Oggi a Genova 

Collana strappata davanti a Brignole, un arresto dopo le indagini della Squadra Mobile

Un uomo di 27 anni è stato raggiunto da una misura cautelare per una rapina avvenuta a gennaio nella zona di piazza Verdi ai danni di una donna in visita in città. L’indagine è partita dall’analisi delle telecamere e dal riconoscimento della vittima

È stato rintracciato e arrestato nel pomeriggio di ieri l’uomo ritenuto responsabile di una rapina commessa a gennaio davanti alla stazione di Brignole, ai danni di una donna residente nello Spezzino che quel giorno si trovava a Genova. Il provvedimento è stato eseguito dalla polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica, in attuazione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Genova.

L’episodio contestato risale ai mesi scorsi e, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della quarta sezione della Squadra Mobile, sarebbe avvenuto nella zona di piazza Verdi, all’angolo con largo Thaon di Revel. La donna sarebbe stata avvicinata e poi rapinata con un’azione descritta come improvvisa e violenta: l’aggressore, sempre secondo l’accusa, le avrebbe stretto il collo con una mano per poi strapparle una collana d’oro con ciondolo.

Le indagini hanno preso forma attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona e attraverso gli accertamenti svolti dagli agenti della Squadra Mobile. In particolare, la polizia di Stato spiega che all’identificazione avrebbe contribuito anche il riconoscimento effettuato dalla stessa vittima, oltre al lavoro sul territorio dei “Falchi”, il gruppo investigativo specializzato nei servizi in borghese.

Nel provvedimento eseguito viene contestato il ruolo principale a un uomo di 27 anni, già noto alle forze dell’ordine per fatti analoghi secondo quanto riferito dagli investigatori. L’uomo, straniero, è stato rintracciato a Milano, nel quartiere Corvetto, dove, sempre secondo la ricostruzione fornita dalla Questura, si trovava nonostante su di lui gravasse una misura cautelare di divieto di dimora nel capoluogo lombardo. Al termine delle formalità è stato portato nel carcere di San Vittore.

Gli investigatori ritengono inoltre che durante la rapina fosse presente anche un complice, individuato e identificato, al quale verrebbe attribuito il ruolo di “palo”. Per questa seconda posizione, però, non risulta applicata alcuna misura cautelare.

La Procura aveva chiesto l’applicazione della custodia cautelare sulla base del quadro indiziario raccolto durante l’inchiesta, richiesta poi accolta dal giudice.


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