Nodo ferroviario, incidente nel tunnel durante il sopralluogo. A bordo anche Rixi e Salis. Duro colpo alla schiena per la sindaca

Durante la visita istituzionale al cantiere del Nodo di Genova: il mezzo d’opera usato per il sopralluogo si è bloccato di colpo nella galleria tra Brignole e Principe, costringendo alle istituzioni a tornare indietro a piedi. Saltata anche la conferenza stampa, con proteste da parte di Ordine dei Giornalisti della Liguria e Associazione Ligure dei Giornalisti

Doveva essere una visita tecnica in uno dei cantieri più delicati e simbolici per il futuro della mobilità ferroviaria genovese, si è trasformata invece in una mattinata segnata da un imprevisto che ha interrotto tutto. Il sopralluogo previsto nelle nuove gallerie del sestuplicamento ferroviario tra Principe e Brignole, all’interno del più ampio intervento sul Nodo di Genova, è stato sospeso dopo un guasto al mezzo d’opera di WeBuild sul quale stavano viaggiando il viceministro Edoardo Rixi, la sindaca Silvia Salis, il commissario Calogero Mauceri e l’amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana Aldo Isi.

Il mezzo avrebbe subito un guasto mentre stava attraversando la galleria tra le due stazioni cittadine. Dopo un brusco sobbalzo, il convoglio si è fermato, provocando un forte contraccolpo a bordo, in particolare per chi in quel momento si trovava in piedi. Tra queste persone c’era anche la sindaca Silvia Salis, che si trovava nella cabina di pilotaggio. La sindaca ha subito un colpo alla schiena. Dopo lo stop, i passeggeri sono stati fatti scendere e hanno lasciato la galleria a piedi. Il sopralluogo, a quel punto, è stato rinviato.

L’incidente tecnico ha avuto conseguenze immediate anche sul piano della comunicazione. In programma c’era infatti una conferenza stampa che avrebbe dovuto seguire la visita in cantiere, ma anche questo appuntamento è saltato. A contestare la gestione dell’intera mattinata sono stati soprattutto i giornalisti presenti, che già in partenza non avevano potuto partecipare al sopralluogo per ragioni di spazio sul carro ispezioni e che erano stati fatti attendere sulla banchina della stazione di Brignole in vista dell’arrivo delle autorità e del successivo incontro con la stampa.
Quel momento però non c’è mai stato. A Brignole, come è stato riferito dai colleghi sul posto, non è arrivato nessuno: né il mezzo, né i rappresentanti istituzionali, né i vertici ferroviari attesi per il punto stampa. Da qui la presa di posizione di Ordine dei Giornalisti della Liguria e Associazione Ligure dei Giornalisti, che parlano di una gestione inaccettabile sotto il profilo del diritto di cronaca e del rispetto per il lavoro dei cronisti.
Le due organizzazioni sottolineano come i giornalisti siano stati di fatto esclusi dalla visita a cui erano stati invitati e poi costretti a un’attesa senza esito in un’altra stazione, senza la possibilità di svolgere davvero il proprio lavoro. Ma il rilievo va anche oltre l’episodio specifico. Ordine e Associazione richiamano infatti un problema più ampio, cioè la tendenza di molte aziende a produrre direttamente foto e video da distribuire poi alle redazioni, una pratica che, a loro giudizio, penalizza in modo particolare fotoreporter e videoperatori, spesso lavoratori autonomi, privandoli di spazi e occasioni professionali.
«Altro che “modello Liguria”. Basta un guasto qualunque e si ferma tutto. Treni, sopralluoghi, e – a quanto pare – anche il coraggio di metterci la faccia. Il viceministro Edoardo Rixi e la regia delle infrastrutture liguri riescono nell’impresa di trasformare l’agognata passerella in una surreale figuraccia. Nel frattempo, chi lavora e chi informa resta ad aspettare. Senza spiegazioni, senza rispetto, senza risposte. Più che un incidente, è una perfetta fotografia di come vengono gestite le infrastrutture in Liguria dal duo Rixi-Bucci: molta scena, poca sostanza. E quando la scena salta, spariscono anche i protagonisti. La Liguria merita opere che funzionano. E istituzioni che, almeno, non scappino al primo guasto”, dichiarano il capogruppo del Pd in Regione Armando Sanna e il consigliere regionale Pd Simone D’Angelo.
La vicenda lascia dunque dietro di sé un doppio strascico. Da una parte il guasto che ha fermato il sopralluogo e imposto l’uscita a piedi dalla galleria alle autorità presenti. Dall’altra il malumore per una comunicazione saltata e per una gestione dell’evento che ha finito per alimentare polemiche anche fuori dal cantiere. In una giornata che avrebbe dovuto mostrare l’avanzamento di un’opera strategica per Genova, a imporsi è stato invece il corto circuito tra organizzazione, sicurezza e informazione.
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