Sampierdarena e sicurezza, Monica Russo all’attacco: «Il presidio diurno della polizia locale non basta». Nel mirino anche osservatori municipali e tavoli interassessorili mai partiti

In Consiglio comunale la consigliera del Partito Democratico chiede più attenzione per Sampierdarena e accusa: non sono stati ancora attuati né gli osservatori municipali di sicurezza urbana né i tavoli interassessorili previsti. L’assessora Viscogliosi rivendica il rafforzamento della presenza della polizia locale previsto dal nuovo piano della sicurezza, ma dal territorio si alzano le proteste non solo dell’opposizione

Sampierdarena torna al centro dello scontro politico in Consiglio comunale sul tema della sicurezza urbana, con un affondo netto della consigliera comunale Monica Russo, esponente del Pd, che accusa l’amministrazione e il Municipio Centro Ovest di non avere ancora messo in campo strumenti già discussi e approvati, mentre i problemi del quartiere continuano a pesare sulla vita quotidiana di residenti e commercianti. Al centro dell’interrogazione c’è la situazione del territorio, ma il tema si allarga rapidamente a una questione più generale: il rapporto tra presidio del territorio, degrado urbano, spazi pubblici da ripensare e risposte che, secondo le opposizioni, continuano a essere troppo deboli o troppo frammentate.

Nel suo intervento, Monica Russo ha ricordato come la sicurezza urbana sia una priorità inevitabile per una grande città e come Sampierdarena non viva certo da oggi una situazione delicata. Per la consigliera, il quartiere paga anche gli effetti di politiche integrate che in passato non sono state abbastanza efficaci o non sono state pensate nel modo giusto. La riflessione, ha spiegato, non può fermarsi all’emergenza del momento ma deve investire anche la natura degli spazi pubblici e la loro funzione, perché ci sono aree che vanno ripensate e riempite di presenza, attività e vita di quartiere. Accanto a questo, però, resta il bisogno più immediato, quello di un presidio concreto, visibile, costante, perché chi vive a Sampierdarena conosce bene, ha detto in sostanza, i punti dello spaccio e le zone dove il problema è ormai evidente sotto gli occhi di tutti.

A rispondere è stata l’assessora comunale alla Sicurezza Arianna Viscogliosi, che ha rivendicato il lavoro svolto dall’amministrazione, ricordando prima di tutto che le misure di ordine pubblico rientrano nella competenza esclusiva dell’autorità di pubblica sicurezza e quindi delle forze dell’ordine statali. Allo stesso tempo, ha sottolineato che la polizia locale continua a svolgere attività di presidio, controllo e monitoraggio nelle aree più esposte a criticità, in collaborazione con gli altri corpi. In particolare, Arianna Viscogliosi ritiene che «il nuovo piano della sicurezza che è stato presentato a febbraio di quest’anno ha provveduto proprio a rafforzare la presenza della polizia locale sul territorio», sia nei Municipi sia nel Centro Ovest, con una particolare attenzione alle aree più colpite da degrado e insicurezza.
L’assessora ha richiamato anche il «presidio fisso in piazza Veneto», indicata come un presidio specifico e unico a livello cittadino, attivo nella fascia tra il primo pomeriggio e la sera con compiti di prevenzione, decoro e sicurezza urbana. A questo, ha aggiunto, si affiancano le pattuglie di quartiere, il personale specialistico dedicato alla prevenzione del degrado e le cosiddette operazioni “a largo raggio”, già effettuate anche a Sampierdarena e Cornigliano con il coinvolgimento di agenti provenienti da più nuclei, dalla Sicurezza urbana alla polizia giudiziaria, passando per il Nucleo Centro Storico. Operazioni che, nelle intenzioni del Comune, servono anche a verificare le attività commerciali e a colpire eventuali situazioni che possono alimentare illegalità e tensioni sul territorio. Nel quadro delle iniziative citate dall’assessora rientra anche il lavoro condiviso con l’assessore Emilio Robotti nell’area del Teatro Modena, dove è stata chiesta una maggiore presenza dei taxi in uscita dagli spettacoli per aumentare la percezione di sicurezza.
Ma è stata soprattutto la replica di Monica Russo a segnare il tono politico della discussione. La consigliera ha contestato apertamente l’efficacia del presidio in piazza Vittorio Veneto, sostenendo che una presenza limitata alla fascia diurna non produce effetti reali in una zona che cambia volto nelle ore serali. Il passaggio più duro è proprio quello in cui osserva che il presidio diurno della polizia locale “non ha grandi effetti” su quell’area, invitando amministrazione e maggioranza a verificare direttamente che cosa accade dopo le 19 non soltanto in piazza Vittorio Veneto, ma anche in altre strade del quartiere, come via Rolando, che fino a poco tempo fa veniva percepita come una zona ancora commercialmente vivibile e che oggi, invece, mostra segnali di forte difficoltà.
Il nodo politico, però, non si ferma alla richiesta di più controlli. Monica Russo ha accusato il Comune di non avere ancora dato seguito a due strumenti che, a suo giudizio, sarebbero essenziali per affrontare il problema in modo meno estemporaneo. Il primo è quello degli osservatori municipali sulla sicurezza urbana, più volte discussi e approvati, ha ricordato, sia in sede municipale sia in Consiglio comunale. Il secondo riguarda i tavoli interassessorili, ritenuti fondamentali per legare la sicurezza urbana alle politiche sugli spazi pubblici, sul commercio, sulla socialità e sulla destinazione d’uso di luoghi che, se restano vuoti o mal utilizzati, rischiano di diventare essi stessi fattori di insicurezza. La consigliera, in sostanza, sostiene che continui a mancare proprio quell’approccio integrato che tutti dichiarano di volere ma che poi non si traduce in organismi stabili e operativi.
È qui che lo scontro assume un valore più ampio e più delicato. Da un lato l’assessora Arianna Viscogliosi difende la linea dell’amministrazione e insiste sul rafforzamento dei controlli e della presenza della polizia locale. Dall’altro lato, però, resta il fatto che dal territorio, non soltanto nel Centro Ovest, continuano ad arrivare proteste frequenti, segnalazioni, richieste di intervento e lamentele su zone che cambiano rapidamente percezione e vivibilità al calare della sera. Ed è proprio questo lo scarto politico che l’opposizione prova a evidenziare: il Comune parla di piano rafforzato, ma i quartieri continuano a raccontare disagio, spaccio, insicurezza diffusa e una risposta che appare ancora insufficiente rispetto alla dimensione dei problemi.
Il dibattito, quindi, riporta al centro una questione che a Genova torna ciclicamente ma che a Sampierdarena assume da tempo un carattere particolarmente urgente. Non basta discutere di ordine pubblico come se fosse un tema separato da tutto il resto, perché la sicurezza reale di un quartiere si misura anche nella qualità degli spazi, nella capacità di attrarre funzioni sane, nella tenuta del tessuto commerciale e nella presenza di strumenti stabili di ascolto e coordinamento. È esattamente su questo terreno che Monica Russo ha portato il suo attacco politico, sostenendo che senza osservatori municipali e senza tavoli interassessorili si continua a rincorrere l’emergenza, mentre il territorio chiede da tempo una strategia più strutturata e più credibile.
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