Cronaca 

Accoltellamento sul bus a Rivarolo, il Tribunale per i minorenni dispone il carcere per il quindicenne: «Rischio di nuovi reati»

Dopo l’aggressione di sabato sera su un autobus a Rivarolo, il giudice del Tribunale per i minorenni ha deciso la custodia in carcere per il quindicenne accusato di aver ferito un quattordicenne. Il provvedimento richiama anche un precedente tra i due; il ragazzo sostiene di aver agito per paura dopo minacce e un colpo ricevuto, mentre la difesa indica dove sarebbe stata gettata l’arma

Il giudice del Tribunale per i minorenni ha disposto la custodia in carcere per il quindicenne accusato di aver accoltellato un quattordicenne sabato sera su un autobus a Rivarolo. Alla base della decisione, secondo quanto emerge, c’è il timore che il ragazzo possa tornare a commettere reati, un rischio che il magistrato collega anche all’esistenza di un precedente episodio di tensione che avrebbe già coinvolto aggressore e vittima.

Davanti al giudice, il minore, assistito dagli avvocati Massimiliano Germinni ed Emanuele Lamberti, ha riproposto la versione già fornita agli investigatori della squadra mobile, ricostruendo l’origine del contrasto come una catena di litigi tra coetanei. Il quindicenne ha riferito che tutto sarebbe partito da una discussione con il fratello più piccolo del ragazzo ferito, avvenuta insieme a un suo amico e finita con uno schiaffo. Da lì, ha raccontato, il fratello maggiore avrebbe chiesto spiegazioni e avrebbe rivolto minacce al suo amico, annunciando che la vicenda non sarebbe finita lì e pretendendo un confronto diretto anche con lui.

Da quel momento, sempre secondo il racconto del quindicenne, la paura avrebbe preso il sopravvento: sostiene di aver temuto un’aggressione perché riteneva che l’altro ragazzo girasse armato e che, quando sabato sul bus sarebbe arrivato un colpo di calcio, lui avrebbe reagito. L’incontro sull’autobus, ha aggiunto, non sarebbe stato cercato ma casuale, maturato in pochi istanti fino al gesto che ha portato al ferimento del quattordicenne.

Nel corso dell’udienza il ragazzo ha anche parlato del coltello, dicendo di averlo acquistato a gennaio per cinque euro da un uomo in via San Luca. I difensori hanno inoltre indicato agli atti un elemento che, nelle loro intenzioni, servirebbe a ricostruire la sequenza successiva all’aggressione: una fotografia del punto in cui il quindicenne avrebbe gettato l’arma prima di rientrare a casa. Sulla vicenda proseguono gli accertamenti,


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