Spettacoli 

Dai campi sovietici a Montecassino con un teatro al seguito: il film di Sergio Maifredi arriva a Venezia

“Papaveri rossi” sarà presentato in anteprima europea assoluta venerdì 11 settembre nell’ambito di “Cinema & Arts”, premio collaterale ufficiale della 83a Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia. Il documentario racconta il viaggio di 120 mila militari e civili polacchi e la sorprendente compagnia teatrale nata dentro il Secondo Corpo d’Armata

Una storia quasi dimenticata in Italia, ma ancora profondamente presente nella memoria della Polonia, arriva alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Venerdì 11 settembre sarà presentato in anteprima europea assoluta “Papaveri rossi”, terzo film di Sergio Maifredi, prodotto da Teatro Pubblico Ligure.

La proiezione si terrà dalle 9,30 alle 11 nello spazio del Venice Production Bridge, al terzo piano dell’Hotel Excelsior, nell’ambito del premio collaterale ufficiale “Cinema&Arts”. All’incontro interverranno, tra gli altri, l’ideatore e presidente della giuria Alessio Nardin e Sergio Maifredi.

Il documentario, della durata di 57 minuti, ricostruisce il lungo viaggio del Secondo Corpo d’Armata polacco e delle circa 120 mila persone che, dopo la prigionia e la deportazione nei campi di lavoro sovietici, attraversarono diversi Paesi prima di raggiungere l’Italia. Non si trattava soltanto di soldati, ma di un’intera comunità composta anche da donne e bambini.

Sotto il comando del generale Władysław Anders, l’armata approdò in Puglia e risalì la penisola, partecipando allo sfondamento della Linea Gustav e alla battaglia di Montecassino. Il suo contributo proseguì verso Ancona e Bologna. Il prezzo pagato fu altissimo: più di quattromila caduti, sepolti in quattro cimiteri militari.

All’interno di quell’esercito nacque anche una realtà sorprendente. Attori, registi, musicisti e scrittori diedero vita a quella che il film presenta come la più grande compagnia teatrale itinerante della Seconda guerra mondiale. Il generale Władysław Anders affidò l’attività culturale e di propaganda al pittore e intellettuale pacifista Józef Czapski, convinto che il teatro e l’arte potessero difendere l’identità di un popolo che la repressione sovietica aveva tentato di cancellare.

«È una storia poco nota in Italia, mentre in Polonia è ancora viva», racconta Sergio Maifredi. L’autore spiega di averla scoperta durante un periodo di lavoro nel Paese, osservando strade, monumenti e libri dedicati a Montecassino. Da quella curiosità è cominciata una ricerca proseguita sul campo insieme a Massimiliano Cividati.

Girato tra Montecassino, Firenze, Napoli, Torino e Roma, “Papaveri rossi” è costruito attraverso testimonianze storiche, familiari e artistiche. Eugenio Barba, che lavorò a lungo in Polonia accanto a Jerzy Grotowski, ricorda il primo incontro con “Papaveri rossi a Montecassino”, la canzone diventata simbolo del sacrificio dei soldati polacchi.

Il giornalista Włodek Goldkorn riflette invece sulle ragioni per cui questa vicenda sia rimasta ai margini del racconto pubblico italiano. Krystyna Jaworska, figlia di un capitano dello Stato maggiore del generale Władysław Anders, e Marta Herling, figlia dello scrittore e soldato Gustaw Herling-Grudziński e nipote di Benedetto Croce, consegnano al film la memoria delle proprie famiglie.

A Montecassino Pietro Rogacien, curatore del museo e figlio di un combattente che dedicò la propria vita alla costruzione del cimitero militare polacco, accompagna gli autori all’interno del sacrario. Lo storico Paolo Morawski ricostruisce le tappe militari e politiche della vicenda, mentre Kazimierz Braun, nipote dell’attrice Jadwiga Domańska, racconta il ruolo del teatro come servizio al fianco dei soldati.

Il film è stato scritto da Sergio Maifredi e Massimiliano Cividati. Le musiche sono di Andrea Zani e Gennaro Scarpato, mentre fotografia e montaggio sono firmati da Ruggiero Torre.

“Papaveri rossi” nasce dall’omonimo spettacolo teatrale prodotto da Teatro Pubblico Ligure e debuttato nel marzo 2024. In scena, accanto a Sergio Maifredi, c’era Massimiliano Cividati, con le musiche eseguite dal vivo da Gennaro Scarpato alle percussioni e Andrea Zani al pianoforte. La consulenza storica era affidata a Krystyna Jaworska.

Per Sergio Maifredi si tratta del terzo passaggio cinematografico dopo “Vite non calcolate”, realizzato nel 2023 con Ermanno Cavazzoni, e “Strade maestre”, dedicato ai grandi registi europei e presentato a Venezia nel 2024.

La quinta edizione del premio “Cinema&Arts” è organizzata da Teatro Kalambur, Ateatro e Accademia Eleonora Duse – Centro sperimentale di cinema e arti performative. Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo https://www.teatropubblicoligure.it.


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