Suq Festival 2026, undici giorni tra teatro, musiche del mondo e identità in movimento: ecco tutto il programma della rassegna

Dal 13 al 24 giugno torna al Porto Antico e in altri spazi cittadini il Suq Festival, giunto alla ventottesima edizione. Al centro ci sarà la rassegna teatrale “Attraversare i confini”, con dieci titoli, tre prime nazionali, artisti internazionali e spettacoli che intrecciano guerra, migrazioni, corpi, memoria e diritti

Genova si prepara ad accogliere una nuova edizione del Suq Festival, che dal 14 al 24 giugno animerà il Porto Antico e altri luoghi della città con teatro, musica, danza, incontri, workshop, cucine dal mondo, bazar ed ecosuq. Il cuore della proposta artistica sarà ancora una volta la rassegna teatrale, arrivata alla ventottesima edizione e costruita attorno al titolo “Attraversare i confini”, formula che quest’anno non viene usata come semplice etichetta, ma come chiave vera di lettura dell’intero cartellone. L’anteprima teatrale è fissata per sabato 13 giugno, mentre la sede centrale sarà il tendone di piazza delle Feste, con appuntamenti distribuiti anche alla Claque del Teatro della Tosse, all’Isola delle Chiatte e nella chiesa di San Pietro in Banchi. La direzione artistica è firmata da Carla Peirolero e Bintou Ouattara.

