Slot e videolottery truccate, maxi operazione della guardia di Finanza: quattro sale sequestrate e beni bloccati

I baschi verdi hanno ricostruito un presunto sistema di sale da gioco che avrebbe usato apparecchi contraffatti importati dalla Germania e “spenti” a distanza in caso di controlli. Un indagato è finito ai domiciliari, altre sette persone sono state denunciate; sequestrati 51 apparecchi, quattro sale e beni per oltre 2,5 milioni, dopo l’accertamento di debiti erariali contestati per 2.570.958,44 euro


Un sistema che, secondo gli investigatori, era costruito per sembrare regolare solo quando serviva, e per macinare incassi fuori dai controlli il resto del tempo. È la fotografia che emerge dall’operazione del Comando provinciale della guardia di Finanza di Imperia, culminata con l’esecuzione di una misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di una persona indicata come organizzatore di una presunta frode legata alla gestione di sale da gioco in diverse zone d’Italia. L’indagine, che ha portato anche alla denuncia di altre sette persone, nasce dall’osservazione di una sala che continuava a lavorare nonostante la revoca della licenza di pubblica sicurezza e, da lì, si è allargata fino a ipotizzare una rete ramificata di apparecchi manomessi e transazioni fraudolente.

La ricostruzione della guardia di Finanza parla di un sodalizio guidato da un promotore, sostenuto da collaboratori, che avrebbe acquistato in Germania macchine da gioco di tipo videolottery e “amusement with price” per poi renderle apparentemente lecite attraverso l’apposizione di marchi e loghi falsi riconducibili all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, così da simularne la regolarità. Gli investigatori contestano l’utilizzo di un accorgimento pensato proprio per eludere i controlli: un sistema di spegnimento rapido che avrebbe permesso di disattivare da remoto, con un telecomando, gli apparecchi irregolari. In questo modo, durante eventuali ispezioni, sarebbero rimasti accesi solo i dispositivi regolari collegati alla rete telematica dello Stato, usati come “vetrina” per dare l’impressione di una sala in regola.
Nel corso degli accertamenti, per misurare anche la presunta redditività dell’attività, alla barriera di Ventimiglia, al confine, è stato eseguito un sequestro probatorio poi trasformato in sequestro preventivo di 28.000 euro che, secondo l’ipotesi investigativa, stavano per essere trasferiti all’estero tramite un corriere. Sul versante fiscale, inoltre, la guardia di Finanza sostiene di aver individuato una strategia per sottrarsi al pagamento delle imposte attraverso una rete di prestanomi e società intestate a terzi, con l’accumulo di debiti erariali contestati per 2.570.958,44 euro.
L’operazione ha portato, con la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Imperia e dell’Ufficio Lazio 1, al sequestro di quattro sale da gioco, una ad Arma di Taggia e tre in provincia di Roma, e di 51 apparecchi elettronici ritenuti contraffatti. Parallelamente, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Imperia ha disposto una misura cautelare reale preventiva finalizzata alla successiva confisca per un valore superiore a 2,5 milioni di euro.
L’esecuzione del provvedimento ha portato al sequestro di due appartamenti, uno a Napoli in zona Vomero e uno a Grottaferrata, oltre a un’imbarcazione di lusso custodita nel porto di Sapri e a 22 veicoli, con il supporto di altri reparti del Corpo per le attività svolte nei territori interessati. Per tutti gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
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