Cronaca 

Via Tolemaide, trovato morto in casa dopo giorni di silenzio: l’allarme dei vicini per il telefono che squillava a vuoto

In via Tolemaide l’allarme è scattato dopo ore di chiamate senza risposta. Dentro casa un 74enne è stato trovato senza vita: un malore o una caduta all’origine della morte, ritenuta naturale

Il telefono squillava. Squillava da dentro, l’appartamento, ostinato, come un metronomo di ansia che attraversava il pianerottolo e arrivava alle orecchie di chi, da giorni, non riusciva più a mettersi in contatto con lui. Tre giorni senza risposte, tre giorni in cui le domande hanno preso il posto delle certezze, finché la preoccupazione è diventata troppo grande per restare chiusa dietro una porta. Poco dopo le 19, in via Tolemaide, la chiamata al 112 è stata quasi inevitabile: parenti e vicini non avevano notizie di un uomo di 74 anni e quel suono insistente, udibile anche dall’esterno, sembrava dire una cosa sola: qualcosa non va.

Quando sono arrivati i soccorsi, l’aria era già pesante di attesa. L’ambulanza della Croce Bianca Genovese è stata inviata per precauzione, in codice giallo insieme ai vigili del fuoco, chiamati a fare ciò che in questi casi è sempre un confine emotivo: forzare un ingresso, trasformare un sospetto in una realtà. La porta si è aperta e, in un istante, ogni speranza residua ha cambiato forma.

L’uomo è stato trovato ormai deceduto. Aveva un’ampia ferita al capo, compatibile con una caduta: l’ipotesi più probabile è che sia stato colto da un malore o abbia inciampato, finendo a terra e non riuscendo più a rialzarsi o a chiedere aiuto. In casa, tra gli oggetti di tutti i giorni, è emerso anche un dettaglio che stringe lo stomaco per la sua normalità: appunti su un calendario, segno che era certamente vivo fino a una certa data. Poi, tra quel giorno e la giornata di ieri, il tempo si è interrotto. Anche le condizioni del corpo, secondo quanto ricostruito sul posto, indicano che il decesso non fosse avvenuto da poche ore.

Sono giunte l’automedica Golf 3 per la constatazione e la polizia di Stato. A seguire, il magistrato di turno, la polizia scientifica per i rilievi e il personale della Mortuaria. È stato ritenuto che si trattasse di morte naturale: nessun segno che facesse pensare ad altro, nessun elemento che aprisse scenari diversi da quelli, già durissimi, della solitudine e dell’imprevisto. La salma è stata quindi messa a disposizione dell’autorità sanitaria.

Resta, però, la scena che non si cancella: quel telefono che suona nel vuoto, le chiamate senza risposta, il pianerottolo dove l’inquietudine cresce a ogni ora, e la porta che, quando finalmente si apre, non restituisce più una voce. In certi soccorsi la cronaca è fatta di pochi minuti, ma l’emozione arriva da giorni di silenzio: quelli che separano un “non risponde” da un “non risponderà più”.


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