Amt, bilancio 2024 da -55.982.911 euro e patrimonio sotto zero di 37.550.706 euro. Debiti per 280 milioni

Nella stessa seduta il cda di Amt ha aggiornato il Piano di risanamento 2025-2031, che ora passerà al confronto con soci, istituzioni e sindacati e sarà sottoposto all’assemblea entro il 15 marzo 2026. La sindaca Silvia Salis parla della «più grande perdita nella storia dell’azienda» e chiede una collaborazione istituzionale più ampia, a partire dalla Regione. Intanto aumentano a 4 gli avvisi a comparire della Procura

Il dato è quello che fa rumore anche senza commenti: il progetto di bilancio 2024 di Azienda Municipalizzata Trasporti approvato oggi dal Consiglio di amministrazione registra una perdita d’esercizio pari a 55.982.911 euro e un deficit patrimoniale di 37.550.706 euro. Numeri che fotografano una crisi già nota e discussa, ma che da oggi diventano ufficiali e dunque inevitabilmente più pesanti, perché costringono soci e istituzioni a misurarsi con una realtà contabile netta, senza più margini di interpretazione.

Subito dopo l’approvazione, la sindaca Silvia Salis ha commentato sostenendo che il Consiglio di amministrazione ha approvato nel pomeriggio il bilancio 2024 con una perdita di 55,9 milioni, definendola la più grande nella storia dell’azienda e parlando di un dato preoccupante che, nella sua lettura, contraddice la narrazione di chi avrebbe descritto Amt come un “gioiellino” lasciato in eredità, senza però aver approvato un bilancio che certificasse davvero quella versione. La sindaca ha aggiunto che, alla fine del 2024, i debiti complessivi di Amt ammonterebbero a 280 milioni, con oltre 73 milioni verso le banche e più di 85 verso i fornitori, indicando che solo queste due voci sarebbero peggiorate in un anno di quasi 63 milioni. Nel suo ragionamento il punto non è solo il debito: Silvia Salis ha parlato anche di una perdita di 67,5 milioni di capitale nel 2024, con un patrimonio che chiuderebbe l’anno in negativo di 37,5 milioni. Da qui l’affondo politico e l’appello alle altre istituzioni: secondo la sindaca ora tocca al Comune uno sforzo economico enorme per tentare ogni strada ed evitare il fallimento, ma la città da sola non avrebbe risorse sufficienti, e per questo servirebbe una collaborazione piena delle altre istituzioni pubbliche, a partire dalla Regione, che, sostiene, avrebbe già i conti in bozza da una settimana. Nel mirino anche le critiche ricevute nei mesi scorsi: la sindaca ha chiesto serietà a chi avrebbe detto che parlare dei numeri avrebbe “terrorizzato” le banche o fatto scappare i fornitori, ribadendo che dire la verità non può diventare una colpa quando in gioco c’è un servizio pubblico essenziale. In chiusura, Silvia Salis ha ringraziato il nuovo Consiglio di amministrazione, i consulenti, il vicesindaco Alessandro Terrile e l’assessore Emilio Robotti, oltre a lavoratori e utenti, aggiungendo anche delle scuse per i disagi di questi mesi e promettendo l’obiettivo di riportare Amt al livello di servizio che merita.
Nel comunicare l’approvazione del progetto di bilancio, l’azienda ha ricostruito l’iter che ha portato a questo passaggio, sottolineando i tempi allungati e le ragioni che li avrebbero determinati. Il precedente Consiglio di amministrazione, viene ricordato, il 14 marzo 2025 aveva deliberato di avvalersi del termine più lungo, quello dei 180 giorni, per l’approvazione del bilancio d’esercizio, ma poi, fino alla fine del proprio mandato, non aveva comunque proceduto all’approvazione del documento relativo al 2024. Il cambio di governance è arrivato il 28 agosto 2025, quando l’assemblea dei soci ha nominato il nuovo Consiglio di amministrazione oggi in carica. Pochi giorni dopo, l’8 settembre 2025, lo stesso Consiglio ha incaricato Price Waterhouse Coopers di svolgere una “due diligence” sulla situazione economica e patrimoniale, attività dalla quale è emersa, nella ricostruzione dell’azienda, una condizione di patrimonio netto fortemente negativo.
È in questo contesto che, il 14 ottobre 2025, il presidente del Consiglio di amministrazione ha presentato l’istanza di composizione negoziata della crisi, dichiarando anche la sospensione degli obblighi e delle cause di scioglimento previste dagli articoli 2447 e 2484 del Codice civile e chiedendo l’applicazione di misure protettive con efficacia generale. L’azienda motiva così l’ulteriore slittamento dei tempi, richiamando la presenza di fattori di significativa incertezza che avrebbero inciso sulla continuità aziendale e quindi sull’impostazione e sulla chiusura del bilancio.
Nella stessa seduta odierna, però, non si è parlato soltanto di consuntivo e passivo. Il consiglio di amministrazione ha approvato anche la versione aggiornata del Piano di risanamento 2025-2031, impostato come la base su cui costruire una stabilizzazione di lungo periodo. La traiettoria indicata passa, in primo luogo, da un rafforzamento patrimoniale e finanziario attraverso un aumento di capitale e o finanziamenti da parte dei soci, con una modulazione degli interventi che dovrebbe essere definita in dettaglio anche in funzione delle dilazioni di pagamento che verranno concordate all’esito della composizione negoziata. Accanto a questo asse, il piano punta a una revisione dei contratti di servizio, a interventi di natura industriale finalizzati a una maggiore efficienza e a una strategia tariffaria che l’azienda dichiara già rimodulata, in un quadro che sarà ora approfondito con i soci, con le istituzioni e con le organizzazioni sindacali.
Il passaggio procedurale successivo è già fissato: progetto di bilancio e piano di risanamento dovranno essere sottoposti all’esame dell’assemblea dei soci entro il 15 marzo 2026. È una scadenza che pesa perché non riguarda soltanto un atto formale, ma la necessità di trasformare linee e intenzioni in impegni concreti, soprattutto sul fronte delle risorse, in un momento in cui la tenuta del trasporto pubblico non può permettersi ulteriori incertezze.
Il giorno dei numeri ufficiali, però, è arrivato dentro un clima politico già surriscaldato. Nel pomeriggio, prima che i dati venissero comunicati, Pietro Piciocchi, che nel 2024 e dal 2017 è stato assessore al Bilancio e ha ricoperto anche il ruolo di vicesindaco facente funzioni dal 9 dicembre 2024 al 29 maggio 2025, aveva diffuso una nota di risposta alle dichiarazioni della sindaca, accusandola di utilizzare il dossier Amt per una speculazione politica e sostenendo che, su una partita che riguarda migliaia di famiglie, servirebbe un approccio diverso e più orientato alle soluzioni. Pietro Piciocchi aveva detto che l’opposizione avrebbe commentato nel merito i numeri del bilancio quando fossero stati resi noti, aggiungendo però una preoccupazione specifica: il timore che il nuovo Consiglio di amministrazione, nel voler segnare una discontinuità, potesse aver adottato criteri contabili “liquidatori e svalutativi” nell’imputazione delle poste di bilancio, richiamando anche quanto, a suo dire, il Collegio sindacale aveva già rimarcato nei mesi precedenti.
Il commento era arrivato in risposta a quanto detto in mattinata da Silvia Salis: «Il lavoro che stiamo facendo in questi mesi per salvare Amt è enorme. Ora vorrei vedere tutte le facce di quelli che in questi mesi hanno detto che non c’erano problemi e che volevano vedere il bilancio perché non credevano a quello che dicevamo: oggi avranno risposte. Vorremmo anche delle scuse verso la città – ha proseguito Salis – perché mettere in dubbio il lavoro immane che stiamo facendo per salvare Amt, che è ancora in corso, è qualcosa di molto scorretto, non solo politicamente».
«La chiusura del bilancio 2024 di AMT ha definito tutti gli elementi utili per mettere in campo le azioni necessarie al suo risanamento – dice Andrea Gamba segretario Filt Cgil Liguria -. Il Comune di Genova, con il quale è aperta una interlocuzione con i sindacati, si è impegnato a stanziare 15 milioni di euro. L’impegno è importante ma non sufficiente. All’appello manca la Regione Liguria che ha promesso risorse proprie per ricapitalizzazione e il contratto di servizio che al momento non sono arrivate. In questo difficile quadro è necessario che ognuno faccia la propria parte con senso di responsabilità e si impegni con azioni concrete: non è tempo di promesse ma di atti formali».
In un video pubblicato questa sera, Silvia Salis dice che la Regione ha nelle sue mani i conti, in bozza, già da una settimana.
Sullo sfondo, mentre si consumava questo braccio di ferro, l’aspetto giudiziario continuava a muoversi in parallelo. L’inchiesta sul dissesto e sui bilanci resta aperta. Gli avvisi a comparire sono arrivati dalla Procura a Manuela Bruzzone, Enzo Sivori e Sabina Alzona, a cui si è aggiunto Giorgio Canepa. Sono indagati per bancarotta con aggravamento del dissesto legato al falso in bilancio. Bruzzone, Alzona e Canepa erano considerati fedelissimi di Sivori, all’epoca vicepresidente Amt ed ex presidente Atp l’azienda di trasporto pubblico extraurbano acquisita da Amt nel 2018.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.