Caldo senza tregua a Genova: due giorni arancioni, poi scatta il bollino rosso

Temperature percepite fino a 35 gradi, umidità elevata e scarsa ventilazione accompagneranno Genova per diversi giorni. Giovedì il rischio salirà al livello massimo e anche venerdì potrebbe restare molto alto

Il caldo non allenta la presa su Genova. Per martedì 14 e mercoledì 15 luglio il bollettino del Ministero della Salute assegna alla città il livello 2, identificato dal bollino arancione, mentre giovedì 16 luglio scatterà il livello 3, il bollino rosso che segnala un’ondata di calore con un rischio elevato per la salute.

Nelle tre giornate la temperatura massima percepita è indicata intorno ai 35 gradi. Martedì sono previsti 27 gradi alle 8 e 30 alle 14; mercoledì 26 gradi al mattino e 29 nel primo pomeriggio; giovedì rispettivamente 25 e 30 gradi. Il dato più significativo, però, è proprio quello della temperatura percepita, aggravata dall’elevata umidità e dalla ventilazione molto debole.

Le previsioni dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure descrivono per martedì una giornata serena o poco nuvolosa, afosa anche nelle ore centrali, con brezze costiere deboli e mare poco mosso o quasi calmo. Mercoledì il passaggio di un debole disturbo in quota potrebbe favorire rovesci e temporali pomeridiani nelle aree interne, con possibili sconfinamenti verso la costa, ma l’atmosfera resterà molto umida e afosa.
Giovedì tornerà a prevalere il sole e le temperature saranno in aumento. Venerdì il quadro dovrebbe restare stabile, con cielo sereno, valori termici stazionari e venti ancora deboli: elementi che fanno ipotizzare il mantenimento di condizioni da bollino rosso. La classificazione ufficiale per venerdì, tuttavia, dovrà essere confermata dal successivo aggiornamento del bollettino ministeriale, che copre il giorno di emissione e i due successivi.
Il colore del bollino non viene stabilito osservando soltanto la temperatura massima. Il sistema nazionale valuta congiuntamente temperatura, umidità, irraggiamento solare, ventilazione, durata dell’evento e dati storici sugli effetti sanitari registrati nella singola città. Non esiste quindi una soglia identica per tutta Italia: una stessa combinazione meteorologica può produrre un rischio diverso a Genova rispetto a un’altra città, perché vengono considerate anche le caratteristiche climatiche locali e la capacità di adattamento della popolazione.
Il livello 2 indica condizioni che possono avere effetti negativi soprattutto sulle persone più fragili. Il livello 3 corrisponde invece a un’ondata di calore persistente per almeno tre giorni e segnala un rischio elevato che può interessare anche persone sane e attive, soprattutto in caso di esposizione prolungata al sole o di attività fisica intensa.
Il caldo diventa pericoloso quando l’organismo non riesce più a disperdere efficacemente il calore attraverso la sudorazione e la dilatazione dei vasi sanguigni. Umidità elevata e assenza di ventilazione rallentano l’evaporazione del sudore, aumentando il rischio di disidratazione, crampi, abbassamento della pressione, vertigini e colpo di calore. Nei casi più gravi la temperatura corporea può salire rapidamente oltre i 40 gradi, con confusione, perdita di coscienza e danni a reni, cuore, polmoni e cervello.
Particolarmente esposti sono anziani, neonati, bambini, donne in gravidanza, persone non autosufficienti e chi soffre di patologie cardiache, respiratorie, renali, neurologiche o metaboliche. A rischio anche chi lavora o pratica sport all’aperto e chi assume farmaci capaci di interferire con l’idratazione o con la regolazione della temperatura corporea. Il Ministero della Salute raccomanda, nei giorni con livello 2 o 3, di ridurre l’esposizione all’aperto tra le 11 e le 18 e di evitare attività fisiche intense nelle ore più calde.
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