comune Enti Pubblici e Politica 

Tunnel subportuale, i consiglieri comunali Pd alzano il tiro: «Ci prendono in giro, senza uscita a Madre di Dio il dibattito sulla Sopraelevata non esiste»

Dopo la commissione comunale e la nota del vicecommissario in risposta alla sindaca Salis esplode la reazione dei consiglieri democratici Alfonso, Caraffini e Marangoni: nel mirino finiscono il progetto senza sbocco verso il centro, i costi fuori controllo e i ruoli dello stess vicecommissario Carlo De Simone e del Commisssario, l’ex sindaco e ora presidente della Regione Marco Bucci

Si allarga lo scontro politico sul tunnel subportuale e, dopo la linea tracciata dalla sindaca Silvia Salis e dal vicesindaco Alessandro Terrile, sono i consiglieri comunali del Partito Democratico a dare voce a una contestazione ancora più netta, con parole pesanti e giudizi senza sconti su quanto emerso in commissione. Il punto, nella lettura dei dem, è semplice e insieme decisivo: senza l’uscita verso via Madre di Dio e via delle Casaccie, viene meno uno degli snodi centrali del progetto e di conseguenza perde significato anche tutta la discussione politica costruita attorno alla possibile trasformazione della Sopraelevata.

A mettere in fila i rilievi più precisi è uil consigliere Mario Caraffini, che affida ai social una ricostruzione durissima. «Forse ho sbagliato aula e ho assistito ad un’altra commissione. Quello che ho capito è questo», scrive il consigliere, prima di elencare i punti che a suo giudizio sarebbero emersi con chiarezza. Il primo è il nodo più pesante: «Nel progetto definitivo non c’è l’uscita in via Madre di Dio, prima c’era». Da lì parte tutta la sua contestazione, perché secondo Mario Caraffini quell’assenza non sarebbe affatto marginale ma rivelerebbe invece un arretramento sostanziale dell’intervento. Subito dopo arriva l’altra accusa: «Aspi non intende finanziarla poiché il costo del tunnel è già ampiamente fuori dalle previsioni economiche». Nella lettura del consigliere del Pd, dunque, il problema non sarebbe soltanto tecnico o progettuale, ma strettamente economico e politico, con un’opera che rischierebbe di essere ridimensionata proprio sul collegamento più strategico.

Caraffini insiste anche sul tema del rapporto tra tunnel e Sopraelevata, smontando la narrazione secondo cui i due dossier sarebbero strettamente legati. «La Sopraelevata non è coinvolta in nessun modo negli interventi risarcitori, né dal punto di vista progettuale né tantomeno da quello finanziario», scrive. E rincara ulteriormente: «Il tunnel è di fatto una succursale della Sopraelevata, perché i due sistemi sono indipendenti». È una frase che punta a ribaltare il senso del dibattito pubblico di queste settimane. Secondo il consigliere dem, infatti, l’idea di subordinare il confronto sulla strada Aldo Moro alla realizzazione del tunnel non starebbe in piedi, perché le due infrastrutture continuerebbero a viaggiare su binari distinti. Nella sua ricostruzione c’è anche un altro passaggio politicamente sensibile: «I sovraccosti del tunnel mettono, di fatto, in discussione gli stanziamenti delle opere accessorie, interventi risarcitori diffusi in città». Un’affermazione che allarga immediatamente il campo della polemica, perché suggerisce il rischio che l’impennata dei costi del tunnel possa finire per travolgere anche le compensazioni promesse al territorio.

Il post di Mario Caraffini va oltre e tocca altri due temi molto concreti enunciati durante la commissione dalla struttura commissariale. Da una parte le barriere fonoassorbenti di Lungomare Canepa, che «non sono più un’opera che riguardi la struttura», a danno dei residenti della strada, riuniti in comitato, a cui la copertura era stata promessa a più riprese, ma poi i fondi erano stati spostati sul Waterfront di levante. Dall’altra il ruolo del Comune, che nella sua lettura esce fortemente ridimensionato: «Il Comune non è stazione appaltante e poiché il commissario al tunnel non è l’attuale sindaca, come forse dovrebbe essere, ha un ruolo marginale in tutta l’operazione». È uno dei passaggi più politici della sua dichiarazione, perché sposta il focus dalla semplice critica al progetto a una critica complessiva della governance dell’opera.

