diritti e sociale 

Clochard da 149 giorni sulla panchina di piazza Don Gallo: il caso che mette sotto accusa l’intero sistema

La denuncia del portavoce dell’associazione Via del Campo e Carruggi Christian Spadarotto: già a maggio era stato segnalato il caso della persona senza dimora che continua a vivere all’aperto, tra fragilità, degrado e tensioni crescenti

Da almeno 149 giorni una persona senza dimora vive su una panchina di piazza Don Andrea Gallo, nel centro storico, senza che per lui sia stata trovata una sistemazione stabile. A riportare l’attenzione sul caso è Christian Spadarotto, portavoce dell’associazione Via del Campo e Carruggi, con un nuovo post accompagnato da una foto che mostra la panchina trasformata in un riparo di fortuna, coperta da coperte e teli, proprio sotto la targa della piazza dedicata al prete di strada.

La denuncia non nasce oggi. Lo stesso Christian Spadarotto, il 15 maggio scorso, aveva già pubblicato un post con una foto notturna della stessa panchina, coperta da un telo di plastica, scrivendo di avere tentato ogni strada senza ottenere risultati. Allora parlava di una persona che dormiva lì da più di due mesi e raccontava il proprio sconforto davanti a un sistema incapace, secondo lui, di aiutare un essere umano ridotto a vivere in quelle condizioni. In quel messaggio, molto duro, definiva la situazione una vergogna per piazza Don Andrea Gallo e chiamava in causa anche chi dovrebbe occuparsi delle derive sociali e sanitarie della città vecchia.

A distanza di oltre un mese e mezzo da quel primo appello pubblico, la situazione non sarebbe cambiata. Nel nuovo post, Christian Spadarotto scrive che quella persona continua a vivere sulla panchina e che, nel frattempo, si è consumata anche la comprensione iniziale di una parte degli abitanti. Con il caldo, la permanenza all’aperto è diventata ancora più difficile e la tensione nel quartiere sarebbe cresciuta.

Secondo quanto riferisce il portavoce dell’associazione, alcuni residenti sono ormai esasperati, anche perché di notte l’uomo urlerebbe quando altre persone si avvicinano alla zona per fumare crack. Christian Spadarotto racconta che alcuni abitanti gli avrebbero detto di temere una reazione violenta contro l’uomo, segnale di un clima ormai deteriorato e del rischio che una fragilità lasciata senza risposta finisca per generare ulteriori conflitti.

Il punto centrale della denuncia non è soltanto il degrado urbano, ma l’assenza di una presa in carico efficace. Christian Spadarotto scrive di avere creduto che, dopo le segnalazioni, qualcosa potesse cambiare, ma oggi dice di sentirsi deluso da un sistema che giudica inconsistente e inefficiente. La domanda che pone è: se non si riesce a trovare una soluzione per una persona in evidente difficoltà, come si può pensare di affrontare i problemi più complessi che attraversano la città vecchia?

La vicenda assume un peso simbolico anche per il luogo in cui si svolge. Piazza Don Andrea Gallo porta il nome di una figura che ha fatto dell’attenzione agli ultimi una parte essenziale della propria vita pubblica e pastorale. Proprio per questo, secondo Christian Spadarotto, quella piazza non dovrebbe essere usata per presenze occasionali o iniziative di facciata se poi non si riesce a dare una risposta concreta a chi vive lì, esposto alla notte, al caldo, alla solitudine e alla marginalità.

La richiesta dell’associazione Via del Campo e Carruggi è che le istituzioni e i servizi competenti intervengano prima che la situazione peggiori ancora. Dopo il post del 15 maggio e la nuova denuncia, il caso non appare più come una segnalazione isolata, ma come una ferita aperta nel centro storico: una persona continua a dormire su una panchina, i residenti sono sempre più esasperati e il quartiere resta in attesa di una soluzione reale.


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