Quartieri 

Palmaro, fascia di rispetto non prima del 2035: il Comitato chiama la politica alle sue responsabilità

La lettera aperta è stata inviata ai rappresentanti del Municipio, del Comune e della Regione, coinvolgendo anche chi ha ricoperto incarichi nei precedenti mandati. Il Comitato Palmaro chiede risposte scritte entro la fine dell’estate e annuncia che saranno rese pubbliche

Una promessa attesa da oltre vent’anni e una prospettiva che, secondo quanto ricostruito dal Comitato Palmaro attraverso documenti e interlocuzioni istituzionali, allontanerebbe ancora di quasi un decennio la realizzazione dell’intervento. La fascia di rispetto di Palmaro, nella migliore delle ipotesi, non potrebbe infatti cominciare a prendere forma prima del 2035 e soltanto dopo il completamento del Nodo ferroviario di Genova. Una previsione che ha spinto il Comitato a rompere il silenzio e a inviare una lettera aperta alla classe politica genovese.

I destinatari sono i rappresentanti delle istituzioni attualmente in carica, a partire dal Municipio e proseguendo con Comune e Regione, ma anche gli amministratori e i consiglieri che hanno ricoperto incarichi nei mandati precedenti. L’intenzione dichiarata non è concentrare le responsabilità su una sola amministrazione, bensì ricostruire ciò che è accaduto negli anni e comprendere chi fosse a conoscenza delle reali tempistiche dell’opera.

La domanda posta dal territorio è netta: perché ai cittadini non sarebbe mai stato spiegato con chiarezza che la realizzazione della fascia di rispetto dipendeva da un percorso infrastrutturale tanto lungo e complesso? Nel corso degli anni, ricorda il Comitato, si è parlato di autorizzazioni, progettazioni, finanziamenti, spostamento del cavalcavia e successive opere ferroviarie, senza che venisse comunicata apertamente la possibilità di dover attendere almeno fino al 2035.

La lettera nasce dal senso di delusione di una comunità che ritiene di avere sostenuto per decenni una parte rilevante del peso dello sviluppo infrastrutturale cittadino. Palmaro convive quotidianamente con il traffico portuale e ferroviario, con l’autostrada, con il rumore, l’inquinamento e le numerose servitù concentrate nel ponente. Secondo il Comitato, a questi sacrifici non sarebbero però corrisposti interventi, investimenti e compensazioni adeguati.

Al centro della vicenda c’è anche il Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2021 da Comune di Genova, Autorità di sistema portuale e Rete ferroviaria italiana. Il Comitato domanda perché, dopo la firma di quell’accordo, non siano più arrivati aggiornamenti pubblici puntuali sullo stato di avanzamento del progetto e sul cronoprogramma effettivo delle opere.

L’associazione territoriale sostiene di avere compreso la portata del rinvio soltanto attraverso l’esame della documentazione disponibile. Da qui una serie di interrogativi rivolti non soltanto agli amministratori di oggi, ma a tutta la rappresentanza politica che negli anni si è occupata, o avrebbe dovuto occuparsi, del quartiere.

Il Comitato vuole sapere se le istituzioni conoscessero le vere tempistiche, se il cronoprogramma sia stato approfondito in maniera adeguata e quali responsabilità politiche o amministrative abbiano contribuito a determinare l’attuale situazione. Non viene chiesta una generica rassicurazione, ma una ricostruzione circostanziata di decisioni, passaggi e ritardi.

Il tono è duro, ma nella lettera viene precisato che l’iniziativa non nasce con l’obiettivo di alimentare una contrapposizione tra schieramenti. Il Comitato afferma di non essere interessato al colore politico delle amministrazioni che si sono succedute e di non cercare colpevoli a ogni costo. La richiesta riguarda piuttosto la trasparenza, l’assunzione delle responsabilità e il rispetto dovuto a una comunità che non intende più accontentarsi di nuove promesse.

La fascia di rispetto, nelle aspettative del quartiere, avrebbe dovuto rappresentare una forma di restituzione ambientale e urbana a un territorio segnato dalle infrastrutture. Il possibile rinvio oltre il 2035 viene quindi percepito non come un semplice slittamento tecnico, ma come l’ennesimo arretramento di un impegno sul quale generazioni di residenti hanno costruito aspettative e richieste.

La lettera sarà diffusa attraverso i canali del Comitato Palmaro e inviata agli organi di informazione locali e regionali. L’obiettivo è permettere all’intera cittadinanza di conoscere tanto le domande rivolte alle istituzioni quanto le eventuali risposte che arriveranno. Il Comitato ha chiesto un riscontro scritto entro la fine dell’estate e ha già annunciato che ogni comunicazione ricevuta sarà pubblicata integralmente.

A firmare il documento è il presidente del Comitato Palmaro, Roberto Di Somma, che dà voce a un quartiere deciso a non lasciare cadere nuovamente la questione. La richiesta rivolta alla politica è che venga finalmente chiarito cosa sia realmente possibile realizzare, con quali risorse e in quali tempi, evitando che Palmaro resti ancora una volta sospesa tra annunci, rinvii e opere subordinate ad altri cantieri.


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