Un colibrì contro le mafie: a San Fruttuoso un nuovo murale per trasformare bellezza e memoria in impegno civile

Domenica 17 maggio sarà inaugurato alla Piscina comunale di San Fruttuoso “Il colibrì”, murale dedicato a Peppino Impastato e alle vittime delle mafie. Il progetto nasce dal Patto di collaborazione tra Municipio III Bassa Valbisagno e Comitato San Fruttuoso associazione di promozione sociale, con il recupero anche dell’aiuola vicina

Un colibrì che prova a spegnere l’incendio della foresta con una sola goccia d’acqua diventa, a San Fruttuoso, il simbolo di un quartiere che sceglie la bellezza come forma di resistenza civile. Domenica 17 maggio, dalle 16, sarà inaugurato presso la Piscina comunale di San Fruttuoso il nuovo murale “Il colibrì”, opera dedicata a Peppino Impastato e a tutte le vittime delle mafie. Non solo un intervento artistico, ma un progetto di riqualificazione urbana nato dal Patto di collaborazione tra Municipio III Bassa Valbisagno e Comitato San Fruttuoso associazione di promozione sociale.
Sabato 23 maggio appuntamento con Andrea Colombo per parlare di mobilità sostenibile e sicurezza stradale insieme a Movimento Diritti dei Pedoni Cittadini Sostenibili FIAB Genova e GenovaCiclabile Laboratori per bambini e festa insieme. Saranno presenti per i saluti istituzionali anche i rappresentanti del Comune e del Municipio Bassa Val Bisagno.

Il murale è stato realizzato dal collettivo laCrème, formato da artisti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, e si inserisce in un percorso più ampio di cura dello spazio pubblico. Accanto all’opera è stata infatti recuperata anche l’aiuola limitrofa, ora arricchita con essenze della macchia mediterranea. Il progetto mostra così un doppio volto: da una parte la pittura urbana come racconto collettivo, dall’altra la manutenzione concreta di un pezzo di quartiere, restituito alla cittadinanza attraverso il lavoro condiviso tra istituzioni, associazioni e abitanti.

Il riferimento culturale e civile è una delle frasi più note attribuite a Peppino Impastato: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. Da questa idea nasce la scelta del colibrì, piccolo animale che nella favola prova a fare la propria parte mentre la foresta brucia. Nel murale, l’incendio richiama la distruzione mafiosa, il sole che chiude gli occhi rimanda all’omertà, mentre il gesto del colibrì diventa un invito alla responsabilità individuale: nessuno, da solo, può spegnere tutto il fuoco, ma ciascuno può decidere di non restare immobile.
L’inaugurazione sarà articolata in due momenti. Alle 16, nell’aiuola riqualificata di via Giovanni Battista d’Albertis, si svolgerà il racconto del progetto, con la presentazione del murale, del lavoro sull’area verde e della rete di persone che ha contribuito alla trasformazione dello spazio. La Filarmonica di San Fruttuoso accompagnerà il pomeriggio con un momento musicale. A seguire, alle 17.30, l’iniziativa si sposterà al Monastero dei Santi Giacomo e Filippo, Casa della Pace e sede della Fondazione Auxilium, in via Pietro Bozzano 12, per una tavola rotonda dedicata a legalità, presidio del territorio e cura delle comunità.
Al confronto prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni, esponenti di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Fondazione Auxilium, Casa Maddalena, e Ama-Associazione degli Abitanti della Maddalena. Dopo il dibattito sono previste danze e musica con gli amici di Passi e ri…passi. Parteciperà la magistrata della Dia Anna Canepa. L’ingresso è libero e gratuito, con invito aperto alla cittadinanza e alla stampa. L’appuntamento sarà anche l’occasione per conoscere le attività del Comitato San Fruttuoso associazione di promozione sociale e per aderire all’associazione.
“Il colibrì” nasce grazie al supporto di Municipio III Bassa Valbisagno, Aster, società sportiva dilettantistica Idea Sport, collettivo artistico laCrème, Colorificio Delp Italia-Canepa e Cooperativa agricola AVS. Il risultato è un intervento che tiene insieme arte pubblica, memoria antimafia, rigenerazione ambientale e partecipazione civica. A San Fruttuoso la lotta all’omertà passa anche da un muro colorato, da un’aiuola curata e da una comunità che sceglie di esserci.
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