Prevenzione-beffa. Genova già in arancione, ma il ministero della Salute si prende il fine settimana e l’avviso arriva solo a metà mattinata

Il livello 2 per il caldo è in vigore oggi e resterà anche domani, con una temperatura massima percepita che potrà raggiungere i 35 gradi. Il bollettino nazionale del ministero della Salute viene però aggiornato soltanto dal lunedì al venerdì: nel fine settimana nessuna nuova comunicazione, mentre anziani, malati e persone sole avrebbero bisogno di organizzarsi in anticipo

Genova è già oggi, lunedì 13 luglio, in livello 2 per gli effetti del caldo sulla salute. Il colore arancione non rappresenta un’allerta meteorologica, ma segnala temperature e condizioni ambientali che possono avere conseguenze negative soprattutto sulle persone più vulnerabili, facendo scattare l’allerta dei servizi sanitari e sociali. Il livello 2 resterà in vigore anche martedì 14 luglio, mentre per mercoledì 15 luglio è previsto il passaggio al livello 1, di colore giallo.

Secondo il prospetto relativo a Genova, oggi la temperatura massima percepita potrà raggiungere i 34 gradi. Martedì si salirà a 35 gradi, con 26 gradi già alle 8 del mattino e 30 gradi alle 14. Mercoledì la massima percepita dovrebbe attestarsi sui 33 gradi.

Il problema è che il sistema nazionale nato per prevenire gli effetti delle ondate di calore viene aggiornato soltanto dal lunedì al venerdì, a partire dalle 11. Le previsioni sono elaborate a 24, 48 e 72 ore e, dunque, il bollettino pubblicato il venerdì dovrebbe già comprendere il lunedì successivo. Non è corretto parlare di una totale assenza di previsione per la giornata odierna. Il vero vuoto è un altro: tra il venerdì e il lunedì mattina non vengono diffusi nuovi aggiornamenti nazionali, anche quando le condizioni possono cambiare o aggravarsi. La conferma arriva così quando una parte consistente della mattinata è già trascorsa. Il reale interesse del ministero della Salute per i cittadini risulta davvero poco credibile.
È un limite difficilmente compatibile con la funzione stessa del servizio. La prevenzione dovrebbe permettere alle persone di modificare per tempo gli spostamenti, organizzare l’assistenza a un familiare, acquistare acqua e medicinali, rinviare un lavoro all’aperto o individuare un ambiente più fresco. Comunicare il rischio a giornata iniziata significa ridurre proprio il tempo nel quale queste precauzioni possono essere predisposte. Se il rischio fosse di livello 2, con bollino rosso, dovrebbero scattare varie misure, tra cui quella regionale della sospensione del lavoro all’aperto, per la salvaguardia della salute dei lavoratori.
Le persone maggiormente esposte non sono soltanto gli anziani. Rientrano tra i soggetti a rischio neonati e bambini, donne in gravidanza, persone con malattie cardiovascolari, respiratorie, neurologiche o diabete, persone con gravi disturbi psichici, cittadini con mobilità ridotta o non autosufficienti e chi assume medicinali che possono interferire con la termoregolazione. Sono vulnerabili anche quanti lavorano all’aperto, svolgono attività fisica intensa, vivono soli, non dispongono di locali adeguatamente ventilati o si trovano in condizioni economiche e abitative difficili.
Anche le previsioni regionali confermano una situazione di disagio fisiologico per caldo fino a moderato sulle zone costiere di Ponente, del centro e di Levante. Per oggi sono previsti cielo sereno al mattino e velature dal pomeriggio, temperature massime in aumento soprattutto a Levante, umidità su valori medi, brezze lungo la costa e mare poco mosso o localmente calmo. Martedì il tempo resterà soleggiato, con minime in aumento e massime in lieve diminuzione.
L’indicazione resta quella di evitare gli spostamenti e l’attività fisica tra le 11 e le 18, bere con regolarità senza attendere lo stimolo della sete, preferire pasti leggeri e controllare la corretta conservazione di alimenti e farmaci. Le terapie non devono essere modificate autonomamente: eventuali variazioni devono essere concordate con il medico. È inoltre necessario verificare le condizioni di parenti, vicini e conoscenti anziani o soli, perché proprio l’isolamento può impedire di ricevere tempestivamente informazioni e assistenza.
Un sistema di allarme non dovrebbe limitarsi a certificare che il caldo è già arrivato. Dovrebbe avvertire mentre c’è ancora tempo per difendersi. L’assenza di aggiornamenti nel fine settimana e la pubblicazione del lunedì soltanto a metà mattinata trasformano uno strumento potenzialmente decisivo in una prevenzione intermittente, che rischia di raggiungere troppo tardi proprio le persone per le quali è stata progettata.
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