diritti e sociale 

“La Città”, nel secondo numero casa, lavoro, femminismi e la Genova che parla al mondo

È uscito il secondo numero de “La Città”, rivista quadrimestrale che rivendica uno sguardo politico e non neutrale sul presente. Diretta da Giuliano Galletta e con direzione editoriale di Luca Borzani, mette insieme analisi, racconti e pratiche di cittadinanza, con un indice che attraversa emergenza abitativa, conflitti urbani, immigrazione, scuola, trap e arriva alle distopie della destra trumpiana

È uscito il secondo numero de “La Città” e, già dall’impostazione, si capisce che non vuole essere “un’altra rivista” da sfogliare distrattamente. La dichiarazione di intenti è esplicita: uno spazio di riflessione e dibattito sulla complessità del tempo presente, con un approccio apertamente politico e non neutrale, capace di leggere Genova non come un’isola ma come un punto dentro le dinamiche globali della modernità. A firmare la direzione responsabile è Giuliano Galletta, mentre la direzione editoriale è affidata a Luca Borzani, con una redazione composta da Massimo Costantini, Andrea Chiappori, Eugenio Damasio, Amedeo Gagliardi, Agostino Petrillo, Eloisa Spinazzola, Luisa Stagi e Maria Elena Tramelli, e con art direction e impaginazione curate da Chiara Frisone. La rivista è edita da Magdalena Edizioni S.r.l. e propone tre numeri all’anno, ciascuno monografico, con l’obiettivo di intrecciare analisi, buone pratiche di cittadinanza, proposte per il dibattito pubblico e narrazioni capaci di tenere insieme il “qui” e l’orizzonte più largo.

Il secondo numero (il primo della nuova serie è uscito a settembre) entra nel merito senza girarci attorno, e l’indice lo racconta meglio di qualunque slogan. Si parte a con l’editoriale “Di chi sono le città? Emergenza abitativa e privatizzazione dello spazio pubblico” di Luca Borzani, che mette subito in primo piano la questione dello spazio urbano come terreno di conflitto e di scelta politica; si prosegue a pagina 6 con “L’abitare come dispositivo di diseguaglianza” di Enrico Fravega, che sposta lo sguardo sull’abitare come meccanismo che produce o amplifica differenze; a pagina 8 “La foodification e la fine dei luoghi” di Luisa Stagi apre un fronte decisivo, quello del cibo come trasformazione di quartieri e relazioni; a pagina 12 “Le politiche urbane e il ‘terzo attore’” di Federica Alcozer entra nel campo delle decisioni e delle forze che le orientano; a pagina 16 “La spazializzazione del conflitto urbano. Le ribellioni delle periferie metropolitane” di Agostino Petrillo riporta il conflitto nello spazio, nelle mappe e nelle fratture delle città contemporanee.

Da pagina 22 il filo si sposta sul lavoro e sulle forme del conflitto con “Il sindacato dopo la fabbrica. Memoria e futuro del conflitto del lavoro” di Andrea Ranieri, mentre a pagina 28 “Contro l’ordine patriarcale. Conflitti e femminismi” di Isabel Fanlo Cortez porta dentro il numero il tema della violenza strutturale e delle risposte collettive. A pagina 32 “Necessari ma indesiderati. Quarant’anni di conflitti sull’immigrazione” di Andrea Tomaso Torre affronta uno dei nodi più tesi del dibattito pubblico; a pagina 36 “Vittime e carnefici. La partita a croquet di Alice” di Amedeo Gagliardi sceglie una traiettoria più laterale e narrativa; a pagina 40 “Il gioco degli specchi. Paure e propaganda” di Costantino Gilardi lavora sul lessico della paura e sulle sue costruzioni; a pagina 44 arriva “The only ideas that will shape the future. Viaggio nelle distopie della destra trumpiana” di Eugenio Damasio, che spinge il discorso fuori dai confini locali per leggere le derive politiche contemporanee come immaginari e come progetto.

Il blocco finale amplia ancora lo spettro e lo fa con storie, territori e linguaggi diversi: a pagina 48 “L’esperienza di Don Gallo” di Megu Chionetti riporta al centro una memoria capace di parlare al presente; a pagina 50 “Farsi carico del conflitto” di Danilo De Luise e Mara Morelli insiste sul nodo della responsabilità collettiva; a pagina 52 “Nostro figlio ha bisogno di noi. Una storia dal carcere” di Doriano Saracino entra in uno dei luoghi dove lo Stato si misura con fragilità e marginalità; a pagina 54 “Con i piedi per terra. Storia di un comitato” di Irene Rolfini racconta la cittadinanza organizzata; a pagina 56 “Conflitto e liberazione: il Liguria Pride, l’intersezionalità e la scelta necessaria della Palestina” di Matteo Fioravanti intreccia diritti e geopolitica; a pagina 58 “Trap e rabbie urbane” di Rodolfo Cervetto attraversa culture e linguaggi delle nuove generazioni; a pagina 60 “Le scuole di italiano” di Fernanda Canepa e Tina Russo riporta il tema dell’inclusione sul terreno più concreto; a pagina 64 “La ‘seconda rivoluzione americana’” di Luca Celada chiude il numero tornando sulle grandi trasformazioni globali.

Il prezzo del singolo numero è indicato a 12 euro e la periodicità è quadrimestrale, con un progetto editoriale che prova a tenere insieme lavoro sul territorio e sguardo lungo, conflitto e proposta, pratiche e idee. La rivista segnala anche che la graphic novel è di Cecilia Repetto e racconta l’esperienza di “fare pace” con il mare, un elemento che aggiunge un registro narrativo ulteriore dentro un impianto dichiaratamente politico.

Per abbonarsi, la strada più rapida è questa: https://magdalena-edizioni-srl.sumupstore.com/product/abbonamento-a-la-citta, da cui si può anche ordinare l’ultimo numero o i numeri arretrati. L’abbonamento costa 30 euro e comprende la spedizione dei primi tre numeri cartacei, incluso quello uscito a settembre, e prevede anche l’invio di eventuali supplementi della redazione in formato pdf. Il pagamento può avvenire online con carta di credito o di debito, mentre per pagare via bonifico viene indicato il contatto mail: mailto:lacittarivista@gmail.com.

“La Città” si trova anche in queste librerie: Amico ritrovato, Book Morning, Librificio del Borgo, Libro più, Sulla Strada, Ultima spiaggia di Camogli.


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