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Confindustria, Genova “nonostante tutto”: export in tenuta, manifattura in ripresa e servizi ancora in crescita nel secondo semestre 2025

Nel quadro internazionale segnato da energia cara, dollaro debole e incertezza, le imprese genovesi chiudono la seconda metà del 2025 con un moderato miglioramento dell’attività e un export in aumento, trainati da cantieristica e metalmeccanica e accompagnati dalla crescita di terziario avanzato, sanità privata e turismo; più incerta la logistica, mentre l’occupazione registra la variazione tendenziale più alta dal 2022 e le prospettive per il primo semestre 2026 restano prudentemente positive

Il rapporto del Centro Studi Confindustria Genova fotografa un passaggio di fase in cui il contesto esterno resta complicato e, proprio per questo, la dinamica locale assume un peso specifico maggiore. Sullo sfondo, a inizio 2026 si interrompe la discesa delle quotazioni energetiche: il petrolio torna a risalire in media a gennaio e anche il gas smette di scendere, mantenendosi su livelli superiori al periodo pre-crisi, mentre il cambio euro/dollaro rimane sfavorevole per le esportazioni, con un dollaro debole che tende a comprimere la competitività sui mercati extraeuropei. In parallelo l’inflazione resta moderata e, tra tassi e credito, emerge un quadro meno restrittivo rispetto ai picchi del 2023-2024: gli investimenti risultano la componente più vivace, mentre i consumi mostrano una crescita contenuta anche per l’aumento della propensione al risparmio, segnale che l’incertezza continua a pesare sulle scelte delle famiglie.

Dentro questo scenario, Genova chiude il secondo semestre 2025 con un saldo complessivo positivo, seppur senza strappi: aumenta l’attività generale e migliorano gli scambi con l’estero, risultato considerato tutt’altro che scontato proprio alla luce delle tensioni su dazi, guerre, filiere e cambio. Il perno resta la cantieristica navale, ma la novità del semestre è che al “motore” tradizionale si affiancano altri comparti manifatturieri, con un rimbalzo particolarmente evidente in impiantistica e metalmeccanica, anche grazie alla fase realizzativa degli investimenti collegati al PNRR nella parte finale del programma. Sul fronte dei servizi, prosegue la crescita del terziario avanzato, della sanità privata e del turismo, mentre nel perimetro trasporti-logistica-distribuzione energia si osserva una battuta d’arresto che, tuttavia, non viene descritta come tale da erodere in modo significativo i margini lordi.

Indicatori sintetici: industria e servizi a Genova (2° semestre 2025 su 2° semestre 2024)

IndicatoreVariazione %
Fatturato Italia+1,7
Fatturato estero+0,6
Ordini Italia+0,1
Ordini estero+1,7
Prezzi di vendita+1,1
Costo del lavoro+1,7
Occupati in organico+1,6

Il quadro aggregato racconta una crescita moderata, con un dettaglio che merita attenzione: gli ordini esteri accelerano più di quelli interni e, in generale, la componente internazionale regge nonostante il cambio sfavorevole. Questo non significa assenza di frizioni: le dinamiche sono disomogenee e il rapporto insiste sul fatto che il risultato dell’export, pur positivo, si colloca in un contesto non lineare, dove l’effetto delle tariffe e delle tensioni sulle catene globali non si traduce automaticamente in un calo o in un aumento, ma agisce per comparti e per tipologia di contratto.

La lettura settoriale chiarisce meglio da dove nasce il segno più. Nella manifattura, la cantieristica continua a essere il baricentro, ma nel semestre crescono anche alimentare, automazione-elettronica-information technology (pur con risultati contrastati al proprio interno) e soprattutto impiantistica-metalmeccanica, dove pesano contratti rilevanti e, in parte, la coda degli investimenti pubblici e para-pubblici. Chimica e plastica risultano più in chiaroscuro, mentre tessile-abbigliamento e carta mostrano segnali piccoli ma non negativi. Nei servizi, il terziario avanzato beneficia in particolare della componente finanziaria-assicurativa, la sanità privata aumenta fatturato e prestazioni e il turismo torna a crescere dopo la pausa del secondo semestre 2024, anche se con presenze in calo e margini sotto pressione per l’aumento del costo del lavoro.

