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Sostegno scolastico, l’opposizione: «Meno ore per i bambini con disabilità, la giunta faccia marcia indietro»

La minoranza di Palazzo Tursi attacca il nuovo modello sperimentale nei servizi educativi comunali: nel mirino le ore di sostegno nelle scuole dell’infanzia, nei nidi e nelle sezioni primavera

Scoppia lo scontro politico sul nuovo modello sperimentale per il sostegno alla disabilità nei servizi educativi comunali. A sollevare il caso sono Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia, e Pietro Piciocchi, che accusano la giunta della sindaca Silvia Salis di aver introdotto una modifica destinata, secondo l’opposizione, a ridurre le tutele per i bambini con disabilità nelle scuole dell’infanzia comunali, nei nidi e nelle sezioni primavera.

Il punto più contestato riguarda la determinazione dirigenziale della Direzione Servizi Educativi del 22 giugno 2026, con cui viene avviata la sperimentazione. Per Piciocchi si tratta di un arretramento rispetto alle linee guida approvate nel 2017 dalla giunta Bucci: per i bambini con disabilità grave, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104, il monte ore individuale passerebbe da un massimo di 25 a 20 ore settimanali indicative complessive. Cinque ore in meno che, secondo l’opposizione, peserebbero proprio sulla fase più delicata dell’inclusione scolastica.

Duro anche l’intervento di Bianchi, che parla di un modello capace di tradursi, nei fatti, in una riduzione e in alcuni casi persino nella cancellazione delle ore di sostegno nelle scuole dell’infanzia comunali per il prossimo anno scolastico. «A fare le spese di questa ennesima scelta scellerata dell’amministrazione Salis saranno i bambini e le loro famiglie», afferma la capogruppo di FdI, chiamando direttamente in causa l’assessora alla scuola e alle pari opportunità Rita Bruzzone.

Nel mirino finisce anche il metodo. L’opposizione contesta il fatto che una scelta giudicata così sensibile sia arrivata attraverso un atto dirigenziale, senza un passaggio preventivo in Consiglio comunale e senza un confronto pubblico con famiglie, associazioni e forze politiche. Per Pietro Piciocchi è un «blitz burocratico», in contrasto con gli impegni assunti in campagna elettorale su giustizia sociale, riduzione delle disuguaglianze e rafforzamento delle infrastrutture sociali.

La preoccupazione riguarda anche i nidi d’infanzia e le sezioni primavera. Secondo la ricostruzione dell’opposizione, il nuovo modello supererebbe il criterio generale che consentiva l’attivazione del sostegno nei casi più complessi fino a 10 ore settimanali. Per la fascia 0-3 anni, sostiene il capogruppo di Vince Genova, il rischio è che il supporto non sia più una garanzia ma una possibilità legata a valutazioni caso per caso.

Alessandra Bianchi chiede che l’assessorea riferisca al più presto in commissione, auspicando un ripensamento della decisione. «Nel frattempo aspettiamo le ormai classiche giustificazioni con “è stata una decisione sofferta” a fare da preludio al sempreverde “colpa dell’eredità lasciataci dal centrodestra”», attacca la capogruppo di Fratelli d’Italia.

La richiesta politica è il ritiro del provvedimento. Piciocchi annuncia di aver già predisposto la richiesta urgente di una commissione consiliare e di voler presentare un documento in Consiglio comunale per chiedere alla sindaca Silvia Salis la revoca immediata della determina e il ripristino delle tutele previste dalle linee guida del 2017. «Non permetteremo che una scelta così delicata venga fatta ricadere sulle famiglie attraverso un atto amministrativo adottato senza un confronto trasparente», conclude.


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