Pini di corso Podestà, domani la manifestazione all’alba: «Fermate il taglio e fateci vedere le carte»

Appuntamento domani, lunedì 4 maggio, alle 7.30, nella zona dell’ascensore del ponte Monumentale. Il Circolo Nuova Ecologia chiede il rinvio dell’intervento e nuovi controlli sugli alberi

Domani, lunedì 4 maggio 2026, a partire dalle 7.30, in corso Podestà, nella zona dell’ascensore del ponte Monumentale, si terrà una manifestazione per chiedere il rinvio del taglio dei pini e l’apertura di una fase di verifica sui documenti e sulle valutazioni tecniche alla base dell’intervento. La mobilitazione è promossa dal Circolo Nuova Ecologia, che torna a denunciare quella che considera una gestione del verde cittadino ancora segnata da carenze di manutenzione, programmazione, trasparenza e comunicazione con i cittadini.

La vicenda dei pini di corso Podestà viene collegata direttamente a quanto accaduto nell’agosto 2024 con gli alberi di Brignole, quando la giunta guidata da Marco Bucci decise l’abbattimento degli storici pini dell’area senza, secondo i comitati e gli ambientalisti, aprire davvero alla possibilità di soluzioni alternative o di ulteriori approfondimenti. Per il Circolo Nuova Ecologia, il rischio è che la storia si ripeta: alberi considerati parte del paesaggio urbano, decisioni percepite come già prese, comunicazioni arrivate quando l’intervento è ormai imminente e cittadini chiamati a prendere atto di scelte già definite.
Nel documento diffuso alla vigilia della protesta, il presidente del Circolo Nuova Ecologia, Giorgio Scarfì, parla di una situazione che sembra riportare indietro il calendario, come se il tempo si fosse fermato e non si fosse imparato nulla dagli errori del passato. Nel mirino non c’è soltanto il singolo intervento sui pini di corso Podestà, ma un metodo che gli ambientalisti giudicano ricorrente: poca cura preventiva del patrimonio arboreo, assenza di una programmazione capace di evitare emergenze improvvise, scarsa trasparenza sugli atti tecnici, risorse insufficienti, organizzazione debole e una comunicazione istituzionale che arriverebbe troppo tardi, quando la cittadinanza non avrebbe più modo di incidere realmente sulle decisioni.
Il caso viene letto anche alla luce di un’altra vicenda diventata simbolica per una parte della città: quella della palma di piazza Paolo Da Novi, nel marzo 2025. Per il Circolo Nuova Ecologia si è trattato di uno spartiacque emotivo nel rapporto tra cittadini e gestione del verde urbano. Al di là degli sviluppi giuridici, che seguiranno il loro corso, quella vicenda avrebbe lasciato aperta una questione politica e amministrativa: se sia ragionevole che le stesse strutture coinvolte in decisioni contestate continuino a essere chiamate a valutare situazioni analoghe senza un reale cambio di approccio.
La richiesta avanzata per corso Podestà è chiara: rinviare il taglio fino a quando non sarà possibile consultare la documentazione e, se necessario, svolgere ulteriori controlli sulle condizioni degli alberi. Gli organizzatori ricordano che la possibilità di verifiche aggiuntive sarebbe già stata promessa dall’attuale amministrazione e chiedono che quell’impegno venga rispettato prima di procedere con abbattimenti ritenuti irreversibili. Non si tratta, sostengono, di negare la necessità di intervenire quando un albero è davvero pericoloso, ma di pretendere che ogni decisione sia motivata, verificabile e comunicata in modo comprensibile prima dell’arrivo delle motoseghe.
La manifestazione di domani mattina nasce quindi come presidio contro il taglio dei pini, ma punta a diventare anche un segnale più ampio sulla gestione del verde a Genova. Per Giorgio Scarfì e per il Circolo Nuova Ecologia, la città avrebbe bisogno di una svolta concreta, capace di superare la logica dell’emergenza e degli abbattimenti comunicati a ridosso degli interventi. Il tema, secondo i promotori, non riguarda solo corso Podestà, ma il modo in cui Genova decide il futuro dei suoi alberi, del paesaggio urbano e degli spazi pubblici.
Foto di Dario Di Giorgi
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