Cultura 

Staglieno apre le sue gallerie: due giorni tra angeli di marmo, teatro e memorie dimenticate

Il 26 e 27 settembre torna “Staglieno Days” con dodici itinerari, sei dei quali inediti, rievocazioni storiche, musica e spettacoli al tramonto. Aperture speciali anche verso il Veilino e i sacrari di guerra

Non è soltanto il luogo del silenzio e della memoria, ma una città di marmo costruita per raccontare Genova, le sue trasformazioni e le persone che l’hanno attraversata. Sabato 26 e domenica 27 settembre il Cimitero Monumentale di Staglieno torna ad aprirsi a visite, spettacoli e percorsi speciali con la seconda edizione di “Staglieno Days”.

L’iniziativa si svolge nell’ambito delle Giornate europee del patrimonio e si collega al tema cittadino delle “Trasformazioni urbane”. Il programma comprende dodici itinerari guidati, sei completamente nuovi, affiancati da rappresentazioni teatrali, musica dal vivo, rievocazioni storiche, incontri e attività dedicate al restauro.

Per due giorni i visitatori potranno attraversare porticati, viali, cappelle e settori solitamente meno conosciuti della necropoli. Le visite saranno condotte da divulgatori scientifici e permetteranno di osservare Staglieno da prospettive differenti: non solo come cimitero, ma come museo a cielo aperto, archivio della società genovese e grande progetto urbanistico ottocentesco.

«La seconda edizione degli Staglieno Days è il segno di una volontà politica forte di confermare il Cimitero Monumentale come uno spazio eminentemente culturale della città», spiega l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari. Il complesso, osserva, continua a svolgere la propria funzione civica, ma allo stesso tempo racconta la storia di Genova attraverso linguaggi artistici di eccezionale profondità.

La nascita del cimitero è legata alla profonda trasformazione che investì Genova nella prima metà dell’Ottocento. Il primo progetto fu elaborato nel 1835 dall’architetto civico Carlo Barabino, protagonista della stagione neoclassica cittadina e autore di alcuni dei più importanti interventi urbanistici del periodo. Dopo la sua morte il lavoro venne proseguito dall’allievo Giovanni Battista Resasco, che rielaborò il disegno e guidò la costruzione del complesso.

Staglieno venne aperto ufficialmente il primo gennaio 1851, quando era ancora in larga parte incompiuto. L’impianto originario univa la monumentalità dell’architettura neoclassica alla suggestione di un paesaggio collinare. Al centro dominava il Pantheon, raggiunto attraverso la grande scalinata, mentre porticati e gallerie accoglievano le sepolture delle famiglie protagoniste della crescita economica della città.

La borghesia genovese dell’Ottocento affidò agli scultori il compito di rappresentare non soltanto il dolore per la perdita, ma anche il prestigio sociale, il lavoro, gli affetti e la quotidianità. Nacque così una straordinaria galleria di scultura funeraria nella quale il realismo dei volti e degli abiti convive con allegorie, angeli e simboli religiosi.

Fra i monumenti più conosciuti figura la tomba di Caterina Campodonico, la popolare venditrice ambulante di nocciole e ciambelle che investì i propri risparmi per farsi ritrarre in marmo quando era ancora in vita. La statua, realizzata da Lorenzo Orengo, la raffigura con gli abiti della festa e con le collane dei prodotti che vendeva per le strade. È diventata il simbolo di una Genova popolare capace di reclamare uno spazio accanto alle grandi famiglie cittadine.

Un’altra opera celebre è l’Angelo della Resurrezione scolpito da Giulio Monteverde per la tomba di Francesco Oneto. La figura, lontana dalle rappresentazioni consolatorie tradizionali, colpisce per lo sguardo enigmatico e per la sua bellezza severa. È una delle immagini più riprodotte dell’arte funeraria europea e testimonia il passaggio dal realismo ottocentesco alle inquietudini del simbolismo.

A Staglieno riposano personalità centrali della storia e della cultura italiana, tra le quali Giuseppe Mazzini, Nino Bixio, Michele Novaro, autore della musica dell’inno nazionale, e, in epoche più recenti, Fabrizio De André, Fernanda Pivano, Edoardo Sanguineti e Anna Maria Ortese. Nel Campo dei Mille e nel Boschetto irregolare la memoria risorgimentale si intreccia con una vegetazione romantica, mentre altri settori raccontano le comunità religiose, le guerre, la Resistenza e le trasformazioni sociali della città.

