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Welfare, Comune: altri 12 milioni per evitare lo stop ai servizi: fondi per famiglie, anziani e persone fragili

L’assestamento porta sei milioni di risorse comunali, ai quali si aggiungono altri sei milioni del Programma operativo nazionale. Il vicesindaco Alessandro Terrile e l’assessora Cristina Lodi: «Garantiamo continuità agli interventi già attivi e certezza a cittadini e operatori»

Dodici milioni di euro per impedire interruzioni nei servizi sociali programmati per il 2026 e garantire la prosecuzione degli interventi rivolti alle persone più fragili. Il Consiglio comunale ha approvato la variazione di bilancio che destina al welfare sei milioni di risorse proprie del Comune, ai quali si aggiungono circa sei milioni provenienti dal Programma operativo nazionale.

La manovra servirà a finanziare nei prossimi mesi prestazioni considerate essenziali e, in molti casi, obbligatorie per legge. L’obiettivo è evitare vuoti nella presa in carico di minori, famiglie in difficoltà, anziani, persone con disabilità, cittadini senza dimora e persone inserite nei percorsi di accoglienza e integrazione.

Le nuove risorse non inaugurano servizi completamente diversi, ma consentono soprattutto di mantenere quelli già operativi sul territorio. Il Comune punta così a dare stabilità alla programmazione sociale, garantendo una copertura economica sufficiente fino alla conclusione del 2026.

Una parte rilevante dei fondi sarà destinata agli interventi residenziali per le persone che non possono vivere autonomamente o che necessitano di una protezione continuativa. Rientrano in questo ambito i contributi per gli anziani ospitati nelle residenze sanitarie assistenziali e i servizi residenziali rivolti alle persone senza dimora o in condizioni di grave marginalità.

La variazione sostiene anche l’assistenza domiciliare per anziani e persone con disabilità, una rete indispensabile per permettere a molti cittadini di continuare a vivere nella propria abitazione, ricevendo aiuto nelle attività quotidiane ed evitando, quando possibile, l’ingresso in una struttura.

Per minori e famiglie resteranno finanziati i centri servizi, l’educativa territoriale e i percorsi di affido familiare. Si tratta di interventi che operano spesso prima che una difficoltà diventi emergenza, affiancando i nuclei nei momenti più delicati e costruendo progetti educativi personalizzati.

Un altro capitolo riguarda l’inclusione sociale e lavorativa. Le risorse permetteranno di proseguire le attività dei centri di educazione al lavoro, i servizi educativi destinati agli adulti e i percorsi di accompagnamento verso l’occupazione per persone che, a causa di fragilità personali o sociali, incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro.

Continueranno inoltre i servizi diurni e notturni per chi vive in strada, le attività di contrasto alla marginalità e gli interventi rivolti alle persone migranti. Il sistema comunale raggiunge complessivamente migliaia di cittadini e coinvolge una vasta rete di operatori pubblici, cooperative sociali ed enti del Terzo settore.

L’assestamento cerca quindi di assicurare non soltanto la continuità delle prestazioni, ma anche una maggiore certezza per le realtà incaricate di erogarle. Ritardi o carenze di finanziamento, infatti, rischierebbero di ripercuotersi sia sugli utenti sia sugli operatori impegnati quotidianamente nei servizi.

«L’approvazione della variazione di bilancio conferma una scelta politica chiara: mettere al centro le persone e la coesione sociale della città», afferma il vicesindaco e assessore comunale al Bilancio Alessandro Terrile.

Secondo Alessandro Terrile, l’aumento delle fragilità economiche e sociali rende necessario proteggere una rete che ogni anno raggiunge decine di migliaia di persone. «Il welfare è una delle infrastrutture pubbliche più importanti per la qualità della vita della comunità», sottolinea.

L’assessora comunale al Sociale Cristina Lodi richiama invece la varietà degli interventi sostenuti dalla manovra, dai servizi per i minori alla domiciliarità, fino all’accoglienza e ai percorsi di inclusione. «Non stiamo semplicemente finanziando prestazioni sociali: stiamo investendo nella capacità della comunità genovese di non lasciare indietro nessuno», dichiara.

La scelta dell’amministrazione è considerare il welfare non come una voce da finanziare soltanto con le risorse residue, ma come un elemento strutturale della città. L’invecchiamento della popolazione, la crescita delle condizioni di non autosufficienza e l’aumento delle difficoltà economiche rendono infatti sempre più ampia e complessa la domanda rivolta ai servizi.

I dodici milioni complessivi permetteranno dunque di mantenere gli impegni già assunti e di tutelare i livelli essenziali dell’assistenza sociale. La verifica decisiva riguarderà ora la distribuzione concreta delle risorse tra i diversi servizi e la capacità di garantirne l’erogazione senza riduzioni o interruzioni durante i prossimi mesi.


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