Estate a scuola anche nel 2026, Genova mette un incentivo per educatrici e insegnanti: svolta sul servizio estivo

Via libera della giunta al riconoscimento economico per il personale educativo non dirigente impegnato nei mesi estivi. Rita Bruzzone: «È un investimento concreto sulle persone e sulla continuità del sistema 0-6»

Genova prova a blindare già da ora il servizio educativo estivo del 2026 e lo fa scegliendo una strada precisa: riconoscere economicamente il lavoro aggiuntivo di chi terrà in piedi asili nido e scuole dell’infanzia anche oltre il calendario scolastico tradizionale. La giunta comunale ha infatti approvato il provvedimento, proposto dall’assessora ai Servizi educativi e al Personale Rita Bruzzone, che introduce un incentivo specifico per il personale non dirigente, in particolare insegnanti della scuola dell’infanzia e assistenti degli asili nido, impegnati nelle attività dell’estivo 2026.

La decisione ha un peso che va oltre l’aspetto amministrativo, perché consente al Comune di aprire subito la manifestazione di interesse rivolta al personale educativo e di mettere nero su bianco la copertura economica per le prestazioni supplementari richieste nei mesi estivi. In sostanza, Palazzo Tursi prova a evitare in anticipo uno dei problemi più frequenti di questo tipo di servizi, cioè tenere insieme qualità dell’offerta, disponibilità del personale e organizzazione delle attività in un periodo in cui le esigenze delle famiglie restano alte.
Il provvedimento nasce anche dal confronto con le organizzazioni sindacali e traduce in delibera una proposta di adesione volontaria, pensata per riconoscere formalmente il lavoro di chi sceglierà di proseguire l’attività educativa durante l’estate. L’obiettivo politico e amministrativo è chiaro: dare maggiore stabilità al sistema, valorizzare le professionalità che già operano nel comparto e garantire una risposta più solida e continua ai bisogni delle famiglie genovesi.
A sottolinearlo è la stessa Rita Bruzzone, che legge il via libera della giunta come un passaggio tutt’altro che burocratico. «Con questa delibera non ci limitiamo a una firma tecnica, ma diamo concretezza a una visione di scuola aperta e inclusiva» afferma l’assessora, aggiungendo che il riconoscimento economico per il servizio estivo 2026 rappresenta «un atto di rispetto verso la professionalità del nostro personale educativo, che rappresenta il vero motore del nostro sistema educativo 0/6 anni».
Il senso della misura, dunque, è doppio. Da una parte c’è il tentativo di rendere più moderno e flessibile il sistema educativo comunale, spingendolo verso una continuità che non si interrompa bruscamente con la chiusura dell’anno scolastico. Dall’altra c’è la scelta di investire sulle persone, cioè su educatrici e insegnanti, riconoscendo che senza un incentivo concreto diventa difficile chiedere qualità, disponibilità e continuità di servizio. E in questo equilibrio tra organizzazione e valorizzazione del lavoro si gioca una parte importante della tenuta dell’offerta educativa cittadina.
In copertina: immagine di Ai
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