Il festival, fondato nel 1999 da Valentina Arcuri e Carla Peirolero, conferma così la sua natura interculturale e multidisciplinare. In questa edizione il programma teatrale mette insieme dieci titoli, di cui tre prime nazionali, nove spettacoli presentati per la prima volta in Liguria e due lavori firmati da artisti under 35. I temi toccano da vicino alcuni dei nervi più scoperti del presente, dalla guerra all’identità, dalla memoria ai diritti, passando per il rapporto con il corpo, le migrazioni, le differenze linguistiche e la messa in discussione delle categorie rigide con cui spesso si legge il mondo. Nel percorso si attraversano idealmente Paesi e culture diversi, tra Iran, Marocco, Libano, Algeria e Brasile, dentro un impianto che mescola recitazione, danza, musica e narrazione.
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L’apertura vera e propria del percorso teatrale sarà preceduta dall’anteprima di sabato 13 giugno alle 21 in piazza delle Feste, a bazar chiuso, con Ascanio Celestini e Gianluca Casadei in “Poveri cristi”. È uno spettacolo che riporta al centro gli ultimi, gli invisibili, i personaggi marginali di una periferia che potrebbe essere quella di Roma ma anche quella di molte altre città, italiane e non. Celestini, nel solco del suo teatro civile, compone ogni volta una diversa geografia umana di vite ferite, sgangherate, respinte o dimenticate. Per questo titolo il prezzo indicato è di 15 euro, ridotto 12.
Lunedì 15 giugno alle 21, sempre in piazza delle Feste, arriverà “Under the Flesh” di Bassam Abou Diab, artista libanese che intreccia dabke, racconto e ricerca fisica. In scena la domanda è radicale: che cosa succede a un corpo costretto a vivere sotto la minaccia costante della guerra e della morte. Danza, parola e musica si fondono con la presenza del performer Ali Hout, in uno degli appuntamenti più direttamente legati al presente dei conflitti.
Martedì 16 giugno, alle 21, la rassegna si sposterà alla Claque del Teatro della Tosse con “Pas moi” di e con Diana Anselmo, in scena insieme a Daniel Bongioanni e Antonio Dominelli. Il lavoro appartiene alla nuova scena under 35 ed è costruito come una lecture performance senza suono, condotta in Lingua dei segni italiana da due persone sorde e accompagnata da sovratitoli per il pubblico udente. Il dispositivo scenico rovescia la gerarchia abituale del linguaggio e propone la sordità non come deficit, ma come identità culturale e linguistica.
La sera successiva, mercoledì 17 giugno alle 21, sempre alla Claque, andrà in scena “Ceci n’est pas Omar”, scritto da Omar Giorgio Makhloufi con Diana Dardi e prodotto dal Centro servizi e spettacoli Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia. Anche questo è un lavoro under 35 e prende la forma di una drammaturgia fisica in cui un ragazzo italiano di origini algerine e arbëreshe si confronta pubblicamente con una genealogia familiare frammentata, riemersa quasi per caso attraverso la notizia della morte di una nonna mai conosciuta. Ne nasce una riflessione sul sangue, sulle origini, sull’appartenenza e sui vuoti lasciati dalle storie migranti.
Giovedì 18 giugno alle 21 si tornerà al Porto Antico con “DK Radio – Funeral Party” della compagnia Tony Clifton Circus. Gli autori e interpreti sono Iacopo Fulgi ed Enzo Palazzoni e l’impianto scenico promette uno spettacolo molto diverso dagli altri in cartellone: due figure ferme in un’auto da tempo indefinito, una radio come unico filo con il mondo e poi un’esplosione di musica e movimento che trascina il pubblico dentro una danza collettiva. È uno dei titoli più apertamente stranianti e corrosivi della rassegna.
Venerdì 19 giugno alle 21 l’Isola delle Chiatte ospiterà la prima nazionale di “Si son fatte le due”, produzione di Scarti Centro di produzione teatrale di innovazione, ideata, diretta e interpretata da Chiara Fenizi e Julieta Marocco. Il lavoro si muove dentro un universo femminile che sceglie il gioco, il nonsense e il grottesco per leggere i paradossi del presente. La scena si fa festa, pista da ballo, spazio precario e sospeso in cui due figure speculari si parlano, si sdoppiano, si riflettono e finiscono per mettere in crisi i contorni stessi dell’identità.
Sabato 20 giugno, sempre alle 21 all’Isola delle Chiatte, è in programma un’altra prima nazionale, “Ragazza blu” del Teatro dell’Argine, che nasce dalla scrittura e dai ricordi di Sanam Naderi, autrice e attrice di origini iraniane. Il centro del racconto è il desiderio di una ragazza di entrare in uno stadio per vedere una partita, gesto vietato alle donne nella Repubblica islamica. Il titolo richiama apertamente la vicenda di Sahar Khodayari, la tifosa nota come “Blue Girl”, morta nel 2019 dopo essersi data fuoco per protestare contro quel divieto. Lo spettacolo usa una storia personale per aprire un discorso più ampio sulla libertà, sul corpo femminile e sul controllo.
Domenica 21 giugno la giornata sarà doppia. Alle 16 sul palco del Suq in piazza delle Feste andrà in scena “Parole sulla sabbia”, con Abderrahim El Hadiri, che tornerà poi lunedì 22 giugno alle 10.30. Si tratta di uno spettacolo “tout public”, quindi aperto a spettatori di età diverse, costruito sull’incontro con la tradizione orale di Marrakech e con la piazza Jemaa El Fna, luogo di storie, voci e memoria condivisa. Tra racconti popolari, miti, filastrocche e figure del Mediterraneo, il lavoro riporta il festival verso la dimensione del racconto come bene comune. Per questo titolo il prezzo indicato è di 5 euro.
La stessa domenica 21 giugno, alle 21, sempre all’Isola delle Chiatte, toccherà a “Confini” della compagnia Instabili Vaganti, fondata da Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola. È uno spettacolo nato da una ricerca ampia sul tema del limite e della frontiera e cresciuto attraverso il progetto Beyond Borders, con tappe tra Americhe, Asia e Medio Oriente. Qui il confine non viene trattato come linea geografica, ma come esperienza simbolica, rituale e culturale, attraverso l’incontro tra materiali performativi tradizionali e linguaggi contemporanei.
La chiusura della rassegna teatrale è affidata a una nuova produzione del Suq Festival e Teatro, “Ballata della donna e del soldato. Versi e canzoni contro la guerra, da Bertolt Brecht e altre autrici e autori”, in prima nazionale nella chiesa di San Pietro in Banchi. Le repliche sono fissate per martedì 23 giugno alle 21 e per mercoledì 24 giugno in due orari, alle 19 e alle 21. In scena ci saranno Sara Cianfriglia, Irene Lamponi, Bintou Ouattara e Carla Peirolero, con cura drammaturgica e regia di Eva Cambiale. Il punto di partenza è Bertolt Brecht, ma il lavoro si presenta come una risposta artistica ai conflitti contemporanei e alla necessità di rimettere al centro parole e canti contro la guerra.
Attorno alla rassegna teatrale si muoverà poi il resto del festival, che comprenderà musica, incontri, danze, workshop, bazar e cucine del mondo. Il pieghevole ricorda che tutte le iniziative del festival saranno gratuite, a eccezione degli spettacoli teatrali, e che i biglietti sono già acquistabili su Vivaticket e, durante i giorni della manifestazione, anche alla biglietteria del Suq. Il prezzo standard per gli spettacoli è di 10 euro, ridotto 7, con riduzioni riservate ai possessori della Suq Card 2026 e ai soci Coop. Torna inoltre per il sesto anno l’iniziativa “#ilteatrofabene” con Coop Liguria, che collega la vendita dei biglietti a una donazione destinata a un’associazione del territorio impegnata in progetti solidali.
Il programma completo delle attività non teatrali sarà annunciato a giugno, ma l’impianto della rassegna già chiarisce il profilo dell’edizione 2026: non un semplice cartellone di spettacoli, ma un percorso che usa il teatro per attraversare guerre, lingue, geografie, appartenenze e trasformazioni del presente. In una fase storica in cui i confini tornano a essere muri, il Suq sceglie di trattarli invece come luogo di passaggio, attrito e conoscenza. Per informazioni il festival indica il numero 3292054579, la mail festival@suqgenova.it e il sito https://www.suqgenova.it.
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