Cerchio Rosso, è scontro sui fondi: Marco Bucci chiede dove siano finiti 35 milioni, Silvia Salis e Massimo Ferrante rilanciano sui 53 milioni mancanti

Polemica nel giorno dell’ottavo anniversario del Ponte Morandi. Il presidente della Regione solleva il caso delle risorse stanziate per il Cerchio Rosso, la sindaca Silvia Salis e l’assessore Massimo Ferrante replicano con i conti: dopo gli interventi realizzati e quelli già finanziati resterebbero poco più di 6 milioni realmente disponibili


La commemorazione per le 43 vittime del Ponte Morandi si chiude con uno scontro politico sui tempi e soprattutto sui soldi necessari a completare il Parco del Polcevera e il Cerchio Rosso. Ad aprire il fronte è stato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, sindaco di Genova negli anni successivi alla tragedia, che a margine della cerimonia ha ricordato come durante la sua amministrazione alcune opere fossero state portate avanti molto rapidamente, mentre altre sarebbero state rallentate da soggetti esterni al Comune.

Rispondendo a una domanda sui tempi per il completamento del Parco della Memoria, Bucci ha richiamato la realizzazione del Memoriale e i primi passi compiuti per il Cerchio Rosso, sostenendo che per quest’ultimo fossero stati predisposti i progetti iniziali e stanziati 35 milioni di euro. Il presidente ha quindi affermato di non sapere dove siano oggi quelle risorse, pur dicendosi certo che siano ancora disponibili.

Parole che hanno provocato poche ore dopo la dura replica della sindaca Silvia Salis e dell’assessore comunale ai Lavori pubblici e opere strategiche Massimo Ferrante. I due amministratori hanno innanzitutto contestato il momento scelto per aprire la polemica, ritenendo inopportuno trasformare il giorno dedicato alla memoria delle vittime e alla vicinanza alle loro famiglie in un terreno di confronto politico.
La giunta comunale respinge anche l’idea che sul progetto sia rimasta immobile. Salis e Ferrante ricordano che dall’insediamento della nuova amministrazione sono stati completati la Ludoteca e l’allestimento definitivo della Radura della Memoria, mentre è stato avviato il secondo lotto del Parco del Ponte, la cui conclusione è prevista nella prima metà del 2027.
La replica entra poi direttamente nel merito dei 35 milioni citati da Marco Bucci. Secondo sindaca e assessore, quella somma non era destinata esclusivamente al Cerchio Rosso, ma doveva finanziare un insieme molto più ampio di interventi legati alla riqualificazione dell’area del Ponte Morandi. Una parte consistente delle risorse sarebbe quindi già stata utilizzata negli anni per demolizioni, opere propedeutiche, Radura della Memoria, Memoriale, Casa delle Famiglie, serra bioclimatica e Parco del Ponte.
Nel dettaglio, il Comune ricorda che tra il 2019 e il 2020 furono eseguite demolizioni e attività preparatorie insieme alla prima sistemazione temporanea della Radura. Nel 2025 sono stati completati il Memoriale, la Casa delle Famiglie, la serra bioclimatica e il primo lotto del Parco del Ponte. Nel corso del 2026 la nuova amministrazione ha invece portato a termine la Ludoteca e la configurazione definitiva della Radura della Memoria, interventi per un valore complessivo di circa 4,5 milioni di euro.
A questi lavori si aggiunge il secondo lotto del Parco del Ponte, attualmente in corso accanto al Memoriale, finanziato con 2,7 milioni. Risultano inoltre interamente impiegate ulteriori risorse provenienti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, pari complessivamente a 1,8 milioni, destinate al primo lotto del Parco e alla sistemazione definitiva della Radura.
Secondo i conti forniti da Silvia Salis e Massimo Ferrante, dei fondi originari resterebbero oggi poco più di 11 milioni. Cinque milioni, tuttavia, sarebbero già vincolati alla progettazione dei primi due lotti del Cerchio Rosso, cioè i collegamenti tra la Radura e il Memoriale e tra la Radura e il Campasso, oltre alla realizzazione del primo lotto.
La disponibilità effettivamente libera scenderebbe quindi a poco più di 6 milioni di euro. Una cifra che Palazzo Tursi considera largamente insufficiente per realizzare l’intero Cerchio Rosso: dalle valutazioni effettuate attraverso il dialogo competitivo, infatti, il costo complessivo dell’opera oscillerebbe tra 50 e 75 milioni di euro.
Ed è proprio qui che la nuova amministrazione ribalta la domanda avanzata da Bucci. Salis e Ferrante chiedono infatti che cosa sia accaduto agli ulteriori 53 milioni che, a loro dire, erano stati prospettati negli anni per consentire il completamento dell’intero progetto. Ricordano inoltre che il viceministro Edoardo Rixi aveva in passato rassicurato sulla possibilità di reperire le risorse necessarie.
Il Comune rivendica quindi una scelta prudenziale: evitare di iniziare tratti del Cerchio Rosso senza avere la certezza delle coperture necessarie per completarli. Nei mesi scorsi la sindaca e l’assessore hanno incontrato l’architetto Stefano Boeri e i familiari delle vittime proprio per valutare quale percorso seguire e scongiurare il rischio di lasciare nell’area una nuova grande incompiuta.
Lo scontro, dunque, si sposta ora dai tempi delle opere alla disponibilità effettiva delle risorse. Da una parte Marco Bucci rivendica gli stanziamenti e i progetti avviati durante i suoi anni a Palazzo Tursi; dall’altra Silvia Salis e Massimo Ferrante sostengono che gran parte di quei fondi sia già stata utilizzata o impegnata e che, per portare a termine il Cerchio Rosso così come concepito, servano decine di milioni aggiuntivi. Sul tavolo rimane così una domanda che, al di là della polemica politica, diventa decisiva per il futuro dell’intera area: chi metterà le risorse mancanti per completare il progetto?
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