Al Diamante (Begato) apre il nuovo poliambulatorio dell’Ordine di Malta: visite specialistiche e diagnostica per tutta la Valpolcevera

Inaugurata in via Camillo Sbarbaro 35A la nuova struttura sanitaria, pensata per gli abitanti di Diamante, Rivarolo, Bolzaneto, Pontedecimo e dei territori vicini. Cardiologia, ortopedia, otorinolaringoiatria e urologia tra le specialità disponibili, con accesso anche per le persone con disabilità e servizi attenti alle esigenze multiculturali

Un nuovo presidio sanitario apre nel quartiere Diamante, in Valpolcevera. È stato inaugurato questo pomeriggio in via Camillo Sbarbaro 35A il poliambulatorio dell’Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta, struttura che lavorerà in integrazione con il Servizio sanitario regionale e che punta a diventare un riferimento per una vasta area della vallata, da Rivarolo a Bolzaneto e Pontedecimo, fino ai Comuni limitrofi.

Alla cerimonia hanno partecipato la sindaca di Genova Silvia Salis, l’assessora comunale al Welfare Cristina Lodi, il consigliere delegato alla realizzazione di progetti specifici e alla pianificazione degli interventi per la stabilizzazione e la valorizzazione dei versanti delle vallate cittadine Enrico Vassallo, il presidente del Municipio V Valpolcevera Michele Versace, l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, l’arcivescovo di Genova monsignor Marco Tasca, il direttore generale dell’Agenzia di tutela della salute Liguria Marco Damonte Prioli, il direttore sociosanitario Pierluigi Vinai e il presidente del Corpo italiano dell’Ordine di Malta Lorenzo Borghese.

Il nuovo centro nasce con l’obiettivo di avvicinare visite ed esami specialistici ai quartieri della Valpolcevera, riducendo per molti pazienti la necessità di spostarsi verso il centro città o altre strutture. Un aspetto particolarmente importante per le persone anziane, per chi ha difficoltà motorie e per le famiglie che devono conciliare l’assistenza con il lavoro e gli impegni quotidiani.
Proprio su questo punto si è soffermata Silvia Salis, ricordando di aver già visitato in precedenza gli spazi e sottolineando come la presenza di servizi sanitari di prossimità debba accompagnare la trasformazione urbana dei quartieri. Per la sindaca, poter trovare vicino a casa una risposta a un bisogno sanitario può incidere concretamente sulla qualità della vita non soltanto dei pazienti, ma anche di chi li assiste. Salis ha inoltre ringraziato l’Ordine di Malta, i medici volontari e il personale che lavorerà nella struttura.
Il poliambulatorio offrirà attività di prevenzione, diagnosi, terapia e monitoraggio in quattro branche specialistiche. In cardiologia saranno disponibili prime visite, controlli, elettrocardiogrammi ed ecocolordoppler cardiaci. Per l’ortopedia saranno effettuate prime visite e visite di controllo, così come per l’otorinolaringoiatria. In urologia, oltre alle visite iniziali e di controllo, sarà possibile effettuare ecografie urologiche.
L’accesso alle prestazioni in integrazione con il Servizio sanitario nazionale avverrà su prescrizione del medico di medicina generale o dello specialista. Sarà possibile anche ricorrere alle prestazioni in regime privato. Il centro sarà aperto il martedì dalle 8 alle 13.30 e il giovedì dalle 13.30 alle 18.30.
L’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò ha evidenziato il valore della presenza di un presidio sanitario in una zona popolosa come la Valpolcevera. Secondo Nicolò, la sanità territoriale deve tradursi nella possibilità concreta di trovare servizi nei quartieri, soprattutto nelle aree dove gli spostamenti possono diventare un ostacolo all’accesso alle cure.
Il progetto punta però anche a una dimensione sociosanitaria più ampia. L’assessora al Welfare Cristina Lodi ha definito l’apertura un traguardo per il quartiere Diamante e per l’intera vallata, auspicando che nel tempo la struttura possa accogliere nuovamente anche medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, affiancando ai servizi assicurati dall’Ordine di Malta una presenza ancora più capillare della sanità pubblica.
Lodi ha collegato l’apertura del presidio alle altre iniziative che il Comune sta sviluppando sul territorio. Tra queste ci sono i corsi “Da 0 a 1000”, rivolti al sostegno della genitorialità nell’area compresa tra Certosa e Bolzaneto e organizzati dal Centro per le Famiglie del Comune di Genova insieme a enti sanitari, associazioni, professionisti volontari e Municipio V Valpolcevera. Il progetto, secondo l’assessora, si inserisce nella costruzione di una rete capace di collegare maggiormente i servizi sociali già presenti al Diamante.
La nuova struttura è stata progettata anche per garantire la piena accessibilità alle persone con disabilità, attraverso percorsi interni dedicati e servizi igienici inclusivi. È prevista inoltre un’attenzione specifica alle differenti sensibilità culturali e religiose e un’assistenza mirata ai pazienti di origine straniera.
Durante la cerimonia monsignor Marco Tasca ha benedetto il poliambulatorio. Lorenzo Borghese, presidente del Corpo italiano dell’Ordine di Malta, ha spiegato che l’apertura rafforza la presenza dell’organizzazione a Genova e porta i suoi medici in una parte della città dove è particolarmente importante poter contare su servizi facilmente raggiungibili.
Il presidio di via Sbarbaro si aggiunge infatti al poliambulatorio di vico San Pancrazio, nel centro storico, dove l’Ordine di Malta opera da oltre trent’anni con visite specialistiche, prevenzione, diagnosi e cura in convenzione con il Servizio sanitario.
Secondo Borghese, la nuova sede nasce dalla stessa impostazione: mettere competenze professionali e spirito di servizio a disposizione delle comunità nelle quali il bisogno di assistenza è più forte. Il presidente ha ringraziato il Gran Priorato di Lombardia e Venezia, la delegazione ligure dell’Ordine di Malta, i medici e il personale che lavoreranno nel presidio, oltre alle istituzioni che hanno accompagnato il percorso verso l’apertura.
Con l’avvio dell’attività, il quartiere Diamante e una parte significativa della Valpolcevera dispongono dunque di un nuovo punto di accesso alle cure specialistiche. La sfida sarà ora consolidarne l’attività e integrarla sempre di più con la rete sanitaria e sociale già presente sul territorio, trasformando il poliambulatorio in un servizio stabile e facilmente riconoscibile per gli abitanti della vallata.
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