Droga dall’estero con nomi falsi e consegne “su misura” via posta, cinque arresti della Gdf e condanne definitive

Indagine della guardia di Finanza tra spedizioni aeree e pacchi intercettati: sequestrati oltre 30 chili di marijuana, hashish e materiale per il confezionamento. Nel sistema coinvolto anche un dipendente postale

Un traffico organizzato, alimentato da spedizioni provenienti dall’estero e costruito su un meccanismo che puntava a rendere “invisibili” mittenti e destinatari reali. È questo lo scenario ricostruito da un’attività della guardia di Finanza che, nel settore del contrasto al traffico e allo spaccio di stupefacenti, ha portato all’arresto di cinque soggetti e, nelle fasi successive, a condanne definitive.

L’operazione è stata condotta dai militari del Comando Provinciale della guardia di Finanza di Savona, che hanno sviluppato l’indagine a partire da una mirata analisi di rischio. Il lavoro, spiegano gli investigatori, si è concentrato sul monitoraggio dei flussi di spedizioni in arrivo dall’estero, con particolare attenzione ai pacchi provenienti da Paesi ritenuti particolarmente interessati dalle rotte del narcotraffico, come Thailandia e Spagna, e diretti a persone dimoranti sul territorio savonese.

Nel corso dell’ultimo anno, i finanzieri del Gruppo di Savona, sotto la direzione della Procura della Repubblica locale, hanno individuato molteplici colli in arrivo per via aerea che, dopo i controlli, sono risultati contenere quantitativi significativi di droga. Secondo quanto ricostruito, l’organizzazione avrebbe utilizzato con sistematicità nominativi di falsi mittenti per l’invio dei pacchi e avrebbe potuto contare, sul territorio regionale, anche sulla complicità di un dipendente postale: sarebbe stato lui, secondo l’impianto investigativo, a occuparsi della consegna “a mano” dei colli agli effettivi destinatari, diversi rispetto ai nominativi fittizi indicati sulle spedizioni.
Il cuore dell’attività operativa è stato costituito dall’ispezione dei pacchi in transito e dalle perquisizioni nelle abitazioni dei soggetti ritenuti responsabili. Per i controlli, i militari si sono avvalsi anche delle unità cinofile antidroga del Reparto. Nel complesso sono stati sequestrati oltre 30 chilogrammi di marijuana e circa mezzo chilogrammo di hashish, insieme a otto bilancini di precisione, materiale per la conservazione e il confezionamento — compresa una macchina per il sottovuoto — e telefoni cellulari in uso agli indagati.
Secondo la stima fornita dagli inquirenti, lo stupefacente avrebbe potuto generare un illecito guadagno nell’ordine di circa 400 mila euro, una cifra che dà l’idea della portata economica del traffico contestato e dell’interesse a strutturare un sistema capace di bypassare i controlli ordinari, sfruttando la logistica delle spedizioni e la filiera delle consegne.
Sul piano giudiziario, il Tribunale di Savona ha recentemente condannato i cinque soggetti coinvolti nel sodalizio criminale, comminando pene fino a due anni e mezzo di reclusione, con sentenza passata in giudicato. Un epilogo che chiude l’iter processuale e cristallizza le responsabilità accertate in via definitiva.
Il dipendente delle Poste è stato licenziato dall’azienda in seguito alla sentenza. Poste ha collaborato con la Gdf e con la magistratura durante l’inchiesta.
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