Via Ferri, dopo anni di attesa si sblocca il parcheggio: 3,2 milioni per lavori ed espropri

La Giunta approva l’adeguamento del Piano urbanistico comunale e avvia il percorso conclusivo per l’opera finanziata da Rfi. L’assessore ai Lavori pubblici, Manutenzioni, Opere strategiche e infrastrutturali Massimo Ferrante: «Una risposta concreta ai residenti». L’assessora all’Urbanistica e al Verde urbano Francesca Coppola chiede alberature e pavimentazioni drenanti

Il progetto per il nuovo parcheggio pubblico di via Ferri, a Fegino, supera un altro passaggio decisivo. La Giunta comunale ha approvato la delibera necessaria per adeguare il Piano urbanistico comunale e proseguire con le procedure di esproprio nell’area interessata dall’intervento, mettendo finalmente in movimento una vicenda aperta da anni e legata alle pesanti conseguenze dei cantieri ferroviari sulla vita dei residenti.

Il provvedimento è stato presentato dall’assessore ai Lavori pubblici, Manutenzioni, Opere strategiche e infrastrutturali Massimo Ferrante, di concerto con l’assessora all’Urbanistica e al Verde urbano Francesca Coppola, ed è stato esaminato anche dalla commissione consiliare.

L’opera avrà un costo complessivo di 3,2 milioni di euro, interamente sostenuto da Rete ferroviaria italiana. Le risorse serviranno sia per realizzare il parcheggio sia per definire le indennità collegate agli espropri e alle misure compensative previste per le persone maggiormente penalizzate dalle trasformazioni infrastrutturali dell’area.
Al centro della vicenda ci sono soprattutto i residenti dei civici 14 e 16 di via Ferri, coinvolti dal 2022 nelle interferenze provocate dalle opere connesse al Nodo ferroviario di Genova e al Terzo valico. Le abitazioni sono rimaste progressivamente inserite in un contesto profondamente modificato dai cantieri, con ricadute sulla vivibilità e sul valore degli immobili.
La nuova delibera dovrebbe consentire di chiudere il lungo percorso amministrativo relativo all’acquisizione delle aree e degli edifici interessati. L’intervento è stato definito attraverso il confronto tra Comune, Rete ferroviaria italiana, Regione Liguria, il commissario straordinario Calogero Mauceri e le amministrazioni di Campomorone e Ceranesi.
Il parcheggio sarà realizzato su una superficie di circa mille metri quadrati. Il progetto prevede quindici posti per le automobili, due dei quali riservati alle persone con disabilità, e quattro stalli per le motociclette. Una dotazione numericamente contenuta, ma considerata importante in una zona nella quale i lavori ferroviari hanno ridotto gli spazi disponibili e modificato in modo significativo la viabilità.
«Finalmente si avvia a conclusione una vicenda annosa per gli abitanti, che da troppo tempo attendono l’esproprio delle proprie abitazioni, ormai collocate in un contesto infrastrutturale fortemente compromesso», dichiara l’assessore ai Lavori pubblici, Manutenzioni, Opere strategiche e infrastrutturali Massimo Ferrante.
Secondo Ferrante, il nuovo parcheggio rappresenta una risposta concreta alle richieste del quartiere e una compensazione, almeno parziale, per i disagi prodotti dai lavori del Terzo valico affidati al Consorzio collegamenti integrati veloci.
«In pochi mesi abbiamo definito l’intervento, le indennità di esproprio e le misure previste dal Programma regionale di intervento strategico, individuando risorse per 3,2 milioni di euro a carico di Rete ferroviaria italiana», sottolinea l’assessore. «Il parcheggio migliorerà la fruibilità del quartiere, risponderà alle esigenze di sosta dei residenti e accompagnerà la trasformazione dell’area con un servizio utile alla comunità».
Il progetto sarà aggiornato anche sotto il profilo ambientale. L’assessora all’Urbanistica e al Verde urbano Francesca Coppola ha chiesto di inserire nuove alberature per contrastare il surriscaldamento estivo e limitare l’effetto dell’isola di calore.
La pavimentazione dovrà inoltre essere drenante, così da favorire l’assorbimento delle acque meteoriche e ridurre le superfici completamente impermeabilizzate. L’impostazione segue il principio del “depaving”, cioè la progressiva riduzione dell’asfalto quando non strettamente necessario.
«Durante la fase istruttoria abbiamo chiesto di integrare il progetto con alberature e pavimentazioni drenanti», spiega Coppola. L’obiettivo è evitare che il nuovo parcheggio diventi una semplice distesa di asfalto e inserire invece l’opera in un disegno più attento alla qualità urbana e alla gestione delle temperature estreme.
La sindaca Silvia Salis esprime soddisfazione per il superamento di uno dei principali ostacoli amministrativi. «Possiamo finalmente concretizzare un intervento che il territorio richiede da anni», afferma. «La realizzazione del parcheggio e la definizione degli espropri compensano almeno in parte i pesanti disagi subiti dai residenti e rappresentano un passo avanti per la rigenerazione della Val Polcevera».
Secondo la Sindaca, il risultato è stato possibile grazie al lavoro degli uffici comunali e alla collaborazione con il territorio e con il commissario Mauceri.
L’approvazione della delibera non coincide ancora con l’apertura del cantiere. Sarà necessario completare le procedure di esproprio, aggiornare la progettazione e definire i successivi passaggi per l’affidamento dei lavori. Per i residenti, tuttavia, il provvedimento rappresenta il primo avanzamento concreto verso la conclusione di una vicenda trascinata per anni.
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