Cultura - 

Gli orologi d’Italia fanno rete: il progetto nasce al Festival della Valle del Tempo

Il 27 settembre, durante la manifestazione tra Uscio, Avegno e Recco, musei ed esperti provenienti da Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Sicilia si incontreranno per costruire un nuovo circuito nazionale

Non sarà soltanto un incontro tra studiosi e appassionati, ma il primo passo verso la creazione di una rete italiana dedicata ai musei degli orologi. L’appuntamento è fissato per domenica 27 settembre alle 10, nell’ambito del Festival della Valle del Tempo, in programma tra Uscio, Avegno e Recco dal 25 settembre al 5 ottobre.

La tavola rotonda riunirà storici, restauratori, amministratori e rappresentanti di alcune località italiane che conservano un legame profondo con la costruzione e la tutela degli orologi. A moderare il confronto sarà Marisa Addomine, storica dell’orologeria meccanica e tra le maggiori esperte italiane di orologi pubblici e antichi.

Al tavolo saranno rappresentate esperienze museali molto differenti, accomunate però dalla volontà di custodire e trasmettere un patrimonio di tecnica, artigianato e memoria. Gino Capellari porterà il contributo del Museo dell’Orologeria Pesarina di Pesariis, in Friuli-Venezia Giulia, mentre Alessandro Maianti interverrà per il Museo del Torrazzo di Cremona. Da Tovo San Giacomo arriverà Luigi Barlocco, in rappresentanza del Museo dell’Orologio “Bergallo”.

Dalla Sicilia parteciperà Danilo Gianformaggio, restauratore di numerosi orologi da torre dell’isola e protagonista del Festival Insolito Marsala. La Liguria sarà rappresentata da Giorgio Trebino, titolare del Museo dell’Orologio da Torre di Uscio, e da Luigi Vinelli, componente del Comitato del Museo diffuso dell’orologio da torre.

Al confronto prenderà parte anche il sindaco di Avegno Franco Canevello, per il Museo delle Campane. Proprio Uscio e Avegno rappresentano due dei luoghi nei quali la lavorazione degli strumenti destinati a scandire il tempo pubblico ha lasciato un’impronta profonda nella storia produttiva e culturale del territorio.

«Da tempo siamo in contatto, ci confrontiamo e stiamo costruendo un collegamento tra realtà italiane accomunate dalla produzione storica degli orologi e dall’attività museale», spiega Riccardo Grozio, direttore artistico del Festival della Valle del Tempo. «L’incontro del 27 settembre sarà un’occasione per lavorare insieme con la presenza di Marisa Addomine, una delle maggiori studiose italiane. La creazione della Rete dei Musei degli Orologi rappresenta l’obiettivo finale di questo percorso».

Il progetto punta a superare i confini dei singoli musei e a mettere in comunicazione collezioni, archivi, competenze artigianali ed esperienze di restauro. La futura rete potrebbe diventare uno strumento per promuovere attività comuni, scambi culturali, iniziative di ricerca e itinerari turistici dedicati alla storia della misurazione del tempo.

La presenza di Marisa Addomine conferisce all’appuntamento un particolare rilievo scientifico. Ricercatrice specializzata nella storia dell’orologeria meccanica, nel 2004 ha scoperto a Chioggia un antico meccanismo che è riuscita a datare al 1386. Collabora con università italiane e straniere ed è curatrice di due musei italiani dedicati agli orologi da torre.

Esperta anche nel mercato dell’orologeria antica, lavora con case d’asta come responsabile di settore ed è docente al Warburg Institute di Londra. Ha tenuto conferenze e lezioni in Italia e all’estero, collaborando nel Regno Unito con il British Horological Institute e partecipando per diversi anni all’International Medieval Congress di Leeds.

La tavola rotonda sarà dunque uno dei momenti centrali del Festival della Valle del Tempo. Da Uscio, luogo simbolo della tradizione ligure degli orologi da torre, potrebbe prendere forma un circuito nazionale capace di collegare Pesariis, Cremona, Tovo San Giacomo, Marsala, Avegno e le altre realtà che in futuro aderiranno al progetto. Un modo per dare un futuro comune ai luoghi nei quali viene custodita la storia degli strumenti che, per secoli, hanno scandito la vita delle comunità.


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