Manifattura: ripresa dopo un 2024 difficile (2° semestre 2025 su 2° semestre 2024)

IndicatoreVariazione %
Produzione+2,4
Fatturato Italia+3,0
Fatturato estero+1,8
Giacenze prodotti-0,8
Ordini Italia=
Ordini estero+3,5
Prezzi di vendita+1,5
Costo del lavoro+2,2
Costo materie prime/semilavorati-0,2
Occupati in organico+1,5

La manifattura, nel complesso, evidenzia un rimbalzo della produzione e, soprattutto, un profilo migliore sui mercati rispetto alla prima metà del 2025. A colpire è il combinato fra ordini esteri in crescita e costi delle materie prime sostanzialmente stabili o in lieve diminuzione, mentre il costo del lavoro aumenta in coerenza con l’espansione degli organici e con gli adeguamenti contrattuali. In questo equilibrio, i margini lordi migliorano sensibilmente e rappresentano uno dei segnali più “puliti” della ripresa del semestre, perché indicano che l’aumento dell’attività non si è limitato a compensare i costi, ma ha anche consentito un recupero di redditività.

Il capitolo dedicato ai trasporti, alla logistica e all’energia descrive invece un rallentamento che non va letto come crollo, ma come normalizzazione dopo andamenti molto diversi tra sottosettori e dopo una prima parte dell’anno in cui alcuni comparti avevano avuto dinamiche più accentuate. Qui il dato chiave è la flessione del fatturato sia sul mercato interno sia su quello estero, accompagnata da un incremento dei prezzi di vendita e da un’occupazione che, paradossalmente, continua a salire: un segnale che può riflettere fabbisogni organizzativi e di presidio operativo anche in una fase meno brillante dei ricavi.

Trasporti, logistica, energia: rallentamento ma organici in crescita (2° semestre 2025 su 2° semestre 2024)

IndicatoreVariazione %
Fatturato Italia-1,1
Fatturato estero-1,2
Prezzi di vendita+1,2
Costo del lavoro+1,6
Occupati in organico+2,7

Nel dettaglio, il rapporto distingue fra autotrasporto, terminal operators e distribuzione di energia, evidenziando dinamiche diverse ma riconducibili a un medesimo filo: costi in aumento, ricavi non sempre allineati e margini che, quando si riducono, lo fanno in misura contenuta. A supporto della lettura portuale vengono richiamate le statistiche dei traffici nello scalo di Genova: nel secondo semestre le tonnellate complessive risultano sostanzialmente stabili, mentre nel segmento container si osserva una flessione sia in TEU sia in tonnellaggio, con rinfuse solide in crescita e rinfuse liquide e merci varie in lieve calo. In parallelo, sul lato passeggeri, aumentano le crociere e diminuiscono i traghetti, con un totale pressoché stabile.

Porto di Genova: quadro complessivo e container (2° semestre 2025 su 2° semestre 2024)

Indicatore2° sem. 20242° sem. 2025Var. %
Totale merci (tonnellate)23.045.26423.003.724-0,2
Container (TEU)1.213.1751.190.860-1,8

Traffico passeggeri nel porto: crociere su, traghetti giù (2° semestre)

Voce2° sem. 20242° sem. 2025Var. %
Traghetti1.658.9311.582.522-4,6
Crociere877.105974.832+11,1
Totale2.536.0362.557.354+0,8

In controtendenza rispetto alla prudenza che si vede nella logistica, l’aeroporto Cristoforo Colombo registra un’accelerazione, con movimenti e passeggeri in crescita nel secondo semestre 2025. È un dato che viene collegato alla fase di sviluppo dello scalo e all’annuncio di nuovi voli domestici resi possibili dall’investimento di un vettore nazionale, in una logica di progressivo rafforzamento dell’offerta.

Aeroporto di Genova: crescita di movimenti e passeggeri (2° semestre)

Indicatore2° sem. 20242° sem. 2025Var. %
Movimenti8.6109.293+7,9
Passeggeri721.996854.046+18,3

Spostandosi sui servizi “non tradizionali”, il terziario avanzato si conferma in crescita moderata, con un profilo che resta più domestico che internazionale. In altre parole, aumentano fatturato e ordini sul mercato interno, mentre sull’estero prevale la stabilità. La lettura qualitativa indica che dentro il terziario avanzato il contributo più forte arriva dall’area finanziaria-assicurativa (esclusi gli istituti di credito), mentre altri segmenti, come consulenza, trattamento acque e rifiuti e immobiliare, risultano più stabili nei margini.

Terziario avanzato: crescita “di territorio” (2° semestre 2025 su 2° semestre 2024)

IndicatoreVariazione %
Fatturato Italia+1,6
Fatturato estero=
Ordini Italia+0,6
Ordini estero=
Occupati in organico+1,4

La sanità privata, sempre nel perimetro dell’indagine, mantiene una dinamica espansiva più marcata rispetto ad altri servizi, con un aumento del fatturato sostenuto anche dalla crescita delle prestazioni. È importante notare la combinazione: prezzi quasi fermi, costi dei materiali in lieve aumento, costo del lavoro stabile e organici senza variazioni, a fronte di margini che migliorano. È un profilo che, in termini economici, suggerisce un miglioramento dell’efficienza o, comunque, una capacità di assorbire i costi senza scaricarli sui prezzi finali in modo significativo.

