Canile municipale, il Comune corre ai ripari: alcuni cani trasferiti alla struttura del Monte Gazzo

La convenzione con l’Associazione Amici del Cane è diventata esecutiva oggi: fino a sei animali potranno essere ospitati nella struttura per alleggerire il canile di Monte Contessa

Il canile municipale di Monte Contessa, oggetto di indagini dei carabinieri forestali, non ha più posti disponibili per nuovi ingressi e il Comune di Genova attiva una soluzione temporanea per alleggerire la struttura. Con una determinazione dirigenziale della Direzione Ambiente, adottata il 3 giugno e diventata esecutiva oggi, è stato approvato lo schema di convenzione con l’Associazione Amici del Cane per il ricovero di cani randagi o abbandonati presso il canile di Monte Gazzo, con un impegno di spesa per la prima annualità pari a 8.616 euro.

Il provvedimento nasce da una criticità precisa: la capienza autorizzata del canile municipale del Monte Contessa è di 200 cani e 60 gatti, ma il numero teorico non coincide sempre con quello effettivo. Molti cani ospitati, infatti, per caratteristiche comportamentali, caratteriali o per tratti aggressivi, non possono condividere il box con altri animali. Questo riduce la disponibilità reale degli spazi e rende più complessa la gestione dei nuovi ingressi.

La difficoltà è stata segnalata anche sul piano sanitario. ATS Liguria – Azienda sanitaria locale 3 ha evidenziato la necessità di trasferire con urgenza un numero significativo di cani dal canile sanitario verso altre strutture, anche per garantire livelli costanti di igiene e prevenire possibili contagi. Il problema è che il passaggio dal canile sanitario al canile rifugio può essere rallentato proprio dalla carenza di posti disponibili a Monte Contessa.
Nell’atto viene ricordato che il Comune ha già approvato uno studio di fattibilità per ampliare il canile, con la previsione di realizzare almeno 20 nuovi box, adeguare l’area sanitaria e l’infermeria, ampliare le zone di sgambatura e potenziare anche la struttura per i felini randagi. Si tratta però di una prospettiva strutturale, mentre l’emergenza attuale richiede una risposta immediata.
Il Comune e il gestore del canile hanno messo in campo anche iniziative per favorire le adozioni, dalla promozione sui canali social agli incontri nella struttura, fino a campagne di comunicazione con manifesti, banner, video e passaggi radiofonici. Nella newsletter interna del Comune è stata inoltre inserita una rubrica dedicata agli animali ospitati, con schede di cani e gatti in cerca di famiglia. Nonostante questo, alla data del 31 marzo risultavano presenti a Monte Contessa 154 cani e non erano disponibili posti per nuovi ingressi.
Da qui la scelta di individuare una soluzione di breve periodo attraverso il canile di Monte Gazzo, gestito dall’Associazione Amici del Cane, con sede in salita superiore Cataldi. La struttura ha dato disponibilità per tre box, nei quali potranno essere ospitati fino a un massimo di sei cani, a condizione che taglia e indole degli animali consentano la convivenza. Il numero potrà aumentare solo in caso di successiva disponibilità di altri spazi.
La convenzione ha durata annuale, con decorrenza dal primo luglio 2026, e potrà essere rinnovata per un altro anno alle stesse condizioni tramite scambio di comunicazioni formali tra le parti. La gestione riguarda il ricovero e la custodia di cani randagi o abbandonati catturati sul territorio comunale, oppure di animali oggetto di rinuncia da parte dei proprietari residenti nel Comune di Genova, quando sia indispensabile trovare una nuova sistemazione anche provvisoria.
Il trasferimento non sarà automatico. I cani passeranno prima dal canile municipale di Monte Contessa, dove saranno sottoposti alla profilassi per le malattie trasmissibili e, se necessario, dotati di microchip. Solo dopo l’esito degli accertamenti e con il nulla osta di ATS – Area sociosanitaria 3, gli animali potranno essere trasferiti alla struttura dell’Associazione Amici del Cane in salita superiore Cataldi per il ricovero, la custodia e, quando possibile, il successivo affido o l’adozione.
L’associazione dovrà garantire il benessere degli animali consegnati, promuovere le attività finalizzate all’affidamento e all’adozione, conservare le schede degli animali e degli adottanti e fornire al Comune tutte le informazioni relative ai cani. Per incentivare le adozioni, i cani affidati alla struttura dovranno essere promossi anche sul sito dell’associazione.
Il Comune manterrà un potere di controllo sulla struttura. La convenzione prevede infatti la possibilità di effettuare ispezioni senza preavviso per verificare le condizioni di custodia. In caso di situazioni non soddisfacenti, l’amministrazione potrà contestare formalmente le criticità, risolvere il rapporto e ritirare gli animali. L’associazione dovrà inoltre redigere una relazione semestrale sui cani ospitati, indicando le principali informazioni sull’attività svolta per ciascun animale e sulle iniziative adottate per favorire affidi e adozioni.
Sul piano economico, il corrispettivo stabilito è di 693 euro a cane per sei mesi di mantenimento, fuori dal campo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, più 150 euro a titolo di spese veterinarie da versare alla fine del semestre. L’importo sarà calcolato sulla base delle presenze documentate e ricalcolato proporzionalmente in caso di permanenza più breve per adozione o affido.
La misura non risolve il nodo strutturale del sovraffollamento, ma prova a evitare il blocco dei trasferimenti dal canile sanitario al canile rifugio e a garantire agli animali una sistemazione alternativa nel periodo di maggiore difficoltà. Il punto decisivo resta ora duplice: da una parte l’avanzamento dell’ampliamento previsto a Monte Contessa, dall’altra la capacità di aumentare gli affidi e le adozioni, senza le quali ogni soluzione esterna rischia di restare solo una risposta tampone.
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