Case popolari, svolta per 50 famiglie: niente anticipo per entrare negli alloggi da recuperare

Firmato l’accordo tra Comune di Genova e sindacati degli inquilini: gli impianti saranno messi a norma da Arte

Cinquanta famiglie potranno trovare una sistemazione in alloggi popolari assegnati con la formula dell’autorecupero, senza dover anticipare la somma necessaria per l’adeguamento degli impianti. È il punto centrale dell’accordo firmato nei giorni scorsi tra il Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari, il Sindacato inquilini casa e territorio, l’Unione nazionale inquilini ambiente e territorio e il Comune di Genova.

L’intesa definisce le modalità di assegnazione dei 50 appartamenti e individua i requisiti necessari per accedere alla procedura. La novità più rilevante riguarda i costi iniziali: per la prima volta non sarà più richiesto agli assegnatari il versamento anticipato per coprire gli interventi di messa a norma degli impianti, che saranno invece sostenuti dall’Azienda regionale territoriale per l’edilizia.

Per i sindacati degli inquilini si tratta di un risultato ottenuto attraverso il confronto avviato con Comune e azienda regionale. «Il tavolo aperto con l’Azienda regionale territoriale per l’edilizia e Comune sta funzionando e questo dimostra come attraverso il confronto si possano trovare soluzioni e strade alternative che consentano a famiglie in difficoltà di trovare una adeguata sistemazione e non a caso queste assegnazioni sono in aumento», spiegano le organizzazioni.
Il tema resta centrale in una città dove la domanda di casa pubblica continua a essere alta. Nel 2025 erano 2.331 i nuclei idonei presenti nella graduatoria provvisoria. Intanto cresce il ricorso all’autorecupero: nel 2024, con questa formula, erano stati assegnati 30 alloggi; nel 2025 gli appartamenti erano saliti a 40; quest’anno diventeranno 50.
L’autorecupero, proposto dai sindacati degli inquilini prendendo a riferimento esperienze già sperimentate in altri comuni italiani, consente agli assegnatari di intervenire direttamente con piccole ristrutturazioni migliorative sull’alloggio ricevuto. La messa a norma degli impianti resta però garantita dall’Azienda regionale territoriale per l’edilizia, alleggerendo così l’ingresso delle famiglie in una fase spesso già segnata da difficoltà economiche.
In copertina: immagine di AI
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