobre vengono indicati come i mesi più complessi, perché ai lavori della metropolitana si aggiungeranno quelli sul rio Maltempo e altre possibili chiusure stradali. Per esaminare le interferenze legate al prolungamento della metropolitana dovrebbe essere convocato un incontro specifico.

Tremila metri cubi di materiale sulle strade del quartiere

Anche il cantiere del rio Maltempo risulterebbe in ritardo. La questione più controversa riguarda la movimentazione di circa tremila metri cubi di materiale e il percorso dei mezzi pesanti provenienti dalla zona a monte di via Piombelli. Il presidente del Municipio Valpolcevera Michele Versace sarebbe intervenuto ripetutamente per limitare le conseguenze sui quartieri.

Il Comitato contesta la mancata autorizzazione all’utilizzo dell’impalcato ferroviario da parte dei camion. Secondo quanto comunicato durante la riunione, i mezzi dovrebbero quindi attraversare la viabilità ordinaria passando da via Ariosto e proseguendo verso via Mansueto e via Piombelli.

I rappresentanti dei residenti affermano di avere già segnalato le condizioni dell’asfalto e del sottosuolo, le difficoltà per i pedoni e il rischio di interferenze tra i camion e il traffico normale. Preso atto della scelta di utilizzare le strade del quartiere, hanno chiesto particolari precauzioni per le due settimane durante le quali è previsto il passaggio dei mezzi.

La richiesta: camion lontani dagli orari scolastici

Il Comitato vuole che i mezzi pesanti non circolino negli orari di ingresso e uscita dalle scuole, che lungo il percorso siano sempre presenti addetti alla regolazione del traffico e che venga avviato un confronto diretto con gli istituti scolastici.

Federico Romeo, consigliere regionale Ps, avrebbe inoltre chiesto il monitoraggio dei transiti da parte della polizia locale. Secondo quanto riportato nel resoconto, i passaggi previsti sarebbero sei in entrata e altrettanti al ritorno ogni giorno, per una durata complessiva di due settimane.

Lavori anche a Pallavicini e sui ponti di via Piombelli e Dandolo

Un altro cantiere interessa la metropolitana nella zona di Pallavicini. L’installazione della gru dovrebbe permettere di accelerare le lavorazioni, ma saranno necessari anche interventi sui ponti di via Piombelli e via Dandolo.

Le chiusure dovrebbero durare pochi giorni per ciascun ponte e, secondo le indicazioni emerse nella cabina di regia, non avverranno contemporaneamente. Anche questi interventi dovranno però essere coordinati con gli altri cantieri e con la viabilità ordinaria.

Nuovo ponte sul Polcevera, si prepara la fase di spinta

Sul Polcevera è atteso l’avvio della fase di spinta del nuovo ponte costruito sul posto. L’operazione potrebbe cominciare intorno al 12 settembre, dopo la pubblicazione dell’ordinanza destinata a regolare la circolazione sulle strade di sponda.

Anche in questo caso si tratta di una lavorazione complessa, destinata ad avere conseguenze sul traffico locale. Le modalità operative e le eventuali limitazioni dovranno essere precisate nei provvedimenti sulla viabilità.

Roggia Rossini, resta il rischio di nuovi allagamenti

Tra le questioni affrontate figura la roggia Rossini, dove un recente allagamento ha sorpreso residenti e commercianti. Dal resoconto del Comitato emerge che il problema sarebbe collegato ai lavori del Consorzio Collegamenti Integrati Veloci.

Dopo le difficoltà con l’impresa che aveva ottenuto l’appalto, dovrebbe essere affidata a un nuovo soggetto la pulizia della parte a valle. Resta però da verificare se l’ostruzione interessi anche il tratto a monte.

In presenza di nuove piogge e di un innalzamento dell’acqua, la polizia locale dovrebbe interrompere il traffico privato per proteggere negozi e portoni. Il Comitato segnala quindi un rischio particolarmente rilevante durante la stagione delle perturbazioni, mentre nella zona sono contemporaneamente attivi numerosi cantieri.

Ponte sul Torbella, verso la rimozione del passaggio provvisorio

Per il ponte sul Torbella, il Consorzio Collegamenti Integrati Veloci avrebbe annunciato l’imminente eliminazione del percorso provvisorio utilizzato da veicoli e pedoni. L’impresa dovrebbe inoltre adottare interventi per evitare nuovi allagamenti in caso di pioggia.

Anche su questo fronte i residenti attendono indicazioni definitive sui tempi e sulle modalità di passaggio, soprattutto in relazione alla concomitanza con le altre modifiche della viabilità.

Indennità ed espropri, pagamenti e riqualificazione ancora in sospeso

Accanto ai lavori rimane aperta la questione economica delle indennità della terza fase, maturate a partire da giugno 2026. Il Comitato chiede che vengano corrisposte ai residenti con le stesse modalità utilizzate negli anni precedenti.

Risulta fermo anche il primo intervento di riqualificazione collegato agli espropri. Secondo l’associazione, il blocco dipende dal mancato trasferimento delle risorse da Rete Ferroviaria Italiana al Comune di Genova.

I residenti chiedono che l’attesa per gli indennizzi e le opere di recupero non venga utilizzata come argomento di propaganda elettorale e sollecitano indicazioni certe sui tempi di erogazione delle somme.

Rumore e merci pericolose, i timori per la futura linea ferroviaria

Un altro nodo riguarda la durata complessiva dei cantieri ferroviari e le misure che dovranno essere adottate contro il rumore quando la linea entrerà in esercizio. Il Comitato domanda chiarimenti sulle prescrizioni acustiche e ribadisce la contrarietà al passaggio delle merci pericolose, a partire dai carri cisterna, sotto le finestre delle abitazioni.

Proprio sul transito dei carichi pericolosi il Consiglio comunale ha approvato una mozione della maggioranza. Il documento apre un percorso tecnico per acquisire i dati sui convogli, valutare il rischio della linea Sampierdarena-Fegino via Campasso e verificare un possibile instradamento alternativo. L’opposizione si è astenuta.

La mozione non introduce però un divieto immediato. Prima di arrivare a eventuali limitazioni saranno necessari un tavolo istituzionale e uno studio indipendente. Il Comitato attende quindi di conoscere i tempi nei quali gli impegni politici potranno tradursi in decisioni operative.

Ex Officine, nessuna risposta sul futuro di piazza Facchini

Rimane infine senza una destinazione definita, secondo i residenti, l’area delle ex Officine nei pressi di piazza Facchini. Nel corso degli anni erano stati prospettati servizi scolastici, parcheggi, giardini e spazi sportivi, ma il Comitato sostiene di non avere ricevuto chiarimenti sul futuro di questi progetti.

«Non ci siamo dimenticati», avvertono i Liberi Cittadini di Certosa, chiedendo che la riqualificazione promessa non scompaia dietro l’urgenza degli interventi ferroviari e infrastrutturali.

Date ancora da confermare, ma il quartiere si prepara

Quello diffuso dal Comitato Liberi Cittadini di Certosa è il resoconto di una cabina di regia e contiene diversi programmi ancora subordinati a ordinanze, consegne di materiali e decisioni tecniche. Le date potranno quindi subire variazioni.

Il dato più rilevante per il quartiere resta la probabile chiusura del sottovia del Campasso: quattro mesi di limitazioni, con trenta giorni senza passaggio neppure per i pedoni, destinati a mettere alla prova la viabilità di Brin e la capacità del trasporto pubblico di assorbire gli spostamenti.


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