Carburanti, frodi e distributori clandestini: 20 milioni di chili sequestrati. A Vado scoperto il sistema dei camionisti

Da marzo a luglio la guardia di Finanza ha intensificato i controlli lungo tutta la filiera dei carburanti: 1.371 interventi sulle accise e 265 persone denunciate. Nel Savonese le indagini hanno ricostruito un presunto sistema per sottrarre carburante da un deposito fiscale e rivenderlo all’esterno

Carburante venduto attraverso impianti clandestini, gasolio agricolo utilizzato per alimentare normali veicoli, prodotti petroliferi fatti passare per lubrificanti e pompe che erogano meno di quanto indicato sul display. È il quadro che emerge dall’intensificazione dei controlli avviata dalla guardia di Finanza nel settore dei carburanti, in una fase caratterizzata dalle forti tensioni sui mercati energetici internazionali.

Tra il primo marzo e il 31 luglio 2026 i reparti del Corpo hanno concluso 1.371 interventi in materia di accise sui prodotti energetici. Complessivamente sono state denunciate all’autorità giudiziaria 265 persone, sequestrati oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici e accertati consumi ritenuti fraudolenti per più di 6,5 milioni di chilogrammi.

Uno dei fenomeni sui quali si è concentrata maggiormente l’attenzione è quello dei cosiddetti “designer fuels”: prodotti petroliferi che, secondo gli investigatori, vengono presentati formalmente con una natura diversa da quella reale per sottrarli alla tassazione prevista per i carburanti. In altre operazioni sono invece emersi depositi nascosti, distributori privi delle necessarie autorizzazioni e circuiti destinati a utilizzare impropriamente carburanti sottoposti a un regime fiscale agevolato.
Nel quadro nazionale c’è anche un’importante indagine ligure. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di Finanza di Savona ha ricostruito un presunto sistema messo in atto da alcuni autotrasportatori all’interno del deposito fiscale di Vado Ligure.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, durante operazioni di carico regolarmente autorizzate sarebbe stato sottratto carburante attraverso la manipolazione delle manichette e l’utilizzo di bypass meccanici. Il prodotto sarebbe quindi stato caricato sulle autocisterne, portato fuori dal deposito e successivamente ceduto a prezzi inferiori rispetto ai normali valori di mercato.
Le perquisizioni hanno portato al sequestro di oltre 3.700 litri di carburante. Quindici persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria perché ritenute coinvolte nell’illecita sottrazione dei prodotti petroliferi, mentre altre due sono state denunciate per ricettazione con l’accusa di aver acquistato il carburante sottratto.
L’attività della guardia di Finanza si è estesa anche ai prezzi praticati agli automobilisti. Nello stesso periodo sono stati effettuati 3.428 controlli nei distributori stradali e contestate 2.279 violazioni a 937 operatori. Le irregolarità hanno riguardato soprattutto la mancata esposizione dei prezzi oppure differenze tra gli importi comunicati e quelli realmente applicati alla pompa.
Parallelamente sono stati sottoposti ad approfondimento più di 400 soggetti della filiera, tra depositi fiscali, depositi commerciali e altri operatori del comparto, anche alla luce delle nuove disposizioni introdotte nel 2026 per aumentare la trasparenza e la stabilità del mercato.
Le verifiche effettuate nel resto d’Italia mostrano modalità estremamente differenti. A Orta Nova è stata scoperta, secondo la guardia di Finanza, un’area utilizzata come distributore clandestino nei pressi di un supermercato, dove sarebbe stato venduto gasolio agricolo a persone prive dei requisiti. Ad Acerra è stato invece sequestrato un deposito abusivo con oltre 80mila litri di gasolio classificato come “designer fuel”.
In altre operazioni, tra Udine e Verona, alcuni container ferroviari dichiarati come trasporti di olio lubrificante sono risultati contenere gasolio destinato all’autotrazione. Soltanto in uno dei controlli sono stati individuati 64mila litri di prodotto. Ulteriori verifiche effettuate in Friuli hanno portato al sequestro di quasi 428mila litri di idrocarburi e alla contestazione di oltre un milione di litri di prodotti petroliferi consumati, secondo gli investigatori, in evasione delle accise.
Sono emersi anche casi nei quali il problema non riguardava soltanto la provenienza del carburante, ma la quantità effettivamente consegnata ai clienti. In due distributori sottoposti a controllo a Silandro sono state sigillate complessivamente dieci colonnine o pistole erogatrici non conformi. In alcuni casi le verifiche avrebbero evidenziato quantità di carburante inferiori rispetto a quelle indicate dal display.
La guardia di Finanza sottolinea che il dispositivo di controllo proseguirà lungo l’intera filiera, con l’obiettivo di contrastare l’evasione delle accise, impedire la commercializzazione di prodotti irregolari e tutelare sia gli automobilisti sia le imprese che operano rispettando le regole.
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