Multedo, la spiaggia “Fognazza” può rinascere: progetto per un’oasi naturalistica alla foce del Varenna

Il Comune ha stanziato i primi 18mila euro e avviato il confronto con l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. L’obiettivo è proteggere l’arenile, recuperare il decoro e creare una fascia verde tra la spiaggia e il Porto Petroli

Dall’abbandono alla creazione di un’oasi naturalistica capace di restituire alla spiaggia di Multedo una funzione ambientale, ricreativa e di collegamento tra il quartiere e il mare. È il percorso indicato dal vicesindaco Alessandro Terrile durante il Consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione presentata dal consigliere Fabio Gregorio del Partito Democratico.

L’arenile si trova in un’area appartenente al demanio marittimo e ricade quindi sotto la competenza dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. Nonostante questo, ha spiegato il vicesindaco, la spiaggia non ha mai avuto una funzione portuale e non dovrebbe averla neppure in futuro. Una condizione che consente al Comune di Genova di partecipare alla pianificazione e di lavorare alla sua tutela insieme agli altri enti coinvolti.


La situazione è diventata particolarmente critica dopo la cessazione dell’attività dello stabilimento balneare che occupava l’area. La chiusura ha lasciato strutture inutilizzate, una spiaggia priva di presidio e una condizione generale di degrado che, secondo Fabio Gregorio, richiede innanzitutto un intervento urgente di pulizia, manutenzione e recupero del decoro.
Il consigliere ha ricordato che l’arenile viene spesso indicato con il termine dispregiativo “Fognazza”, proprio per sottolinearne lo stato di abbandono e la percezione negativa maturata nel tempo. Un nome che, secondo Fabio Gregorio, non può più rappresentare un tratto di costa situato davanti a un quartiere già fortemente condizionato dalla presenza di impianti industriali e attività produttive.
«È un angolo della città che merita certamente di più», ha affermato il consigliere, ricordando come Multedo abbia dovuto convivere per decenni con insediamenti particolarmente impattanti. La prima necessità, a suo giudizio, è impedire che la spiaggia resti senza controllo e che le strutture dell’ex stabilimento continuino a deteriorarsi.
L’amministrazione comunale punta però a un progetto più ampio. Dopo la chiusura dell’attività economica, il Settimo Municipio Ponente ha proposto al Comune l’adesione al progetto europeo “Azioni e metodologie per il miglioramento della resilienza degli arenili”, sviluppato per proteggere e recuperare le spiagge naturali sottoposte a pressioni ambientali e climatiche.
La Giunta comunale ha approvato l’adesione nel novembre del 2025, mettendo a disposizione un primo finanziamento di 18mila euro. Al progetto partecipa anche la Regione Liguria e sono state coinvolte diverse realtà del territorio: Pegli Bene Comune, il Comitato Val Varenna, Liguria Birding, la Lega italiana protezione uccelli e Pro Natura Genova.
L’obiettivo è creare, in corrispondenza della foce del torrente Varenna e della spiaggia di Multedo, un’area naturalistica destinata alla protezione della biodiversità. Il progetto dovrebbe migliorare la qualità dell’arenile e aumentarne la capacità di resistere ai fenomeni erosivi e agli effetti dei cambiamenti climatici, recuperando contemporaneamente un tratto di costa oggi percepito come marginale e degradato.
«Si tratta di un intervento di particolare rilevanza, perché l’area circostante è stata profondamente compromessa nel tempo dalla presenza di attività industriali e produttive», ha spiegato Alessandro Terrile.
Le iniziative ambientali dovrebbero essere accompagnate da attività di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini, con l’obiettivo di far conoscere il valore naturalistico della foce del Varenna e delle specie presenti. La spiaggia potrebbe quindi diventare non soltanto uno spazio ricreativo, ma anche un luogo dedicato alla conservazione della biodiversità e all’educazione ambientale.
Il futuro dell’arenile dipende però anche dalle scelte che saranno contenute nel nuovo Piano regolatore portuale. Il Comune ha aperto un confronto con l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale per ottenere una conferma formale dell’assenza di qualsiasi futura destinazione portuale della spiaggia.
L’amministrazione vuole inoltre che l’area venga riconosciuta come una vera e propria “fascia di rispetto” tra il Porto Petroli e il quartiere. La proposta comprende interventi di compatibilizzazione ambientale e la piantumazione di alberi ad alto fusto, in modo da creare una separazione verde tra le attività industriali e l’arenile.
«Abbiamo chiesto che venga confermato che quella zona non avrà funzioni portuali di nessun tipo e che possa essere considerata una fascia di rispetto», ha dichiarato il vicesindaco.
La vegetazione avrebbe una funzione paesaggistica e ambientale, ma contribuirebbe anche a ridurre l’impatto visivo delle infrastrutture portuali e a rendere più riconoscibile il confine tra la spiaggia e le attività industriali. Il progetto mira così a preservare l’arenile come spazio naturalistico e ricreativo, pur nella consapevolezza delle forti limitazioni determinate dalla vicinanza del Porto Petroli.
Per Alessandro Terrile, la spiaggia può tornare a essere una cerniera tra la città e il mare. Una funzione particolarmente importante in un quartiere nel quale l’accesso al litorale è stato storicamente limitato dalla presenza di infrastrutture, depositi e stabilimenti produttivi.
La risposta del vicesindaco ha indicato una prospettiva di medio periodo, ma resta aperta la questione degli interventi immediati. Il recupero dell’oasi naturalistica richiederà progettazione, autorizzazioni e il coordinamento tra Comune, Regione Liguria, Municipio e Autorità di sistema portuale. Nel frattempo, residenti e rappresentanti del territorio chiedono che siano affrontati lo stato delle strutture abbandonate, la pulizia dell’arenile e l’assenza di un presidio continuativo.
Il passaggio decisivo sarà il riconoscimento della spiaggia come spazio definitivamente escluso dalle future espansioni portuali. Solo su questa base il progetto ambientale potrà trasformarsi in un intervento stabile e impedire che l’area torni a essere considerata una zona residuale.
Per Multedo, già segnata dalla convivenza con il Porto Petroli e con numerose attività industriali, il recupero della spiaggia avrebbe anche un valore simbolico: restituire al quartiere un piccolo tratto di costa, trasformando un luogo conosciuto per il degrado in uno spazio protetto affacciato sul mare.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.