È proprio questo carattere di “città nella città” a essere al centro dell’edizione 2026. «Staglieno è uno dei segni più leggibili di come durante il diciannovesimo secolo si sia intesa la progettazione del territorio cittadino», sottolinea Giacomo Montanari. L’obiettivo è aprire il patrimonio a nuove interpretazioni senza separare la valorizzazione dalla tutela, grazie anche alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria.

Uno dei nuovi itinerari sarà dedicato al primo ampliamento e al Porticato semicircolare. Un altro condurrà nelle “Gallerie nascoste”, tra corridoi appartati e spazi normalmente esclusi dai percorsi più frequentati. La visita sull’espansione verso il Veilino permetterà invece di osservare come il cimitero sia cresciuto nel tempo, accogliendo nuove architetture e aree riservate a confessioni religiose differenti.

Un percorso specifico sarà dedicato ai sacrari di guerra, con particolare attenzione al monumento della Prima guerra mondiale. Altri itinerari esploreranno la moda ottocentesca attraverso gli abiti scolpiti nel marmo, la botanica reale e quella riprodotta dagli artisti, il rapporto tra Staglieno e l’Acquedotto storico e le condizioni delle opere sottoposte a restauro.

Ci sarà anche un racconto ispirato all’”Antologia di Spoon River”, costruito intorno a figure minori e storie individuali. Non soltanto uomini illustri e grandi famiglie, dunque, ma esistenze meno conosciute che, lette insieme, restituiscono il ritratto sociale di una città.

Particolare attenzione sarà riservata all’accessibilità con “Staglieno for all”, un programma di visite lente pensato per persone fragili e visitatori con difficoltà motorie o sensoriali. «I nuovi itinerari confermano l’impegno dell’amministrazione nel rendere questi spazi sempre più vivi, inclusivi e vicini alla cittadinanza», afferma l’assessore ai Servizi cimiteriali Emilio Robotti.

Il programma artistico porterà rappresentazioni e musica all’interno dei porticati e lungo i viali. Maniman Teatro presenterà “Eppur bisogna andar”, dedicato ai partigiani, mentre Pillole della Val Boreca proporrà “Giovani ali spezzate”. Il Gruppo Storico Voltri e Artisti a Staglieno faranno rivivere la figura di Caterina Campodonico in una rievocazione curata dal Teatro dell’Ortica.

Il Conservatorio Niccolò Paganini allestirà diversi punti musicali e accompagnerà l’itinerario sonoro “Staglieno e la musica”. Figuranti in abiti d’epoca animeranno gli spazi monumentali grazie alla partecipazione di gruppi storici genovesi e liguri.

Nel Laboratorio di Restauro sarà aperto il “Restauri Point” della Soprintendenza, dove il pubblico potrà avvicinarsi alle tecniche impiegate per proteggere marmi, bronzi e superfici danneggiate dall’inquinamento, dall’umidità e dal trascorrere del tempo. Al Tempio laico troverà posto il “Digital Corner”, con conferenze dedicate ai fotografi storici e alle donne illustri sepolte nel cimitero.

Entrambe le giornate si concluderanno alle 18 con uno spettacolo al tramonto. Sabato 26 settembre sarà presentata l’anteprima di “Le voci di Staglieno. Una Spoon River genovese”, racconto corale scritto appositamente per il Monumentale e realizzato dal Sipario Strappato con la regia di Lazzaro Calcagno. Domenica 27 settembre la scalinata del Pantheon ospiterà il concerto del Sizohamba Gospel Choir.

“Staglieno Days” è realizzato dal Comune di Genova insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, con il cofinanziamento dell’Unione europea e il sostegno di soggetti pubblici e privati.

Il programma completo è disponibile all’indirizzo https://www.visitgenoa.it/it/staglieno-days-2026, mentre le prenotazioni possono essere effettuate attraverso https://www.eventbrite.com/cc/staglieno-days-2627-settembre-2026-4862082. Ulteriori approfondimenti sulla storia e sulle opere del complesso sono pubblicati su https://staglieno.comune.genova.it/


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