Depositi costieri di Multedo, il 18 settembre confronto tra Comune e Autorità portuale sull’ipotesi Porto Petroli

Il vicesindaco Alessandro Terrile riconosce le criticità della possibile collocazione e assicura che non saranno accettate decisioni calate dall’alto. L’interpellanza del capogruppo della Lista Salis, Filippo Bruzzone, porta in consiglio comunale le preoccupazioni del Ponente

Il possibile trasferimento dei depositi costieri di Multedo all’interno dell’area del Porto Petroli sarà uno dei temi al centro dell’incontro già fissato per il 18 settembre tra il Comune di Genova e l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. La conferma è arrivata dal vicesindaco Alessandro Terrile, intervenuto in consiglio comunale in risposta a un’interpellanza presentata da Filippo Bruzzone, capogruppo della Lista Salis.
La questione dovrà essere affrontata nell’ambito della preparazione del nuovo Piano regolatore portuale, chiamato a individuare anche una soluzione per la delocalizzazione degli impianti presenti da decenni accanto alle abitazioni di Multedo. Al momento, tuttavia, il Comune non dispone ancora di un progetto sufficientemente dettagliato sul quale esprimere una valutazione definitiva.
Bruzzone ha ricordato come il trasferimento rappresenti una promessa rimasta finora senza seguito. Nel 2018 l’allora sindaco Marco Bucci aveva indicato la fine di quell’anno come termine per l’uscita degli impianti dal quartiere, ma otto anni dopo la situazione non è cambiata.
Nel frattempo si è fatta strada l’ipotesi di spostare i depositi nell’area del Porto Petroli. Una soluzione che ha già incontrato la contrarietà di una parte consistente del territorio e sulla quale ha assunto una posizione critica anche il presidente del Municipio Ponente Matteo Frulio. Secondo Bruzzone, gli abitanti di Multedo hanno sempre chiesto che il problema venga risolto senza trasferirne semplicemente le conseguenze su un’altra comunità.
Nella sua risposta, Alessandro Terrile ha spiegato che occorre innanzitutto capire se la proposta oggi allo studio coincida con quella già avanzata negli anni scorsi da una delle aziende interessate oppure presenti caratteristiche differenti. Solo l’esame del progetto consentirà di valutarne concretamente la compatibilità con il quartiere e con le attività presenti nell’area.
L’eventuale trasferimento al Porto Petroli pone infatti diverse questioni. Da una parte c’è la vicinanza con l’abitato di Multedo, dall’altra la necessità di non interferire con le attività logistiche, petrolifere e industriali già insediate. Nella stessa zona è inoltre in fase di completamento il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri, un elemento che dovrà rientrare nelle valutazioni tecniche e urbanistiche.
Il vicesindaco ha riconosciuto che ogni possibile destinazione comporta vantaggi e problemi e che la difficoltà di arrivare a una soluzione, nonostante quarant’anni di discussioni, dimostra quanto la partita sia complessa. I precedenti tentativi, ha aggiunto, sarebbero stati indeboliti anche da procedure amministrative forzate, successivamente fermate dalla giustizia amministrativa.
Il Comune intende quindi chiedere all’Autorità portuale di chiarire se il Porto Petroli rappresenti l’unica opzione oppure se esistano collocazioni alternative. Per ciascuna ipotesi dovranno essere messi a confronto benefici, rischi e interferenze, coinvolgendo il Municipio Ponente, gli abitanti, le imprese titolari dei depositi e le aziende che operano nelle aree interessate.
«Vogliamo che il processo di delocalizzazione sia aperto e trasparente e che non si trasformi in una decisione calata dall’alto», ha affermato Terrile. Il Comune proporrà quindi un percorso pubblico di comunicazione e confronto con il territorio. L’appuntamento del 18 settembre non produrrà necessariamente una scelta definitiva, ma rappresenterà il primo passaggio per capire consistenza, limiti e realizzabilità dell’ipotesi Porto Petroli.
«L’interrogazione discussa oggi in Consiglio comunale sui depositi costieri di Multedo pone una questione che Genova non può più rinviare: individuare una soluzione concreta e sostenibile, capace di tutelare i cittadini e i territori – commenta il capogruppo della Lista Salis -. L’ipotesi di Porto Petroli non ci convince e raccoglie forti perplessità anche sul territorio. Attendiamo quindi il tavolo del 18 settembre, dando pieno mandato all’Amministrazione comunale affinché rappresenti con chiarezza tutte le criticità emerse e chieda soluzioni realmente sostenibili. Non possiamo permetterci di ripetere gli errori del passato: promettere ai cittadini una soluzione senza averne verificato fino in fondo la concreta percorribilità, arrivare ai ricorsi e perdere altri dieci anni. Genova ha già perso troppo tempo e oggi servono scelte solide, condivise e realizzabili».
«Va riconosciuto anche il grande senso di responsabilità della comunità di Multedo, che da decenni convive con una situazione di forte disagio e che, proprio per questo, ha sempre dimostrato solidarietà verso le altre comunità coinvolte – prosegue Bruzzone -. La soluzione non può essere quella di trasferire il problema e i rischi da un quartiere a un altro. La strada corretta è quella della pianificazione, a partire dal Piano Regolatore Portuale. È attraverso il PRP che dobbiamo costruire una soluzione strutturale per arrivare finalmente allo spostamento degli impianti dal tessuto urbano verso un’area portuale adeguata. L’interrogazione di oggi vuole fare chiarezza proprio su questo percorso: servono sicurezza, tutela dei quartieri e programmazione. Genova ha bisogno di una soluzione definitiva, non dell’ennesimo spostamento del problema».
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