Diritti, nasce l’ufficio LGBTQIA+ del Comune: incarico a Ilaria Gibelli e premio nazionale per Silvia Salis a Roma. Critiche dell’opposizione

Concluso il bando per l’esperto sulle politiche dei diritti: l’avvocata guiderà il nuovo ufficio LGBTQIA+ del Comune, con compiti che vanno dal regolamento per l’identità alias alle azioni contro le discriminazioni e i crimini d’odio. Sullo sfondo, le critiche di Vince Genova e di Fratelli d’Italia, che contestano costo e opportunità dell’incarico

Genova mette a terra un progetto annunciato in campagna elettorale e apre un fronte politico che promette discussione lunga: l’ufficio comunale per i diritti LGBTQIA+ può finalmente partire, perché si è concluso il bando per la selezione dell’esperto incaricato di studiare e rafforzare le politiche locali sui diritti. Il ruolo viene affidato all’avvocata genovese Ilaria Gibelli, classe 1977, figura conosciuta per attività sul territorio e anche in ambito nazionale. La scelta, spiegano da Palazzo Tursi, non è una nomina “di facciata”, perché l’ufficio nasce con un mandato operativo ampio: produrre analisi e relazioni per rendere i servizi pubblici più inclusivi, costruire strumenti amministrativi che evitino discriminazioni e ideare iniziative di sensibilizzazione insieme alle associazioni.

Il compito che più di altri segna una discontinuità concreta è l’elaborazione di un regolamento per il riconoscimento dell’identità alias, pensato per consentire l’accesso a tutti i servizi senza ostacoli legati all’identità di genere. Accanto a questo, l’ufficio dovrà fornire supporto tecnico e legale alle politiche locali finalizzate a eliminare discriminazioni basate su orientamento sessuale, identità ed espressione di genere, e dovrà progettare attività di sensibilizzazione diffuse sul territorio cittadino, lavorando in sinergia con le realtà che già operano sul tema. Nel perimetro rientra anche un filone delicato: attività di ascolto e supporto per il contrasto ai crimini d’odio, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la rete e rendere più chiari i percorsi di tutela per chi subisce violenza o discriminazione.
Un altro tassello viene presentato come strategico: la riattivazione e la piena funzionalità della rete R.E.A.D.Y., la rete nazionale di regioni ed enti locali impegnati a prevenire e superare l’omobitransfobia. Qui la scelta del Comune è quella di collocare la nuova struttura non come iniziativa isolata, ma come ingranaggio dentro un sistema più ampio, fatto di protocolli, strumenti e confronto tra amministrazioni.
Il lancio dell’ufficio si intreccia con un riconoscimento nazionale che, oggi, porta Genova a Roma. Stasera, al Teatro Brancaccio, la sindaca Silvia Salis viene premiata con il “Rainbow Awards 2026 – Premio internazionale Roma per i diritti LGBTQIA+” come personaggio politico dell’anno; a ritirare il riconoscimento, per delega, sarà l’assessora comunale alle Pari opportunità Rita Bruzzone. La sindaca interpreta il premio come un segnale che le istituzioni dovrebbero cogliere, sostenendo che i diritti devono tradursi in atti concreti e ricordando come uno dei primi provvedimenti della sua amministrazione sia stato il riconoscimento dei figli nati da coppie omogenitoriali, applicando la pronuncia della Corte costituzionale sulla doppia maternità. Nella sua lettura non si sarebbe trattato di un favore, ma dell’applicazione di una sentenza e del riconoscimento di pari dignità e pari diritti a famiglie e bambini esclusi.
Silvia Salis collega esplicitamente quell’impostazione alla decisione di rendere strutturale l’impegno del Comune attraverso la consulenza per le politiche LGBTQIA+, definendola un’azione amministrativa che rafforza la tutela contro le discriminazioni e la parità di trattamento. E aggiunge che il premio, oltre al valore simbolico, è uno stimolo a continuare a lavorare perché l’uguaglianza diventi pratica quotidiana nella vita delle città, nei servizi, nella scuola e nella comunità civile.
Dal palco romano, il riconoscimento verrà ritirato da Rita Bruzzone, che lega l’evento a un traguardo amministrativo: la nascita dell’ufficio e l’avvio del lavoro affidato a Ilaria Gibelli, che viene descritta come una figura di riferimento grazie a esperienza nella difesa dei diritti e nell’associazionismo. Nella sua impostazione, il premio è anche l’occasione per sottolineare un lavoro di squadra dell’amministrazione su un terreno dove, dice, non sono disposti a fare passi indietro.
I Rainbow Awards, giunti alla quarta edizione e nati su iniziativa di Gaycs Lgbt Aps, motivano il premio alla sindaca con un testo che insiste su alcuni elementi: la scelta di investire in modo strutturale, l’istituzione di un incarico dedicato come segnale non solo simbolico ma amministrativo, la volontà di portare al centro della politica cittadina l’inclusione e la tutela delle differenze, e la denuncia pubblica delle ingiurie sessiste subite sui social, interpretata come un atto di rottura rispetto al silenzio imposto spesso alle donne in politica.
La scelta dell’incarico, però, non passa senza polemiche. La lista civica Vince Genova parla di un bando triennale da 156 mila euro e sostiene che il nome fosse nell’aria da tempo, ricordando che in Consiglio comunale, il 18 novembre, la consigliera Anna Orlando aveva consegnato a Rita Bruzzone una busta chiusa con la previsione di chi avrebbe ottenuto l’incarico. Vince Genova afferma di non contestare la legittimità formale del bando, ma di denunciare una contraddizione politica: secondo loro, chi oggi governa avrebbe criticato per anni l’uso di consulenze esterne e ora ricorrerebbe a una consulenza onerosa, replicando dinamiche che in passato aveva attaccato.
Sulla stessa linea di attacco, la capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale Alessandra Bianchi sostiene che la scelta del consulente fosse preannunciata e la interpreta come l’ennesima incoerenza di un’amministrazione che, a loro dire, fa l’opposto di ciò che promette, aggiungendo una critica sul costo complessivo dell’operazione e richiamando il tema delle risorse pubbliche in una fase in cui il Comune lamenta difficoltà di bilancio.
In sostanza, la notizia ha due facce: da un lato la costruzione di un ufficio che punta a trasformare i diritti in procedure, strumenti e servizi, dall’altro un conflitto politico sul metodo e sui costi, con l’opposizione che prova a farne un caso di coerenza e di spesa. E il punto vero, nei prossimi mesi, sarà tutto nella concretezza: quanto l’ufficio riuscirà a incidere nella vita quotidiana delle persone, nei servizi, nelle scuole e nei percorsi di tutela, perché è lì che un progetto del genere smette di essere un titolo e diventa, davvero, cittadinanza.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.