Terralba, scoppia il caso sulla stazione cancellata: Scajola accusa il Comune, Salis ribalta tutto su Bucci

La fermata ferroviaria, pensata per servire anche l’ospedale San Martino e il polo universitario, è stata eliminata dal progetto dopo una decisione comunale del 2023. La sindaca sostiene che l’attuale giunta sia favorevole e indica nell’amministrazione precedente la responsabilità della rinuncia

La fermata ferroviaria di Genova Terralba torna al centro dello scontro politico, con Regione e Comune impegnati in un duro botta e risposta sulla responsabilità della sua cancellazione. A riaprire il caso è stata ieri, in Consiglio regionale, un’interrogazione di Giovanni Battista Pastorino, consigliere della lista Andrea Orlando Presidente, che ha chiesto alla giunta di intervenire per riportare il progetto sul tavolo.


La fermata era inserita nel più ampio intervento sul nodo ferroviario genovese e avrebbe dovuto sorgere nell’area interna alla stazione di Brignole. L’ipotesi prevedeva una stazione terminale per diversi collegamenti locali, tra cui quelli con Genova Voltri, Busalla, Arquata Scrivia e Acqui Terme. La posizione sarebbe stata utile non soltanto ai residenti dei quartieri vicini, ma anche a chi ogni giorno deve raggiungere l’ospedale San Martino e le strutture universitarie della zona.

Secondo Giovanni Battista Pastorino, una parte delle opere ferroviarie sarebbe già stata realizzata, compresi i binari, ma il progetto della fermata sarebbe stato successivamente abbandonato. Nel 2024 la scelta era stata giustificata con la futura apertura della stazione della metropolitana di piazza Martinez, considerata alternativa al servizio ferroviario.
La risposta dell’assessore regionale ai Trasporti Marco Scajola ha aperto lo scontro con Palazzo Tursi. In aula, l’assessore ha sostenuto che il Comune di Genova avesse espresso la propria contrarietà alla fermata durante gli incontri con Regione Liguria e Rete ferroviaria italiana, determinandone così lo stralcio. La costruzione della stazione, ha aggiunto, richiederebbe circa 35 milioni di euro e tempi non brevi, mentre il Comune avrebbe indicato il 2028 come anno previsto per l’apertura della fermata metropolitana Martinez.
La sindaca Silvia Salis ha però smentito che l’attuale amministrazione sia contraria. «Non ne sappiamo nulla e non abbiamo alcuna contrarietà. Al contrario, riteniamo la stazione necessaria», ha dichiarato, chiedendo su quali elementi fosse fondata la ricostruzione dell’assessore regionale.
Marco Scajola ha quindi richiamato un verbale sottoscritto il 29 maggio 2023, al termine di una riunione tecnica tra Comune, Regione e Rete ferroviaria italiana. Da quell’atto, secondo l’assessore, risulterebbe la decisione comunale di non inserire la fermata di Terralba, perché nell’area era prevista l’estensione della metropolitana fino a Martinez e, in prospettiva, ancora più a levante.
L’assessore ha ricordato che nel 2023 il Comune era guidato dall’allora sindaco Marco Bucci, oggi presidente della Regione. La scelta sarebbe stata successivamente recepita nell’accordo quadro firmato nel marzo 2026 tra Regione Liguria e Rete ferroviaria italiana. Nessuna richiesta formale di revisione, sostiene Marco Scajola, sarebbe nel frattempo arrivata dalla nuova amministrazione comunale.
La replica di Silvia Salis ha spostato così il peso politico della decisione direttamente sulla precedente giunta. «L’assessore regionale attacca l’attuale amministrazione per una scelta compiuta nel 2023 dall’allora sindaco Marco Bucci», ha osservato la prima cittadina, confermando che la nuova maggioranza è invece favorevole alla realizzazione della stazione.
La sindaca ha inoltre collegato la necessità della fermata ferroviaria alle incertezze che riguardano il prolungamento della metropolitana. Il secondo lotto della tratta Brignole-Martinez, ha ricordato, risulta al momento senza finanziamento, così come non sono coperte economicamente le ulteriori estensioni verso San Martino e levante. In assenza di quelle risorse, rinunciare anche alla stazione di Terralba rischierebbe quindi di lasciare scoperta un’area strategica della città.
Marco Scajola ha dichiarato la disponibilità della Regione a riaprire il confronto con Rete ferroviaria italiana qualora il Comune formalizzasse una posizione diversa rispetto a quella contenuta negli atti del 2023. La vicenda potrebbe quindi tornare su un tavolo tecnico, ma resta da chiarire dove trovare i 35 milioni necessari e quale soluzione possa essere realizzata in tempi più rapidi per collegare Terralba, San Martino e il polo universitario.
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