Diecimila dosi vendute a Genova, smantellata la rete della “Speranza”: 12 misure cautelari. I capi guadagnavano 30mila euro al mese

L’indagine dei carabinieri, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della Procura di Genova, ricostruisce un traffico organizzato di cocaina, hashish e marijuana con basi in città, cellulari dedicati, auto a noleggio e case usate come depositi

Un’organizzazione capace, secondo l’accusa, di rifornire Genova di droga con continuità, di cambiare luoghi di custodia quando alcuni componenti finivano in carcere, di pagare gli incaricati dello spaccio come se fossero dipendenti e di rimettersi in moto dopo ogni interruzione. È il quadro che emerge dall’operazione “Speranza”, eseguita nelle prime ore del 3 giugno dai carabinieri della Compagnia Genova Centro, su ordinanza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova, richiesta dalla Procura della Repubblica, Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo.

Il provvedimento riguarda 12 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio. Undici sono destinatarie della misura cautelare in carcere, mentre per una indagata è stato disposto l’obbligo di dimora. La Procura precisa che si tratta di otto persone di nazionalità albanese, una di origini cubane e tre di nazionalità italiana.

L’inchiesta era partita nell’aprile 2025. Il nome “Speranza” nasce da una parola usata dagli indagati per riferirsi in modo criptico ai panetti di cocaina: “spirancë”, termine della lingua albanese. Dietro quel lessico, secondo gli investigatori, si muoveva una filiera strutturata, con ruoli distinti e un’organizzazione interna precisa. C’era chi avrebbe curato l’approvvigionamento, soprattutto di cocaina, chi avrebbe custodito e confezionato le dosi, chi avrebbe raccolto le richieste dei clienti e chi si sarebbe occupato della vendita al dettaglio sulle strade della città.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la droga arrivava a Genova da altre aree del Nord Italia e poi veniva distribuita nel capoluogo. Le sostanze trattate sarebbero state cocaina, hashish, cannabis e marijuana. Le indagini, condotte anche attraverso intercettazioni, avrebbero documentato circa 10 mila cessioni a clienti abituali e occasionali, con un’attività che si sviluppava lungo l’intera giornata.
Il sistema, secondo l’accusa, era pensato per resistere ai controlli. La Procura indica l’uso di autovetture a noleggio, così da garantire un continuo ricambio dei mezzi e rendere più difficile l’individuazione dei veicoli usati per la cessione dello stupefacente. Sarebbero stati utilizzati anche telefoni dedicati esclusivamente alla ricezione delle richieste di acquisto e alla trasmissione degli ordini agli incaricati della vendita. Alcuni immobili, in varie zone di Genova, sarebbero stati impiegati come basi per nascondere e confezionare la droga: tra gli indirizzi indicati compaiono via Benedetto da Porto, via Monte Nero e via Campomorone.
In un caso, dopo l’arrivo di un quantitativo consistente di cocaina, la sostanza sarebbe stata nascosta in diversi punti di un’abitazione: dentro il frigorifero, tra i cuscini di un divano e sotto il tavolo della cucina. È uno dei dettagli che, secondo gli investigatori, restituisce il livello di attenzione dedicato all’occultamento dello stupefacente e alla gestione dei depositi.
L’aspetto economico dell’organizzazione emerge con forza dalle intercettazioni. Un panetto di cocaina da un chilo sarebbe stato acquistato all’ingrosso a 22 mila euro e rivenduto al dettaglio in circa 20 giorni, generando un ricavo indicativo di 80 mila euro. Ogni dose da mezzo grammo sarebbe stata venduta a 40 euro. Secondo gli atti, i due soggetti di origine albanese ritenuti promotori e organizzatori del gruppo avrebbero ricavato circa 30 mila euro al mese, mentre agli addetti allo spaccio, tra cui anche italiani, sarebbe stato riconosciuto uno “stipendio” compreso tra 3 mila e 6 mila euro.
Nel corso dell’indagine sono stati eseguiti sequestri e arresti in flagranza che, secondo la Procura, hanno rafforzato l’impianto accusatorio. Il 6 maggio 2025 in via Benedetto da Porto era stato sequestrato oltre un chilo di cocaina. Il 2 giugno 2025, in via Monte Nero, era stato recuperato un altro quantitativo di cocaina superiore al chilo. Il 25 giugno 2025, a Vigevano, erano stati sequestrati circa 22 chili di hashish e 4,7 chili di cocaina. L’11 luglio 2025, in corso Torino, erano stati trovati 176 grammi di cocaina e 720 grammi di hashish.
Complessivamente, durante l’inchiesta, i carabinieri hanno arrestato in flagranza 14 persone e sequestrato circa 32 chili di droga, tra cocaina, hashish, cannabis e marijuana, oltre a 14.865 euro ritenuti provento dell’attività illecita. Secondo gli investigatori, però, gli arresti di singoli componenti non avrebbero fermato il gruppo, che dopo brevi pause avrebbe ripreso a operare, cambiando i luoghi di custodia dello stupefacente e inserendo nuovi elementi nell’organizzazione. Un elemento che, per l’accusa, confermerebbe la natura associativa del sistema, capace anche di sostenere le spese legali degli arrestati.
Durante le perquisizioni effettuate al momento dell’esecuzione dell’ordinanza cautelare, i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Genova Centro hanno sequestrato altri 46 grammi di cocaina, 210 grammi di hashish, oltre 15 mila euro in contanti, bilancini e materiale per il confezionamento delle dosi.
L’operazione, firmata sul piano investigativo dai carabinieri e coordinata dalla Procura guidata dal procuratore Nicola Piacente, viene presentata come un colpo rilevante al traffico di stupefacenti sul territorio genovese.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.