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Referendum sulla giustizia, volantinaggio davanti al Palazzo di Giustizia: il comitato per il “No” scende in strada

Questa mattina davanti al Palazzo di Giustizia si è svolto un volantinaggio per il no al referendum costituzionale sulla giustizia, promosso dal comitato genovese “Società civile per il no”, che riunisce variegate realtà, numerose associazioni e reti: l’obiettivo dichiarato è informare la cittadinanza e invitare al voto contrario

Questa mattina il confronto sul referendum è uscito dalle sedi e dai social ed è finito sul marciapiede, davanti al Palazzo di Giustizia, con un volantinaggio promosso dal comitato genovese “Società civile per il no al Referendum costituzionale”. L’iniziativa, inserita in una serie di azioni di sensibilizzazione già annunciate, ha avuto lo scopo di spiegare i contenuti del referendum e invitare cittadine e cittadini a votare no, sostenendo che il voto contrario sia necessario per tutelare giustizia, Costituzione e democrazia.

Il comitato si presenta come una rete ampia, che al momento raccoglie adesioni da sigle e associazioni diverse: tra queste CGIL Genova, Anpi, Arci, Udu (unione deli Universitari), il tavolo no autonomia differenziata, il Comitato per lo Stato di diritto, Auser, Libera, la Rete studenti medi, Udi, Giuristi democratici, Legambiente Liguria, Acli Liguria, l’Associazione Libertà e Giustizia e il Coordinamento Democrazia Costituzionale. La scelta di mettersi davanti al Palazzo di Giustizia non è casuale: è il luogo simbolico dove, secondo i promotori, si misura ogni giorno la distanza tra i principi e il funzionamento reale del sistema.

Il messaggio distribuito nel volantinaggio punta su due argomenti principali. Il primo è di merito e riguarda l’efficacia della riforma: per il comitato, l’intervento voluto dal Governo non ridurrebbe i tempi dei processi e non risolverebbe i problemi della giustizia, perché le criticità deriverebbero soprattutto da carenza di personale e risorse per far funzionare gli uffici. Il secondo è politico-istituzionale e riguarda gli equilibri tra poteri: l’allarme lanciato è che il referendum metterebbe a rischio principi costituzionali, compromettendo l’indipendenza tra i poteri e indebolendo la magistratura, con il timore di una maggiore esposizione alla politica.

Dentro questa lettura, la campagna per il no viene collegata anche a un contesto più ampio, che il comitato descrive come un insieme di scelte capaci di cambiare l’assetto del Paese, dal presidenzialismo fino all’autonomia differenziata, con il rischio, sostengono, di creare territori di serie A e serie B su temi quotidiani come salute e scuola. È su questo sfondo che il volantinaggio di questa mattina viene raccontato come un primo passaggio, utile a rendere più consapevole l’elettorato e ad allargare la discussione fuori dai circuiti già “convinti”, portandola tra chi magari non ha ancora deciso o non ha ancora avuto modo di approfondire.


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