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Illuminazione pubblica, luci led e risparmi record, ma i genovesi lamentano strade meno illuminate e guasti frequenti

Il Comune rivendica consumi ridotti del 74%, con un risparmio di 8 milioni di euro e 55mila nuovi punti luce, ma in molti quartieri cresce la protesta: «Si vede meno di prima, è un problema per sicurezza e viabilità»

Genova diventa sempre più “smart” sulla carta, ma per molti cittadini è semplicemente più buia. È questo il paradosso che emerge dopo la commissione congiunta a Palazzo Tursi dedicata al progetto di riqualificazione dell’illuminazione pubblica, dove sono stati snocciolati numeri importanti, ma che si scontrano con una percezione diffusa e sempre più critica da parte di chi vive la città ogni giorno.

I dati presentati parlano di un intervento quasi completato, con il 95% delle opere già realizzate, e risultati che l’amministrazione definisce significativi. I consumi energetici sono stati abbattuti del 74%, superando l’obiettivo iniziale del 70%, passando da 40 gigawattora all’anno a poco più di 10. Un taglio che si traduce in circa 8 milioni di euro di risparmio e in una riduzione di 9.700 tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Sul piano tecnico, sono stati sostituiti circa 55mila punti luce con tecnologia a diodi a emissione luminosa, insieme a centinaia di pali e quadri elettrici e all’introduzione di sistemi di telecontrollo.

Anche sul fronte dei guasti, secondo i dati ufficiali, ci sarebbe un miglioramento evidente, con una riduzione del 60% delle richieste di intervento rispetto all’inizio del progetto. Eppure, fuori dalle sale istituzionali, il racconto è molto diverso. GenovaQuotidiana riceve molto spesso segnalazioni di filari di luci delle strade spenti o accessi sono da una parte della via.

In tanti quartieri, dal centro alle delegazioni, le segnalazioni continuano ad arrivare e sono tutte nella stessa direzione: le strade sono più buie di prima. Non è solo una questione di percezione, sostengono residenti e commercianti, ma un problema concreto che riguarda sia la sicurezza stradale sia quella personale. Marciapiedi poco illuminati, attraversamenti meno visibili, tratti di strada in cui l’illuminazione appare discontinua: il risultato, per molti, è un peggioramento rispetto alla situazione precedente.

A pesare sono anche i frequenti malfunzionamenti segnalati. Nonostante i dati parlino di un calo dei disservizi, diversi cittadini denunciano accensioni a filari alternati, lampioni che restano spenti o che funzionano a intermittenza, creando zone d’ombra difficili da gestire soprattutto nelle ore serali. Un problema che, nei fatti, vanifica almeno in parte i benefici dichiarati del nuovo sistema.

L’assessora all’ambiente Silvia Pericu ha riconosciuto l’esistenza di un divario tra i numeri e la percezione reale, spiegando che sono già state raccolte circa 100 segnalazioni prioritarie dai Municipi. «Il tema della sicurezza è centrale», ha sottolineato, ricordando che l’illuminazione è una componente fondamentale per la vivibilità urbana. Proprio per questo sono stati annunciati nuovi interventi, in particolare nel centro storico e in aree come Sampierdarena, dove sono previsti lavori di riqualificazione anche per migliorare il decoro e la sicurezza.

Intanto, però, la sensazione diffusa è che il risparmio energetico sia stato ottenuto anche a scapito della qualità dell’illuminazione. Il Comune guarda ai numeri e agli obiettivi ambientali, mentre i cittadini guardano la strada sotto casa e chiedono una cosa semplice: vedere meglio, sentirsi più sicuri. Due piani che oggi sembrano ancora lontani.

E così, mentre si annunciano nuovi investimenti da un milione di euro e si rilancia il ruolo di Genova come laboratorio di innovazione urbana, resta aperta una questione concreta e quotidiana. Perché se la città consuma meno energia ma appare più buia, il rischio è che il progetto, pur virtuoso sulla carta, venga percepito come un passo indietro nella vita reale.


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