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Valpolcevera a rischio paralisi, la Cgil chiede più treni durante i lavori

Le chiusure intermittenti di via 30 Giugno e via Perlasca preoccupano residenti e lavoratori. Federico Pezzoli sollecita la Regione Liguria a rafforzare i collegamenti ferroviari, soprattutto al mattino, tra le 9 e le 11 e dopo le 21

Le limitazioni alla circolazione previste lungo via 30 Giugno e via Perlasca rischiano di aggravare le difficoltà negli spostamenti in Valpolcevera. A lanciare l’allarme è la Cgil del territorio, che chiede un potenziamento temporaneo del servizio ferroviario per evitare congestioni e nuove condizioni di isolamento durante i lavori per la realizzazione del ponte ferroviario.

Secondo il nuovo responsabile della Cgil Valpolcevera Federico Pezzoli, le chiusure intermittenti delle due principali arterie potrebbero riportare la vallata in una situazione di forte sofferenza sul piano della mobilità. Il sindacato riconosce la necessità degli interventi, ma ritiene indispensabile affiancarli con soluzioni alternative in grado di garantire gli spostamenti quotidiani della popolazione.

La proposta è quella di aumentare il numero dei treni nelle fasce orarie considerate più carenti. La Cgil segnala in particolare la riduzione delle corse fino alle 9, intervenuta dopo la chiusura delle scuole, l’assenza di collegamenti tra le 9 e le 11 e la scarsità del servizio serale.

«L’ultimo treno utile per raggiungere la valle parte intorno alle 21 e questa situazione penalizza soprattutto i lavoratori turnisti e i giovani» sostiene Pezzoli. La mancanza di alternative, secondo il sindacato, spinge chi può a utilizzare l’automobile, aumentando ulteriormente il traffico sulle strade già interessate dalle limitazioni.

L’appello è rivolto alla Regione Liguria, affinché intervenga nell’ambito dell’accordo quadro e del contratto di servizio ferroviario per chiedere un incremento delle corse almeno per tutta la durata dei cantieri.

La Cgil sottolinea infine le possibili ripercussioni non soltanto sugli abitanti, ma anche sulle attività produttive della zona. «La Valpolcevera ha già affrontato conseguenze molto pesanti e non si possono imporre altri sacrifici alla popolazione senza predisporre misure adeguate» conclude Federico Pezzoli.


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