Oggi a Genova 

Madonna d’Anglona batte ordinanza anti-alcol: ai giardini Melis alcolici sdoganati per “valenza culturale e sociale”

Dal 30 maggio al 2 giugno, per la festa organizzata dall’Associazione dei Lucani a Genova, il Comune concede una deroga al divieto di consumo e vendita per asporto di alcolici nell’area dei giardini Luciano Melis di Cornigliano. Bicchieri solo in plastica o cartone e braccialetto identificativo riservato agli avventori per poter bere nel “luogo proibito”

A Cornigliano l’ordinanza anti-alcol si ferma davanti alla Madonna d’Anglona. Non per miracolo, ma per determinazione dirigenziale. Il Comune di Genova ha infatti concesso una deroga al divieto di consumo e vendita per asporto di bevande alcoliche in occasione della “Festa della Madonna d’Anglona 2026”, organizzata dall’Associazione dei Lucani a Genova ai giardini Luciano Melis, in via Cornigliano, dal 30 maggio al 2 giugno, dalle 18 a mezzanotte. La motivazione amministrativa è solenne: l’evento ha “valenza culturale e sociale”, celebra la patrona di Tursi, comune della Basilicata, e promuove il legame tra Genova e la Basilicata. Tradotto in termini meno burocratici: dove non arriva il regolamento, arriva la tradizione.

La questione nasce dall’ordinanza sindacale del 30 marzo 2026, che fino al 30 settembre limita consumo, detenzione e vendita per asporto di bevande alcoliche in città. In alcune zone considerate più sensibili, tra cui Cornigliano, il divieto scatta già dalle 12 e prosegue fino alle 8 del giorno successivo. Una stretta pensata per tutelare salute pubblica e sicurezza urbana, ma che ora conosce una sospensione calibrata: quattro serate, un’area precisa, una festa religiosa e comunitaria, e alcol consentito solo dentro il perimetro dell’evento.

Il provvedimento è stato firmato dal dirigente del settore commercio area pubblica Fabio Buscemi, di concerto con il comandante della polizia locale Fabio Cosimo Manzo, con i pareri favorevoli dell’assessora comunale al commercio e turismo Tiziana Beghin e dell’assessora comunale alla polizia locale e sicurezza Arianna Viscogliosi. La deroga riguarda il consumo e la detenzione finalizzata all’immediato consumo sul posto di bevande alcoliche, purché servite in contenitori di plastica o cartone, e consente anche la vendita per asporto di alcolici e superalcolici negli stessi luoghi, date e orari della manifestazione.

Naturalmente, non sarà un liberi tutti. Per bere nel nome della socialità lucana servirà essere riconoscibili come partecipanti all’evento: la deroga varrà solo per gli avventori muniti di braccialetto identificativo con la scritta “Associazione dei Lucani Genova”. Una sorta di lasciapassare etilico-culturale, capace di distinguere il cittadino in violazione dell’ordinanza dal fedele partecipante alla festa patronale. Stesso bicchiere, diverso status amministrativo.

La determinazione precisa anche che gli organizzatori dovranno predisporre un numero adeguato di contenitori per la raccolta dei recipienti di bevande e alimenti consumati durante la manifestazione. Quindi sì alla deroga, ma con raccolta ordinata dei bicchieri: il Comune sdogana il brindisi, non l’abbandono del rifiuto.

Il caso è curioso perché mette insieme tutti gli ingredienti della Genova contemporanea: un’ordinanza pensata per contrastare gli eccessi, un quartiere in cui il tema dell’alcol nello spazio pubblico è tutt’altro che teorico, una festa religiosa con radici lucane, il linguaggio severo della sicurezza urbana e la formula salvifica della “valenza culturale e sociale”. Alla fine, il risultato è che ai giardini Melis, per quattro sere, la Madonna d’Anglona avrà il suo spazio, i lucani la loro festa e l’alcol il suo varco regolamentare.

Non è una rivoluzione, ma un precedente particolare, non il primo: a Genova il consumo in area pubblica resta vietato, salvo che arrivi una manifestazione abbastanza identitaria da trasformare il bicchiere in elemento di promozione territoriale. La Madonna d’Anglona, almeno per il ponte del 2 giugno, ce l’ha fatta.

In copertina: combo creata con l’Ai


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