Ancora più taglienti i toni del consigliere Edoardo Marangoni, che non contesta l’analisi del collega ma anzi la radicalizza, puntando direttamente contro il vicecommissario. «Non abbiamo sbagliato aula. È che il vicecommissario ci prende in giro, e così prende in giro tutti i genovesi», scrive il consigliere del Partito Democratico. Poi aggiunge una frase che fotografa bene il clima dello scontro: «Abbiamo visto il muro di gomma che ha eretto per eludere le nostre domande e farsi da sé le domande cui voleva rispondere». E la conclusione è ancora più netta: «È stato e continua ad essere irrispettoso della città». Non è più soltanto una contestazione sul merito del progetto, ma un’accusa politica diretta sul metodo, sul comportamento istituzionale tenuto in commissione e sul rapporto con il Consiglio comunale.

Lo stesso Marangoni torna poi sul punto centrale con un’altra presa di posizione, in cui prova a chiudere il cerchio della polemica. «Al momento il dibattito sta a zero: se l’uscita del centro non c’è, il dibattito e le chiacchiere sulla sopraelevata stanno a zero», scrive. È la frase che più di tutte sintetizza la posizione del Pd: senza quello sbocco, ogni ragionamento sulla Sopraelevata sarebbe prematuro, se non addirittura strumentale. Il consigliere ricorda anche che il vicecommissario «ha avuto 5 ore per esprimere chiaramente tutti i suoi pensieri e le sue considerazioni» e giudica «molto pretestuoso» che scelga di aggiungere altro solo dopo la commissione, cioè dopo il momento istituzionale in cui avrebbe dovuto «parlare e dover anche rispondere alle domande». Per il consigliere, dalla seduta sarebbe emerso «chiaramente sia che i soldi per quella uscita non ci sono, sia che per questo motivo non è nel progetto, sia che lui per primo quei soldi non sa dove prenderli». E l’affondo finale è una chiamata diretta alle responsabilità: «Faccia il suo lavoro, vigili che Aspi quei soldi li metta, inserisca la variante di quanto già previsto nell’accordo del 2021, e allora ne riparleremo».

Interviene anche Donatella Alfonso, che contesta la ricostruzione del vicecommissario e richiama un elemento preciso: «Per fortuna le registrazioni, oltre alle nostre orecchie, dicono altro». Anche in questo caso il passaggio è politico prima ancora che tecnico, perché la consigliera aggiunge che può essere «comprensibile il tentativo di allontanarsi da posizioni urticanti», ma chiarisce subito che, «in assenza del titolare», quello del vicecommissario «è un ruolo politico. Per cui ne risponde». Il commissario è Marco Bucci, all’epoca dell’accordo sindaco di Genova e oggi presidente della Regione. Non c’è spazio, nella lettura della consigliera del Partito Democratico, per separare il piano tecnico da quello politico quando si tratta di un’opera di questo peso per la città.

Le parole dei tre consiglieri democratici rendono ancora più evidente la linea della maggioranza a Palazzo Tursi. Il messaggio che esce dalle loro dichiarazioni è che il tema vero non sia oggi la Sopraelevata, ma la tenuta complessiva del progetto del tunnel, la presenza delle coperture economiche e il rispetto degli impegni assunti con la città. Per il Pd, finché l’uscita verso il centro non sarà rimessa nero su bianco e finanziata, ogni altro dibattito rischia di restare sullo sfondo o, peggio, di trasformarsi in una cortina fumogena. E dalle parole di Mario Caraffini, Edoardo Marangoni e Donatella Alfonso emerge una convinzione comune: il nodo non è più soltanto infrastrutturale, ma riguarda ormai la credibilità stessa dell’operazione e di chi la sta portando avanti.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts