Bilancio Amt, ore decisive: dopo lo shock dei debiti e la mossa della Procura, oggi la verità dei conti finisce sul tavolo

La sindaca Silvia Salis rivendica il lavoro di salvataggio avviato dal Comune e chiede che chi ha minimizzato prenda atto dei numeri. Il presidente della Regione Marco Bucci dice che l’ente valuterà il documento e le possibili soluzioni, anche sul fronte della partecipazione societaria

Oggi per l’Azienda Municipalizzata Trasporti è una giornata che pesa come un bivio, perché il bilancio 2024 sta per essere reso pubblico e, al di là delle dichiarazioni, sarà quel documento a fissare la dimensione reale del problema e a orientare le prossime mosse. L’attesa è alta soprattutto perché l’azienda arriva a questo passaggio dopo settimane in cui la situazione è uscita dai tecnicismi e ha investito la città in pieno, con la richiesta di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica e la quantificazione di debiti che, secondo le valutazioni circolate, si avvicinerebbero ai 200 milioni di euro. Anche se i numeri ufficiali potrebbero ridisegnare la cifra, il cuore della questione resta lo stesso: l’esposizione è enorme e la tenuta della società dipende dalla capacità di costruire un percorso credibile di risanamento.
Dentro questo scenario, l’amministrazione comunale ha provato a guadagnare tempo e margini d’azione avviando una procedura di negoziazione con l’obiettivo di scongiurare, almeno nell’immediato, l’esito più traumatico. L’idea è spostare la partita dal “si chiude o non si chiude” alla ricostruzione di un piano che consenta di rimettere in carreggiata i conti, definire gli impegni e chiarire come sostenere il trasporto pubblico senza far saltare il sistema. È una corsa che non riguarda soltanto un’azienda, perché ogni scossone si traduce in effetti diretti sul servizio, sul lavoro e, di conseguenza, sulla vita quotidiana di chi si muove in città.

A margine del convegno “Mnesys: il viaggio nel cervello” a Palazzo Ducale, la sindaca Silvia Salis ha fatto capire che considera il bilancio in uscita una sorta di prova definitiva. Ha sostenuto che il lavoro impostato in questi mesi per evitare il collasso dell’azienda è stato molto pesante e che la pubblicazione dei conti avrebbe dato risposte a chi, in queste settimane, aveva ridimensionato l’emergenza o aveva chiesto di “vedere le carte” mettendo in discussione l’allarme lanciato dal Comune. Nello stesso ragionamento, Silvia Salis ha fatto intendere di aspettarsi una presa d’atto pubblica e, sul piano politico, una forma di rettifica da parte di chi avrebbe contestato la portata del problema mentre l’amministrazione lavorava al salvataggio.
La replica dal fronte regionale è arrivata a stretto giro con Marco Bucci, che ha impostato la questione su un piano tecnico e di prospettiva, spiegando che la Regione esaminerà il bilancio non appena sarà disponibile e valuterà le proposte conseguenti. Marco Bucci ha richiamato la disponibilità a ragionare sia sui contributi annuali sia su un eventuale intervento nel capitale sociale, aprendo anche alla possibilità di soluzioni che includano un partenariato sul piano azionario, mentre sulla richiesta di “scuse” evocata dalla sindaca ha tagliato corto, rimandando ogni giudizio alla lettura dei numeri e sostenendo di non poter commentare ciò che ancora non aveva davanti.
In questo clima di attesa non ci sono soltanto istituzioni e opposizioni: anche i sindacati stanno aspettando le cifre che verranno rese note oggi. Lunedì scorso, le sigle Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal hanno incontrato i rappresentanti del Comune, tra cui il vicesindaco Alessandro Terrile e l’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti. Per Amt, a quell’incontro, erano presenti esclusivamente il direttore del personale Antonio Serra e il responsabile delle relazioni industriali Alessandro Cosma, un dettaglio che racconta anche quanto il confronto si stia svolgendo in una fase ancora delicatissima e in evoluzione.
In apertura, Alessandro Terrile aveva comunicato ai sindacati che le misure di protezione, confermate dal Tribunale il 24 dicembre 2025, hanno impedito che la richiesta di liquidazione giudiziale presentata dalla Procura venisse accolta. Nello stesso passaggio ha riferito che sono in corso attività per produrre gli elementi utili a chiedere un prolungamento delle misure per ulteriori 120 giorni, segno che l’amministrazione ritiene necessario un orizzonte di tutela più lungo per mettere in sicurezza il percorso e arrivare a una soluzione strutturata.
Durante la riunione era stato anticipato che oggi il consiglio di amministrazione presenterà il piano di risanamento con alcuni aggiornamenti e procederà contestualmente all’approvazione del bilancio 2024, con una previsione di risultato negativo stimata in circa 56 milioni di euro. Dopo questo passaggio è prevista la convocazione dell’assemblea dei soci nel mese di febbraio, che sarà il momento in cui le scelte dovranno diventare impegni finanziari e indirizzi definitivi.
Il quadro prospettato ai sindacati è pesante anche per un altro motivo: la perdita prevista, è stato spiegato, eroderebbe completamente il capitale sociale, che passerebbe da circa 30 milioni a un valore negativo vicino a meno 38 milioni. Per far fronte a questa situazione il Comune dovrebbe individuare circa 38 milioni come accantonamento, un passaggio tecnico che però ha un peso politico immediato, perché significa trovare risorse e coperture in un bilancio pubblico già sotto pressione.
Guardando oltre il 2024, sempre nel confronto del 26 gennaio, è stata indicata una stima considerata necessaria per riequilibrare i conti: un incremento del contratto di servizio dovuto alla sotto compensazione, nell’ordine di circa 35 milioni di euro all’anno. Su questo fronte sarebbe in corso un’interlocuzione con Città Metropolitana e Regione Liguria, perché una cifra del genere, per dimensione, non può essere affrontata senza una regia istituzionale che tenga insieme livelli diversi e, soprattutto, senza una scelta chiara su chi debba sostenere il costo del servizio essenziale.
Sul capitolo assunzioni, la linea comunicata ai sindacati è stata di fatto una pausa forzata: il Comune avrebbe manifestato l’impossibilità di procedere finché non si potrà riscontrare una tendenziale stabilizzazione del conto economico. E sul fronte dell’efficientamento è tornata anche l’ipotesi dell’esodo incentivato, con una verifica in corso sulla compatibilità tra questa misura e la necessità, eventuale, di nuove assunzioni, perché ridurre organici senza un piano coerente rischia di scaricare immediatamente le conseguenze sul servizio e sulle condizioni di lavoro.
È proprio su questo punto che le organizzazioni sindacali hanno alzato l’attenzione: hanno ribadito l’importanza di mantenere un dialogo stretto con l’amministrazione e un confronto costante con l’azienda, ma hanno anche evidenziato che l’assenza di una rimodulazione adeguata del servizio, oltre a peggiorare la qualità offerta ai cittadini e a gravare sulle condizioni del personale, potrebbe diventare un tema di sicurezza per lavoratrici e lavoratori che continuano a garantire un servizio essenziale. L’amministrazione, su questo fronte, si è riservata di definire compiutamente la questione nelle prossime settimane, segnalando che non si tratta di un dettaglio ma di una variabile che può incidere sull’intero sistema.
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