Certosa, il Centro unico prenotazioni rischia di chiudere: «Non toglieteci anche questo servizio»

Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa si mobilita contro l’ipotesi di cancellare l’unica giornata di apertura dello sportello di via Canepari. Il timore è che una sospensione possa diventare il primo passo verso una chiusura definitiva

A Certosa torna a salire la tensione sul futuro dei servizi pubblici del quartiere. Questa volta al centro della protesta c’è il Centro unico prenotazioni di via Canepari, per il quale sarebbe stata ventilata la possibilità di cancellare anche l’unica giornata settimanale di apertura attualmente garantita.

A lanciare l’allarme è il Comitato Liberi Cittadini di Certosa, che chiede all’Azienda sanitaria locale 3 di mantenere operativo lo sportello e, anzi, di potenziarlo. Per i residenti il rischio è che quella presentata come una riduzione temporanea possa trasformarsi progressivamente nella scomparsa del servizio e, in prospettiva, mettere in discussione anche le altre attività presenti nella struttura.

Il Comitato descrive una situazione già particolarmente difficile per il quartiere. Negli ultimi mesi Certosa e Rivarolo hanno dovuto convivere con cantieri prolungati, modifiche alla mobilità, riduzioni del servizio degli autobus e ondate di calore che hanno reso necessario individuare anche spazi climatizzati nei quali offrire riparo alle persone più fragili.
È in questo contesto che l’eventuale chiusura del Centro unico prenotazioni viene considerata particolarmente pesante, soprattutto per anziani e cittadini che hanno maggiori difficoltà a spostarsi oppure a utilizzare gli strumenti digitali per prenotare visite ed esami.
Secondo il Comitato, lo sportello di via Canepari non può essere considerato un servizio accessorio. Rappresenta invece un punto di accesso diretto alla sanità pubblica e permette ai residenti di gestire prenotazioni e pratiche senza essere costretti a raggiungere altre zone della città.
La contestazione riguarda anche le motivazioni legate alla carenza di personale. Per i cittadini il problema potrebbe essere affrontato attraverso personale amministrativo specificamente formato, senza sottrarre figure sanitarie alle altre attività. Da qui la richiesta all’Azienda sanitaria locale 3 di garantire continuità allo sportello e di organizzarlo con risorse adeguate.
Il timore più forte, però, riguarda il futuro dell’intero presidio. Il Comitato teme che la soppressione dell’unica giornata di apertura possa rappresentare l’inizio di un progressivo arretramento dei servizi sanitari presenti in via Canepari.
Da Certosa arriva quindi un avvertimento preciso: qualora l’ipotesi di chiusura dovesse concretizzarsi e trasformarsi in qualcosa di definitivo, i residenti sono pronti a tornare in strada. Il riferimento è alle mobilitazioni che già nel 2014 avevano attraversato Certosa e Rivarolo in difesa dei servizi del territorio.
Per il Comitato Liberi Cittadini di Certosa la questione va oltre il singolo sportello: dopo mesi di disagi e riduzioni, il quartiere chiede che almeno i servizi sanitari di prossimità vengano preservati e non progressivamente concentrati altrove.
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