Sanità privata: fatturato e margini in aumento (2° semestre 2025 su 2° semestre 2024)

IndicatoreVariazione %
Fatturato+6,8
Prestazioni+1,8
Prezzi di vendita+0,2
Costo del lavoro=
Costo dei materiali+1,5
Occupati in organico=

Il turismo presenta invece una dinamica più complessa: le aziende tornano a crescere per il secondo semestre consecutivo, ma i margini lordi risultano in calo, perché l’aumento del costo del lavoro e degli organici corre più del ritmo dei ricavi, in un contesto di prezzi poco mossi. Inoltre, i dati di movimento turistico evidenziano un apparente paradosso: gli arrivi restano stabili e gli stranieri crescono leggermente, ma le presenze diminuiscono, soprattutto per la componente italiana, segnale di soggiorni medi più brevi. Questo punto è decisivo per capire perché, pur con un fatturato che tiene, la pressione sui costi possa tradursi in minore redditività.

Turismo: ricavi in lieve crescita, ma costi del lavoro in accelerazione (2° semestre 2025 su 2° semestre 2024)

IndicatoreVariazione %
Fatturato Italia+1,4
Fatturato estero-0,2
Prezzi di vendita+0,3
Costo del lavoro+3,1
Occupati in organico+3,0

Movimento turistico Città Metropolitana di Genova: arrivi stabili, presenze in calo (luglio–dicembre)

Voce20242025Var. %
Arrivi italiani484.253480.278-0,8
Arrivi stranieri542.903549.528+1,2
Totale arrivi1.027.1561.029.806+0,3
Presenze italiane1.305.1441.223.465-6,3
Presenze straniere1.386.3051.353.827-2,3
Totale presenze2.691.4492.577.292-4,2

Guardando avanti, le aspettative per il primo semestre 2026 restano moderatamente positive, con una crescita prevista del fatturato e dell’occupazione e con esportazioni ancora in lieve aumento, mentre gli ordini appaiono sostanzialmente fermi o appena negativi. È una previsione che si lega al ruolo persistente di cantieristica e metalmeccanica e, più in generale, alla tenuta degli investimenti come componente della domanda in grado di sostenere l’economia anche quando consumi ed export faticano a imprimere accelerazioni.

Prospettive Genova: 1° semestre 2026 (variazioni congiunturali attese)

IndicatoreVariazione % attesa
Fatturato+1,2
Ordini-0,1
Esportazioni+0,5
Occupati in organico+0,6

A completare il quadro, il rapporto riporta anche le stime macroeconomiche del Centro Studi Confindustria per l’Italia, utili come sfondo: crescita del PIL debole ma positiva, consumi in lieve miglioramento, investimenti ancora robusti rispetto alle altre componenti e commercio estero quasi fermo. È un contesto che rende plausibile una traiettoria genovese “di resilienza”, dove la capacità di diversi settori di mantenere il segno più, pur con differenze marcate, appare coerente con un Paese che cresce poco ma non si ferma, e in cui la leva degli investimenti resta la più affidabile.

Italia: previsioni CSC (livelli annui)

Voce202420252026
PIL0,70,50,7
Consumi famiglie0,60,50,7
Investimenti fissi lordi0,53,01,9
Esportazioni beni e servizi0,00,20,1
Importazioni beni e servizi-0,42,11,7
Occupazione (persone)1,51,00,6
Prezzi al consumo1,01,81,8
Indebitamento PA (% PIL)3,43,12,6

In sintesi, la fotografia non è quella di un boom, ma di un equilibrio che regge: Genova cresce senza euforia, ma con una base più ampia di settori in miglioramento rispetto ai mesi precedenti, e con un’occupazione che torna ad allinearsi alla dinamica dell’attività. Il messaggio che emerge con maggiore chiarezza è che il 2025 non chiude con una sola locomotiva, ma con un convoglio più articolato: cantieristica e impiantistica-metalmeccanica spingono la manifattura, il terziario avanzato e la sanità privata sostengono i servizi, il turismo tiene i ricavi pur pagando l’aumento del costo del lavoro e la logistica rallenta senza perdere completamente la rotta. È una resilienza fatta di numeri piccoli, ma distribuiti su più pilastri, ed è proprio questa diffusione dei segnali positivi a rendere il risultato meno fragile di quanto potrebbe apparire in un quadro internazionale ancora instabile.


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